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“Selfie” l’indagine nazionale sulla condizione giovanile fa tappa a Cassino

“Selfie” l’indagine nazionale sulla condizione giovanile fa tappa a Cassino

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Si terrà martedì 28 gennaio alle 11, presso la Sala Restagno la presentazione del progetto Selfie agli Istituti scolastici di Cassino. Il progetto nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Exodus e l’Università Bicocca di Milano.

Chi sono gli adolescenti, quali interessi hanno, cosa desiderano? La Fondazione Exodus, dopo oltre 30 anni di attività con i ragazzi, ha deciso di  realizzare una fotografia che racconti gli stili di vita dei ragazzi, scattata direttamente dagli interessati. 

Verranno affrontate problematiche critiche come l’uso dei social, la qualità delle relazioni tra pari, l’uso del denaro, il rapporto con gli adulti. Lo scopo principale del progetto SELFIE è quello di fornire elementi, spunti concreti relativi alla vita dei ragazzi e delle ragazze, utili ad una riflessione per insegnanti, genitori e studenti stessi. 

L’indagine vuole essere in primis uno “strumento educativo” nelle mani degli attori della scuola, corpo docente, famiglia e studenti, allo scopo di migliorare la qualità delle relazioni esistenti e di conseguenza, sul versante scolastico, tentare di migliorare la qualità degli apprendimenti. 

Fino ad oggi la ricerca ha coinvolto oltre 70.000 studenti in tutta Italia ed ora è la volta di Cassino. La proposta la farà direttamente Franco Taverna, coordinatore nazionale di Exodus, nell’incontro a cui sono stati invitati tutti i dirigenti scolastici del territorio. 

«La cosa più bella di Selfie – ha detto don Mazzi – è che in molte scuole, dopo aver partecipato alla ricerca, i ragazzi hanno cominciato a confidarsi con professori e preside. Questo ci fa capire che dobbiamo lasciare aperte le nostre scuole ai ragazzi. La scuola deve diventare il luogo dove si torna a parlare, dove si torna a parlarci, dove tornano le relazioni che sono al di fuori dell’adulto e dei minori».

«L’obiettivo – aggiunge Luigi Maccaro – è quello di consegnare nelle mani di docenti, genitori e ragazzi una serie di riscontri concreti presi dalla vita reale degli adolescenti della loro scuola e di spunti di approfondimento per la pianificazione di interventi di miglioramento da realizzare proprio a partire dalle loro caratteristiche, dai loro punti di vista e dalle loro fragilità». 

E infatti “Selfie” racconta di ragazzi e ragazze, quelli finora intervistati, che solo nel 41 per cento dei casi si confronta con un genitore perché preferisce farlo con un amico; che nel 40 per cento dei casi va male a scuola perché vive in un contesto monoparentale; che il 45 per cento dei ragazzi ha conosciuto persone tramite i social network; che il 65 per cento degli under 18 usa lo smartphone in classe anche se non potrebbe; che l’84 per cento dei bambini sotto i 10 anni ammette di aver iniziato a giocare d’azzardo – comprando un “Gratta e vinci” – grazie ai genitori.

Presentato in forma sperimentale nell’anno scolastico 2014/2015, il questionario “Selfie”, sottoposto attraverso un software e un link online, è stato implementato grazie al supporto dell’Università Bicocca di Milano. “Selfie” è stato utilizzato in vari istituti italiani per conoscere i teenager di oggi attraverso le risposte che loro stessi hanno dato negli ambiti di indagine: i dati personali, il tempo libero, l’uso di smartphone e social network, il budget settimanale, il rapporto con il gioco d’azzardo, quali sono comportamenti a rischio, quale immagine hanno del proprio corpo e la loro relazione con il cibo e, infine, la realizzazione di sé.

Per Enzo Salera, Sindaco di Cassino che ha voluto riconoscere il patrocino al progetto, «la conoscenza degli stili di vita dei ragazzi è un valido punto di partenza per i soggetti impegnati nella cura e nella crescita della popolazione giovanile, in particolare quella di fascia preadolescenziale, a livello scolastico, familiare e territoriale. Padroneggiare la situazione di partenza è un’azione necessaria per poter porre in essere interventi mirati che possano prendersi carico delle criticità, ma contemporaneamente valorizzare anche le potenzialità di una generazione che necessita sempre più di un riconoscimento positivo e valorizzante. Questo progetto – continua Salera – mi sembra davvero un utile strumento di indagine e narrazione degli stili di vita giovanili attraverso un’approfondita attenzione al mondo di internet e a quello delle dipendenze, in particolare quella del gioco d’azzardo».

Le Scuole secondarie di I e II grado, interessate a conoscere nei dettagli la proposta pedagogica di Exodus possono ricevere tutte le informazioni necessarie scrivendo a cassino@exodus.it

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