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Un bilancio di?Talenti

Rita Cacciami ha intervistato Luigi Maccaro per il quotidiano La Provincia con l’obiettivo di tracciare un primo bilancio della manifestazione Talenti che ha creato tanta risonanza nel cassinate…
1) A conclusione di 4 giorni densi, ricchi di incontri e di scambi?culturali,?l’obiettivo prefissato ? stato raggiunto?
L’obiettivo della manifestazione era creare un contenitore dentro al quale favorire la discussione, l’approfondimento, intorno ad alcune tematiche pregnanti per il futuro della citt?, nella speranza di riaccendere un po’ di passione, di desiderio di partecipazione da parte di tutti ed in particolare dei giovani.La citt? di Cassino deve costruire un progetto nuovo che tenga al centro i ragazzi. La loro fantasia, la loro creativit?, la loro intelligenza possono rappresentare una forza straordinaria con un grande potere di rinnovamento. Per? bisogna fidarsi. Bisogna crederci per davvero. E costruire le condizioni affinch? loro possano esprimersi. Un ragazzo di vent’anni dovrebbe provare disgusto di fronte a vecchi volponi che hanno amministrato per decenni la citt? ed ora cercano di cooptare, di coinvolgere, di sfruttare gruppi e facce pulite, solo perch? fra qualche mese si vota. I ragazzi non hanno l’anello al naso. Devono solo prendere coraggio. E gli adulti che pensano di sfruttarne biecamente la giovane et? commettono un grave errore. Da questo punto di vista l’obiettivo della manifestazione ? stato ampiamente raggiunto: la coltre grigia si sta squarciando.

2) Cosa pensa che rester? di questa iniziativa sul territorio?
Vorrei che restasse un metodo, quello del ritrovarsi e confrontarsi. Vorrei che il dibattito politico non fosse costituito solo dai commenti e dalle polemiche che si rintuzzano sulle pagine dei giornali. Vorrei che la citt? dedicasse tempo al confronto. Di questi tempi si parla tanto della politica del fare. E va bene. Ma c’? bisogno anche di una politica che sappia pensare, ascoltare, confrontarsi, mettersi in discussione. Invitare la gente a stare insieme, a dibattere, serve anche ad erodere quel sistema di potere autoreferenziale dentro al quale le discussioni e le decisioni vengono prese a tavolino da 2-3 persone alla volta. Ma questo cambiamento non lo possiamo chiedere agli amministratori di lungo corso. La politica pu? essere rinnovata solamente dal basso, questa ? la vera forza della democrazia. Solo i cittadini, i gruppi, le organizzazioni che hanno realmente a cuore il bene comune e che non hanno interessi personali da tutelare, possono decidersi a fare questa rivoluzione. E il cuore di questa rivoluzione possono farlo battere soltanto i ragazzi.
3) Exodus non ? pi? solo associabile a droga e disagio. Ora ? sinonimo?di……..?
Exodus ? sinonimo di passione educativa. L’ho imparato dal mio capo, don Mazzi, che ? innamorato dei giovani come lo erano prima di lui don Bosco, Baden Powell e tanti altri. Il mio capo clan, agli scouts, aveva scritto su un muro della sede una frase di don Primo Mazzolari: “Un giovane che a vent’anni non sente fremiti di ribellione, a trenta sar? un ruminante”. Ho sempre avuto paura di diventare un ruminante. Ed oggi, che di anni ne ho 40, voglio fare la mia parte affinch? i fremiti di ribellione dei ragazzi possano esprimersi, trasformarsi in energia positiva, in passione, in impegno solidale. Ne ho visti troppi diventare schiavi di droga, alcol, sesso, annichilimento, noia, depressione, spesso solo perch? non avevano intorno adulti capaci di cogliere quell’energia. Se i genitori, gli insegnanti, i parroci, i politici la smettessero di aver paura dei ragazzi il nostro mondo, e la nostra citt?, sarebbero davvero migliori. Per questo, tra qualche giorno, ripartiremo con il progetto Graffiti music che in quella notte magica di attesa del Papa, scald? il cuore di centinaia di nostri giovani.
4)Impegno sociale e politico sono strettamente connessi, ma con quale scopo?
Noi siamo convinti che sia possibile affrontare i grandi problemi sociali in maniera semplice, utilizzando le risorse che stanno gi? dentro alle persone e alle organizzazioni. Crediamo che sia possibile coniugare professionalit? e volontariato, avventura e quotidiano, movimento e istituzione. Noi critichiamo questa societ? futile, ingiusta, esteriore cercando di vivere in prima persona l’essenzialit?, la nonviolenza, la ricerca della giustizia. Cerchiamo di lavorare con tutte le realt? presenti sul territorio. Exodus non pu? non affrontare i pi? scottanti problemi sociali. La sua vocazione ? proprio quella di stare sugli avamposti. In questo senso si fa ?strumento? e prende la parola a partire da una esperienza concreta. E? questo il nostro modo di fare cultura. Di suggerire cambiamenti istituzionali. Exodus ? una provocazione che suggerisce una strada anche a coloro che gestiscono la cosa pubblica.
5) I cittadini di Cassino hanno risposto in modo piuttosto tiepido alla?proposta culturale di Talenti. Pigrizia o secondo Lei c’? dell’altro?
Io non direi. Intanto non era cos? facile venire in comunit?: da molti ? ancora considerata come un luogo “chiuso”, non facilmente accessibile. Tanto ? vero che molti che sono venuti per la prima volta hanno avuto espressioni di stupore per la bellezza del luogo. Grazie anche al lavoro dei nostri ragazzi che l’hanno resa davvero bella. C’era tanta gente che gi? vive una sorta di impegno civile in organizzazioni di volontariato, sportive, culturali. Abbiamo avuto diversi docenti universitari. Certo, non possiamo competere con chi fa numeri impressionanti pagando le cene nei ristoranti o cose del genere. Ma si sa, le rivoluzioni le fanno le minoranze. No?

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