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Redazione

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Venerdì, 31 Maggio 2019 10:47

Aperte le iscrizioni al Campus 2019

A quale bambino non piacerebbe attraversare il passaggio magico del binario 9 ¾, salire a bordo del misterioso treno a vapore ed arrivare diritto diritto ad Hogwarts, la scuola di Harry Potter? Non è un sogno impossibile. A partire dal 10 giugno, infatti, l’intera struttura di Exodus si trasformerà in una vera e propria Scuola Estiva di Magia, Exwarts!

Tre mesi in cui gli aspiranti piccoli maghi seguiranno le stesse lezioni che si svolgono nella famosa scuola di Harry Potter. All’arrivo, verranno smistati nelle 4 case, consegnata loro la bacchetta magica e il manuale. E, da quel momento in poi, sarà un’estate magica! Non mancheranno momenti di confronto su temi importanti quali l’amicizia, il rispetto per l’ambiente, lo spirito di gruppo. Attraverso il gioco e il divertimento, infatti, il nostro impegno con i bambini e gli adolescenti è di tipo educativo ed è finalizzato a promuovere stili di vita sani.

E' possibile iscriversi a questo link: https://live.igrest.it/custom/iscrizione_exodus.aspx?grest=71b93eda-3374-4d33-8499-fa7f0a9bd6bf

 

Giovedì, 30 Maggio 2019 10:24

Corso sull'autoimprenditorialità

Il progetto è rivolto giovani e adulti privi di professionalità aggiornata per i quali la licenza media non costituisce più una garanzia dall’emarginazione culturale e/o lavorativa, e adulti già inseriti in ambito lavorativo che vogliono o devono ripensare la propria identità professionale. A questi, negli ultimi anni, si sono aggiunti ragazzi minorenni a forte rischio drop out e giovani/adulti di diverse nazionalità. Il corso è aperto anche agli ospiti della Comunità e agli utenti dei Servizi per le Dipendenze che collaborano con Exodus.

Lo scopo è quello di rompere con il passato per creare una nuova mentalità imprenditoriale basata sul pensiero strategico, mettendo in crisi le certezze e i miti della tradizione. L’articolazione progettuale prevede, infatti, attività teoriche - condotte preferibilmente applicando una didattica laboratoriale con somministrazione di compiti di realtà per la valutazione delle competenze maturate - e attività prestate in contesti reali. L’approccio proposto si basa sullo sviluppo progettuale iterativo/evolutivo, a ciclo IPER (Identify, Plan, Evolve, Review).
Il piano di studio presenta contenuti innovativi per il contesto di riferimento; le materie professionali (Economia aziendale, Diritto, Informatica) e comuni (afferenti all’asse dei
linguaggi) sono affiancate a discipline atipiche per il settore, quali la Filosofia e la Musica, al fine di favorire quel processo di learning esperienziale determinante nella formazione
imprenditoriale. “Non pretendiamo che le cose cambino, se facciamo sempre la stessa cosa....
La creatività nasce dalle difficoltà nello stesso modo che il giorno nasce dalla notte oscura. È dalla crisi che nasce l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato....... La vera crisi è la crisi dell’incompetenza........”. Albert Einstein 1955
Finalità Generali
• Sviluppo del pensiero creativo
• Capacità di risolvere problemi
• Autonomia e spirito di iniziativa
• Autostima
• Inclusione
Il progetto si sviluppa su tre livelli:
• corso di educazione all’autoimprenditorialità con uno sguardo particolare alla nuova economia sociale che sta assumendo, all’interno dell’UE, un ruolo di notevole utilità in un sistema economico pluralista;
• attività di progettazione in sinergia con gli attori produttivi, al fine di realizzare momenti di apertura con il territorio;
• percorsi di incubazione e accelerazione delle idee progettuali emerse e analizzate nel precedente step, attraverso stage e affiancamento di professionisti, al fine di valorizzare e, eventualmente, realizzare i migliori progetti.

Per informazioni contattare Andrea Volante al n. 0776.311788, educatore della Comunità e referente per il recupero scolastico e la formazione professionale.

Giovedì, 30 Maggio 2019 10:16

Nessuno escluso

Sta per partire un corso di formazione grauito organizzato da Exodus grazie al contributo della Regione Lazio e del Fondo sociale Europeo, rivolto a giovani fino ai 21 anni a rischio di esclusione sociale. Prevede il recupero delle competenze di base e la formazione teorico pratica per il lavoro all'interno di un'azienda agricola. Il corso è aperto anche agli ospiti della Comunità e agli utenti dei Servizi per le Dipendenze che collaborano con Exodus.

