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Giacomo Lariccia Giacomo Lariccia

Ricostruire, viaggio nella fragilità In evidenza

“RICOSTRUIRE è il mio viaggio nella fragilità. Ne ho osservato le sfumature, colto e trascritto alcuni frammenti, è una metafora di questa fine di anni '10”.

Anni in cui la natura ha mostrato il suo lato oscuro, anni di terrorismo che ha colpito la metro e gli aeroporti di Bruxelles, anni in cui il sogno europeo sembra aver invertito la marcia: non attrae ma respinge. Il crollo di queste sicurezze si trasmette anche nelle relazioni fra le persone, nell'amore, nella percezione della vita che sembra soffrire dello stesso identico male: la fragilità.

“Le canzoni di RICOSTRUIRE sono impronte lasciate in un cammino introspettivo e la voce che le ha cantate riflette lo spirito di questo percorso: è una voce delicata, mai piena, spesso spinta ai limiti ma che spero riuscirà a proteggere e a consegnare integre le emozioni che l'hanno ispirata.
Accanto alla parola ho cercato una musica che fosse sempre carica di energia. Un'energia calma, questa volta, misurata.

Nei miei dischi precedenti ho raccontato storie del secondo dopoguerra e degli italiani nelle miniere del Belgio: storie con un fascino inespresso che ho sentito di dover raccontare. 
Per RICOSTRUIRE ho scelto un'altra strada: ho voluto fortemente che la canzone fosse al centro.

Alla fine delle registrazioni di RICOSTRUIRE, e solo poco prima di mandare il disco in stampa, ho capito che la destinazione del percorso che avevo intrapreso è la consapevolezza di voler RICOSTRUIRE. Dopo ogni inciampo.”

Dopo due dischi molto apprezzati dalla critica, entrambi finalisti al Premio Tenco, concerti in tutto il mondo, Giacomo Lariccia con RICOSTRUIRE compie il suo viaggio immobile. 
La leggerezza e la positività restano sullo sfondo e lasciano il posto ad una ricerca interiore.

La sezione ritmica è stata registrata negli Artwin Studio di Carnières da Mika e Greg Chainis, il pianoforte negli Ibo Studios di Roma, gli altri strumenti negli Jati Studio di Bruxelles da Marco Locurcio.
Testi e Musica: Giacomo Lariccia, produzione artistica: Giacomo Lariccia e Marco Locurcio, arrangiamenti: Marco Locurcio, Grafica: Francesco Pirozzi, dipinti di Micael Schepens, stylist: Michela Scavuzzo

Musicisti: Giacomo Lariccia: voce, chitarre acustiche ed elettriche, Marco Locurcio: basso e chitarra elettrici, synth, organo, violoncello, violino, tromba, voci, Jennifer Scavuzzo: voci, Fabio Locurcio: batteria e percussioni, Alessandro Gwis: piano, Nicolas Kummert: sassofono

Per info: 0032 485 31 50 40

Le canzoni dell'album RICOSTRUIRE

Ottobre La relazione fra un uomo e una donna, l'autunno di un amore minacciato da ciò che impedisce di guardare oltre i propri desideri. “Solo se lo vuoi il cielo si libera. Solo se lo vuoi il cielo risplenderà per noi.”

Ricostruire L'imperfezione della nostra conoscenza, la confusione con la quale spesso ci confrontiamo, la difficoltà di accettare e capire la vita. 
“Quante volte dovrò ancora ricominciare? Quanto ancora dovrò tutto ricostruire?”

Quanta strada Quanta strada è una canzone sul distacco dalla vita. Come quando si osserva il panorama dalla cima di un monte: la vita come un libro concluso, il tramonto di una giornata. 
“Adesso che in questo cammino hai detto: vado avanti ma non temere, prima che scenderà il buio io ti vorrò vedere”.

La mano di un vecchio La mano di un vecchio “si apre in un gesto che non conosceva ed in quel frammento di vita appare il volto di un bambino”. Un gesto semplice che racchiude passato, presente e futuro: “ciò che è stato e ciò che sarà”.

Come sabbia Non si può cambiare il mondo se prima non si cambia se stessi.
“Non c'è rivoluzione più grande e più efficace di quella che puoi fare dentro di te. 
La vita scorre via come sabbia tra le dita, se stringo il pugno non ne resterà.”.

Amore e variabili Un amore che cresce e cambia come cambia la vita: un equilibrio instabile che deve essere sempre ricercato per “variar le distanze facendo attenzione a non rompere il filo” per “cambiare purché nulla crolli fuori e dentro di noi”.

Celeste Secondo Giacomo De Benedetti, autore di un libro sul rastrellamento del Ghetto di Roma, Celeste era il nome della donna che la sera del 15 ottobre 43 provò ad avvisare gli abitanti. Nel libro “16 Ottobre 1943” viene descritta brevemente la figura di questa moderna Cassandra, purtroppo inascoltata.

