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Adolescenti e prevenzione: il lavoro dell’Unità di Strada

Adolescenti e prevenzione: il lavoro dell’Unità di Strada

Chi incontriamo: profili e territori

L’unità di strada per la riduzione del rischio opera nel territorio della provincia di Frosinone, caratterizzato da una geografia frammentata e da una forte mobilità giovanile verso i centri più grandi. Il nostro intervento si rivolge principalmente a preadolescenti e adolescenti, in particolare nella fascia tra i  10 e i 20 anni. Si tratta, per la maggior parte, di studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado.

Tra i 16 e i 20 anni si osserva anche un numero crescente di giovani che interrompono precocemente il percorso scolastico per intraprendere lavori precari, attratti da un guadagno immediato, spesso in ambiti come ristorazione, edilizia e servizi.

Non mancano contatti con adulti che, a vario titolo, si avvicinano per informarsi o cercare supporto rispetto a situazioni di disagio personale o familiare legate al tema delle dipendenze.

Dove interveniamo

L’équipe interviene in diversi contesti:

  • Spazi pubblici (piazze, centri storici) attraverso attività di educativa di strada;
  • Scuole, dove svolge interventi informativi e di prevenzione;
  • Centri di aggregazione giovanile, con attività ludico-culturali;
  • Eventi estivi e manifestazioni locali, con presidi mobili, gazebo, materiale informativo, alcol test e counseling breve.

La presenza è pensata per essere non giudicante, accessibile, riconoscibile e coerente con gli stili e i linguaggi giovanili.

Chi si muove e dove va

A causa della frammentazione del territorio, i giovani tendono a spostarsi verso centri urbani più grandi come Cassino, Isola del Liri, Alatri o Ferentino, dove la proposta di svago è più ampia. In questi contesti la “movida” serale diventa luogo privilegiato di socialità ma anche di esposizione ai rischi.

Le sostanze più diffuse

Tra le sostanze più utilizzate dai giovani emergono due principali protagonisti:

  • Alcol, la sostanza più diffusa in assoluto, spesso consumata in modalità “binge drinking”;
  • Cannabis, considerata “meno pericolosa” rispetto ad altre droghe e ormai normalizzata in molti contesti.

 

Il sommerso e le dipendenze invisibili

Accanto alle sostanze esplicitamente citate, esiste un sommerso di comportamenti e dipendenze che spesso non vengono dichiarati o riconosciuti. Le ragioni sono molteplici: vergogna, normalizzazione, mancanza di fiducia nelle istituzioni o semplice inconsapevolezza. Tra le dipendenze più silenziose osservate:

  • Dipendenza da social media, smartphone e videogiochi;
  • Dipendenza affettiva e relazioni disfunzionali;
  • Uso di farmaci (ansiolitici, stimolanti) senza prescrizione;
  • Disturbi del comportamento alimentare (DCA);
  • Gambling online, con conseguenze anche economiche.

Movida e rischi nascosti

Nei contesti di “movida” i pattern di uso delle sostanze sono specifici:

  • Uso di gruppo, disinibizione, assenza di controllo;
  • Accesso facilitato ad alcolici, anche da parte di minorenni, con vendita spesso non regolamentata;
  • Presenza crescente di distributori automatici di alcolici attivi 24/24, che eludono i controlli di età.

Durante i party, le zone buie o i bagni diventano spesso luoghi di uso di sostanze o piccoli scambi di droga. Dopo gli eventi, i segni lasciati a terra raccontano una narrazione silenziosa fatta di:

  • Bottiglie e bicchieri abbandonati,
  • Cartine e filtri per spinelli,
  • In alcuni casi, preservativi usati e fazzoletti sporchi.

Dove si trovano le sostanze

Le sostanze vengono reperite facilmente sia nei grandi centri che nelle periferie. Frosinone e Cassino sono oggi i due principali poli di spaccio della provincia, con una rete capillare che raggiunge anche i comuni più piccoli.

Interventi attivi sul campo

Le attività dell’unità di strada (riduzione del rischio) comprendono:

  • Informazione e prevenzione
  • Distribuzione di materiale informativo (oltre 1350 pezzi nell’ultimo anno);
  • Conversazioni informali per sfatare miti e promuovere comportamenti sicuri.

 

 

Ascolto e counselling

  • Spazi di ascolto non giudicante;
  • Orientamento in caso di disagio o richiesta di aiuto.

Riduzione del rischio

  • Distribuzione di preservativi e beccucci monouso per alcol test;
  • Test etilometrici volontari e gratuiti;
  • Educazione alla guida sobria e supporto logistico per il rientro sicuro.

Facilitazione dell’accesso ai servizi

L’équipe svolge un importante ruolo di ponte tra i giovani e i servizi territoriali (Ser.D., CSM, psicologi, consultori, ecc.), accompagnandoli simbolicamente o concretamente verso percorsi di supporto.

Rapporto con i servizi e stabilità terapeutica

In alcuni casi, le persone incontrate sono già in carico ai servizi, ma dichiarano di non riuscire a seguire con costanza le terapie prescritte. Spesso continuano a fare uso di sostanze in modo disordinato.

Barriere e accessibilità ai servizi “ad alta soglia”

L’accesso ai servizi sociosanitari non è sempre facile. Tra gli ostacoli principali:

  • Stigma e paura del giudizio;
  • Esperienze negative pregresse con i servizi;
  • Burocrazia complessa e poca flessibilità;
  • Discontinuità personale tipica di chi vive situazioni di disagio.

I fattori facilitanti sono invece:

  • La costruzione di relazioni di fiducia con gli operatori di strada;
  • L’orientamento accompagnato verso i servizi;
  • L’esistenza di spazi accoglienti, non giudicanti, capaci di adattarsi ai bisogni reali delle persone.

Conclusioni

Il lavoro dell’unità di strada nella provincia di Frosinone dimostra quanto sia importante un approccio di prossimità, flessibile, centrato sulla relazione. Solo partendo dall’ascolto, dalla presenza costante e dalla comprensione dei linguaggi giovanili è possibile intercettare i bisogni reali, ridurre i rischi e promuovere l’accesso ai servizi, abbattendo barriere culturali e strutturali.

Il contesto del divertimento, se adeguatamente presidiato, può trasformarsi da luogo di rischio a spazio di prevenzione, consapevolezza e aggancio.