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Famiglia e terzo settore dimenticati dagli aspiranti candidati a Sindaco

Intervista rilasciata al quotidiano L’inchiesta il 27 dicembre 2010
Dopo il dossier de L’inchiesta sui 5 attuali candidati a Sindaco, chiediamo a Luigi Maccaro, esponente del terzo settore, un’opinione sui candidati. Quali sono le prime impressioni?
La prima impressione importante ? che nessuno dei 5 candidati nomina la famiglia. Bisogna capire che se si vuole dare risposte ai cittadini bisogna occuparsi della famiglia e delle sue istanze. Se non ci fosse la famiglia ad assorbire i disagi delle persone sarebbe gi? scoppiata una rivoluzione. Tutto ? sostenuto dagli stipendi e dalle pensioni dei nostri padri e dei nostri nonni. In assenza di questi la drammatica insufficienza dei servizi pubblici sarebbe evidente a tutti. E chi si candida ad amministrare una citt? con migliaia di famiglie non pu? non tenerne conto.
Che impegni dovrebbe assumere un candidato a Sindaco nei confronti delle famiglie?
E’ talmente importante il tema che io proporrei un Assessorato alle Politiche familiari. Modificherei lo Statuto comunale e stabilirei che occuparsi della Famiglia ? per l’amministrazione comunale una priorit? irrinunciabile. Anche perch? la famiglia, prima ancora che di politiche assistenziali, ha necessit? di essere promossa come risorsa. Bisogna individuare alcune azioni da attuare per favorire la nascita di nuove famiglie, investendo sui giovani. Si dovrebbe rivedere l’intero assetto delle tariffe comunali e attraverso la distribuzione di una Carta Famiglia, stabilire sistemi di calcolo che non penalizzino i nuclei familiari pi? numerosi. Costruire reti che coinvolgano il terzo settore in uno spirito di effettiva sussidiariet?.
Altro tema che ? stato toccato poco o niente ? quello, a te caro, del terzo settore.
Vedi, il terzo settore ancora oggi viene considerato da molti amministratori come una roba di poco conto. Buona in campagna elettorale per andare sui giornali. Devo dire, anche a causa di certi dirigenti del privato sociale. Cooperative che di sociale hanno poco o niente, vincono appalti facendo ribassi che poi vanno a penalizzare i dipendenti e gli utenti di servizi qualitativamente sempre pi? scadenti. Responsabili di associazioni di volontariato che si fanno venire le lacrime quando il potente di turno passa per regalare il panettone. Onlus create solo per aggirare il fisco. Pi? i dirigenti del non profit si piegano ai meccanismi corrotti della pubblica amministrazione, pi? si uccide ogni speranza di realizzare una effettiva sussidiariet? finalizzata a migliorare i servizi e a risparmiare denaro pubblico.
Altri punti deboli dei candidati a sindaco?
L’ambiente e la vivibilit? urbana. Chiedete ai nonni dove portano a spasso i bambini. In una villa comunale incustodita, senza servizi, sporcata dai cani? In una piazza San Giovanni trasformata in un parcheggio? Nel campo boario? I candidati, invece di spiegare la loro visione del mondo, dovrebbero ascoltare i bisogni della gente. A Cassino non abbiamo pi? spazi verdi godibili dalle persone. Non ci sono corsie riservate alle biciclette. Non ci sono spazi dedicati ai bambini. Nessuno ha cuore queste cose. Tutti spiegano, nessuno ascolta.
Insomma una situazione poco entusiasmante?
I tre che vengono dalla gestione passata hanno un bell’ardire. Io al posto loro chiederei pubblicamente scusa e sparirei dalla circolazione per un po’. Sono tutti impegnati a spiegare cosa si dovrebbe fare a Cassino ma nessuno spiega perch? non l’ha fatto quando era vicesindaco, assessore o consigliere di maggioranza. E comunque i propositi lasciano molto a desiderare. Nessuna idea nuova. Il solito stile poco attento alle persone e molto attento all’immagine. In perfetta sintonia berlusconiana.
Taviano ha tutto da dimostrare, vedremo. Petrarcone ha gi? dimostrato di essere stato un bravo Sindaco. Resta da vedere cosa far? l’Udc.
Tutti aspettano la pronuncia della Consulta sul legittimo impedimento
Non tutti hanno il coraggio di dire chi sono, cosa pensano, con chi stanno e con chi non stanno e cosa vogliono fare per Cassino. Tutto ? sempre subordinato alle strategie di altri. Nel frattempo i problemi delle persone crescono e la politica ? sempre pi? incapace di dare risposte. Anche le persone di buona volont? che stanno dentro ai partiti rischiano di essere impotenti. Bisogna sempre aspettare. Ora i congressi (per chi li fa), ora le politiche, ora le europee, ora le nomine degli enti intermedi, ora le regionali.

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