Senza farci del male Riconoscere che il limite più grande all'amore siamo noi stessi: “io ti amo come posso, ti amo come riesco, perché son solo un uomo, perché son solo io”.

Fiore d'inverno Una canzone dedicata al mio secondo figlio Noam.
“Fiore d’inverno, fiore coraggioso, che questa vita resti sempre un bel gioco”.

Luce La paura di perdere la strada e la richiesta di aiuto, per illuminarla. 
“Questa corsa che corriamo non prevede alcuna sosta, ma è nell'essere qui ora il senso di questa bellezza”.

Solo una canzone La canzone, anche quando parla di temi importanti, non ha grandi pretese e vola nelle nostre vite accompagnandoci negli anni. Questa, in particolare, termina con un consiglio: “per vivere felice non ti prendere sul serio”.

Chi è Giacomo Lariccia: biografia

Giacomo Lariccia è un cantautore che lascia l’Italia e trova l’America in Europa…

2000-2005 Il conservatorio a Bruxelles
Dopo aver percorso in autostop le autostrade del nord, chitarra in spalla, Giacomo Lariccia si innamora, alla fine, di Bruxelles e del Jazz. Pochi giorni dopo la laurea in Scienze della comunicazione (ottenuta a Roma nel luglio 2000 con una tesi sui “Formati di compressione della musica su internet”, 110/110) si candida ad entrare al conservatorio reale di Bruxelles nel corso di chitarra jazz.

2008 – SPELLBOUND

Finito il conservatorio (2005) incide il suo primo disco: Spellbound (Label Travers) che esce nel dicembre 2008. Il disco viene accolto calorosamente dalla stampa e riceve anche la prima pagina dell’inserto della cultura del quotidiano Le soir. Questo disco lo porta a collaborare con musicisti di ogni confine e provenienza e con essi viaggia e suona, percorrendo questa volta, il sud: Tunisia, Israele, Barhain, Italia, Spagna…

Dopo anni di note, assoli bislacchi e “cravatte stonate”, Giacomo scopre la potenza della parola. Il suono della chitarra può colpire le sensazioni ma la parola può toccare nel profondo, commuovere e divertire, creare un mondo alternativo e criticare quello in cui viviamo. Giacomo Lariccia si innamora della canzone in tutte le sue forme e decide di dedicarsi completamente ad essa.

Nei suoi brani percorre i binari della memoria e gioca con personaggi inventati e storie sconosciute. Uno di questi, per un caso fortuito, finisce nelle mani di un produttore che, a sua insaputa, lo iscrive al primo concorso di canzoni dal quale esce vincitore (Biella Festival 2009) e insieme cento ammiratori produce nel 2011 il suo primo disco da cantastorie: Colpo di sole.

2011 – COLPO DI SOLE

Colpo di sole è stato giudicato fra le quattro migliori opere prime dalla giuria del Premio Tenco 2012 ed è stato finalista del Premio De Andrè nel 2012 e 2013. Riceve inoltre numerose critiche positive da parte della stampa specializzata.

Colpo di sole è accolto positivamente anche in Belgio. Giacomo Lariccia viene chiamato diverse volte, con il suo gruppo e in solo, a suonare in diverse trasmissioni radiofoniche della RTBF, la radio nazionale Belga.

Nel 2012/2013 Giacomo Lariccia inizia a farsi conoscere anche in Italia: viene invitato a suonare in diversi festival e viene accolto da articoli sulla stampa locale e nazionale, servizi televisivi e radiofonici. Il videoclip “Povera Italia” che ripropone la questione della fuga dei talenti suscita molto interesse (TG1, TG2, TG3).

Nel dicembre 2013 viene nominato dalla rivista di affari europei Gli Euros fra i dieci italiani più influenti di Bruxelles.

2014 – SEMPRE AVANTI

Il 2014 è l’anno del terzo disco: Sempre avanti che si aggiudicherà il secondo posto al Premio Tenco 2014 nella categoria “Miglior canzone”, il premio Miglior Testo a Botteghe D'autore e molte altre finali di concorsi di canzoni d'autore.

Il brano “Piuttosto”, che ironizza sulle ultime tendenze della lingua italiana, viene notato dall'Accademia della Crusca che ne sposa la causa e lo ripropone diverse volte sulle proprie reti sociali. Nel 2015 Giacomo Lariccia viene invitato a tenere una lezione/concerto all'università di Firenze nel corso di linguistica.

Il disco Sempre avanti è stato presentato in anteprima nel teatro dell’Istituto Italiano di Cultura a Bruxelles successivamente in festival e teatri in Europa (Italia, Belgio, Germania, Francia, Svizzera, UK, Lussemburgo), Sud America (Colombia) e Medio Oriente (Israele). Viene trasmesso in radio e televisione in Italia (da L'Eredità di Fabrizio Frizzi, a trasmissioni di Radio Rai, Radio DJ, Radio Capital e fino ai telegiornali italiani) Belgio, Germania, Australia.

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