Comunità
×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 65

(1 Vota)

L'intervento residenziale per adolescenti dipendenti

La particolarità dei destinatari (minori/adolescenti e giovani tossicodipendenti della fascia di età 14-24 anni) ci ha spinto a definire due diverse fasi di intervento residenziale, seppur in stretto collegamento fra loro. Ciò partendo dal fatto che gli adolescenti ed i giovani tossicodipendenti non sono sempre motivati ad intraprendere un percorso lungo di cura e riabilitazione e che tale percorso va costruito insieme per tappe e per obiettivi progressivi, tollerando anche l’eventualità da parte dei ragazzi di ripetuti drop out e di nuove successive possibilità di richiesta d’aiuto. In tal senso l’intera progettualità prevede:

  1. una fase di pre-accoglienza, finalizzata a conoscere l’utente, la sua famiglia e valutare l’idoneità all’inserimento;
  2. una fase di accoglienza, con un programma di tipo breve e strategico, finalizzata alla disintossicazione, alla valutazione, alla motivazione al trattamento e all’orientamento terapeutico futuro;
  3. una fase terapeutica, di medio-lungo periodo finalizzata alla risoluzione delle problematiche collegate alla tossicodipendenza e per il reinserimento, scolastico/lavorativo e familiare.

Destinatari e modalità di accesso

La Comunità accoglie minori e adolescenti (14-24 anni), sia maschi che femmine, esclusivamente su presentazione ed invio da parte dei Servizi per le Dipendenze. Si accolgono persone anche in trattamento sostitutivo e con un programma a scalare.

Al Ser.D. viene chiesta in prima istanza una relazione di presentazione che descriva la situazione, riporti i dati anamnestici generali, gli elementi valutativi e diagnostici, i punti di forza e di debolezza del ragazzo, la situazione familiare, gli obiettivi terapeutico/riabilitativi che si intendono raggiungere con l’inserimento, nonché, in relazione agli obiettivi, se si prevede un inserimento per un programma di breve termine (fase di accoglienza), o un inserimento di medio - lungo termine di tipo terapeutico comunitario.

A seguito della lettura in équipe della relazione, vengono effettuati alcuni colloqui (2-3) con l’obiettivo di rinforzare la motivazione, conoscere la storia e presentare la struttura. Durante tale fase sono previsti anche dei colloqui di conoscenza con i genitori, colloqui obbligatori nel caso di minori.

Si accolgono anche:

  • casi di minori inviati dalla giustizia minorile con condanna relativa a reati collegati alla tossicodipendenza, nell’unica condizione giuridica di sospensione pena con messa alla prova in comunità.
  • minori tossicodipendenti affidati dal Tribunale del Minori al Servizio Tutela minori territoriale per un collocamento obbligatorio in comunità.

Il metodo 

  1. accoglienza;
  2. disintossicazione e scalaggio farmaci;
  3. valutazione multidimensionale e multiprofessionale, sia del singolo che della famiglia;
  4. costruzione di un progetto specialistico personalizzato;
  5. orientamento terapeutico, ancorato alla valutazione e restituzione del programma terapeutico riabilitativo idoneo al caso (al soggetto, alla famiglia, ai Servizi);
  6. incentivazione della motivazione al cambiamento e alla compliance terapeutica;
  7. trattamento terapeutico dell’utente e della famiglia;
  8. Reinserimento.

Il Reinserimento dei giovani

Il reinserimento dei "giovani", in realtà, accompagna il percorso terapeutico del giovane dall’inizio e ne costituisce parte essenziale. Ha la finalità di sviluppare azioni di sostegno al processo “permanente” di crescita e autonomia dei ragazzi, avviando fin da subito azioni di formazione, indirizzo, orientamento prima e, successivamente, di scambio attivo con la rete territoriale tra i giovani e le varie opportunità che offre il territorio stesso.

La comunità terapeutica residenziale è quindi attrezzata alla gestione di questi aspetti, sia con progetti e dispositivi specifici, sia con personale ad hoc (volontari, maestri d'arte, insegnanti, ecc.), che si occupa delle azioni di formazione, indirizzo e scambio col territorio, anche nella logica della socializzazione e del radicamento in gruppi e stili di vita alternativi a quelli di provenienza, legati al mondo delle sostanze. Le azioni di formazione e orientamento messe in campo per questo particolare target, prevedono l’impiego di strumenti formativi e di attività in linea con le caratteristiche peculiari dei minori/adolescenti tossicodipendenti.

Particolare impegno è dedicato a:

  • recupero dell’obbligo e/o alla ripresa del percorso di studi interrotto in relazione all’esperienza di tossicodipendenza, sia con insegnanti volontari all’interno della struttura, che nelle scuole del territorio.
  • avvio di attività di formazione lavorativa, prima internamente e poi all’esterno, con l’ausilio di borse-lavoro, nell’ottica di un pieno reinserimento anche occupazionale.
  • sviluppo di collaborazioni con Associazioni e Gruppi giovanili, parrocchiali e sportivi presenti a livello territoriale per accompagnare e completare un processo di cambiamento, dopo un intervento specialistico di trattamento dell’uso delle sostanze.

 

 

 

 

 

Letto 2893 volte Ultima modifica il Venerdì, 04 Gennaio 2019 15:50

commenti ( 2 )

  • Link al commento adriana ligrone adriana ligrone Giugno 14, 2021

    Sono una psicologa psicoterapeuta salernitana. Ho bisogno di sapere se posso inviare dei minorenni che fanno uso quotidiano di canne e alcool, appartenenti a contesti familiari deprivati.
    Se sì, come.
    Grazie, per l'attenzione
    Distinti saluti,
    Adriana Ligrone

    Rapporto
  • Link al commento Veruschka Veruschka Gennaio 12, 2021

    Ho bisogno di parlare con qualcuno grazie

    Rapporto

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

Donazione on line

Un ringraziamento davvero speciale a...

Slider