Si svolgerà a Cassino, il prossimo 4 marzo, una prima giornata di formazione per operatori di Centro d’ascolto, organizzata dalla Fondazione Exodus e condotta dagli operatori che da 30 anni si occupano di fragilità sociale, adolescenti e dipendenze.
A partire dalle 10 e fino alle 16, le attività formative verteranno sulla relazione d’aiuto, la presa in carico della persona, i rapporti con i servizi territoriali, gli aspetti sanitari e quelli giudiziari, il coinvolgimento della famiglia e l’orientamento verso i percorsi di assistenza.
Il corso sarà coordinato dal dott. Luigi Pietroluongo e vedrà la presenza di numerosi operatori del settore mentre i contenuti saranno presentati a partire dalla testimonianza di alcuni ospiti della comunità che hanno intrapreso il percorso di riabilitazione proprio partendo da una presa in carico da parte di un centro di ascolto.
Alla giornata parteciperanno anche volontari di Exodus provenienti da altre province del Lazio, tirocinanti dell’Università di Cassino ed è aperto ad aspiranti volontari della Comunità.
Una parte della giornata sarà dedicata anche alle varie modalità di ascolto oltre al colloquio: ascolto telefonico, corrispondenza dal carcere, contatti via chat o social network.
Gli interessati potranno prenotarsi via mail scrivendo all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Iscrizioni

Sei interessata/o a partecipare al corso di formazione? Compila questa scheda e sarai ricontattata/o al più presto. Grazie.

Martedì, 05 Febbraio 2019 22:51

Inclusione sociale attraverso l'agricoltura

Nuovi corsi di formazione per gli ospiti di Exodus nel campo dell'agricoltura e della trasformazione dei prodotti agroalimentari finalizzati a promuovere l'inserimento lavorativo delle persone che completano il percorso di riabilitazione nella comunità di Cassino.

Nella cascina messa a disposizione quasi trent'anni fa dai monaci di Montecassino, l'attività agricola ha sempre occupato una buona parte delle giornate dei ragazzi consentendo loro di portare in tavola i prodotti dell'orto e del lavoro quotidiano. Oltre agli ortaggi e al piccolo frutteto, la cooperativa Exodus produce un ottimo miele.

Prodotti coltivati con tecniche biologiche da persone che si sono lasciati alle spalle storie di emarginazione e che oggi cercano riscatto nell'impegno a ricostruire un progetto di vita fondato su valori completamente diversi.

Con il nuovo anno prende il via il progetto formativo "Natura Cura" grazie al contributo della Fondazione Nazionale delle Comunicazioni, rivolto agli ospiti della Comunità che prevede la presa in carico, l'orientamento e l'accompagnamento personalizzato per l'inclusione sociale attiva in ambito agricolo.

Le attività teoriche e pratiche verranno svolte, per 12 mesi, all'interno dell'azienda agricola annessa alla Cascina di via Vertelle e saranno orientate da un lato a garantire l'acquisizione di competenze relazionali nell'ambito di un progetto individualizzato, dall'altro ad accrescere le competenze tecniche in ambito agri-naturalistico: il lavoro in azienda agricola, il lavoro in serra, l'organizzazione dell'orto, l'utilizzo dei macchinari, i prodotti, la stagionalità, il raccolto, l'utilizzo del prodotto coltivato, la promozione e la commercializzazione.

Le azioni di orientamento vengono svolte in collaborazione con lo sportello di orientamento Porta Futuro Lazio della Regione mentre la parte formativa sarà curata dal coordinatore dell'azienda agricola Adriano Tonietti.

 

Martedì, 05 Febbraio 2019 10:06

12 settimane per cambiare strada

Proposta Percorsi Brevi a Tema in Comunità

Modulo n. 1

Competenze genitoriali

per persone con problemi di dipendenza comportamentale o da sostanze psicotrope e alcol

Obiettivi

  • misurare e valutare il progresso della capacità genitoriale basandosi sullo sviluppo della relazione genitore-figlio e sul benessere del bambino;
  • integrare il programma di riabilitazione dalla tossicodipendenza con attività volte a migliorare la capacità genitoriale;
  • promuovere e sostenere lo sviluppo delle famiglie coinvolte, in quanto la serenità della famiglia influenza direttamente la qualità della vita delle singole persone, la loro stabilità e il bene comune dell’intera società;
  • offrire ai frequentanti uno spazio e un tempo per riflettere sul proprio stile educativo, sull’essere padre ed essere madre, e sulle scelte da affrontare insieme;
  • offrire ai genitori che hanno vissuto esperienze traumatiche corsi di formazione e seminari finalizzati a migliorare lo svolgimento del loro compito educativo;

Durata

12 settimane residenziali presso la sede di cassino della Fondazione Exodus. Inizio previsto per il 1° marzo 2019.

Destinatari

Persone con problemi di dipendenza in carico al proprio Ser.D. di competenza che hanno avviato un percorso di disintossicazione e che frequentano regolarmente i programmi proposti dal servizio  (scalaggio, percorso terapeutico, ecc.).

Il programma è aperto anche alle coppie di persone entrambe con problemi di dipendenza.

Alle attività prenderanno parte anche ospiti della Comunità tradizionale che hanno figli e sono interessati ad approfondire le loro competenze genitoriali.

Ammissione

I candidati dovranno essere inviati dal Ser.D. di appartenenza e sostenere alcuni colloqui di ammissione nell'ambito di una giornata di orientamento che si svolgerà mercoledì 20 febbraio.

Attività

  • Percorso motivazionale: 12 incontri di gruppo con il coach
  • Percorso terapeutico: 12 colloqui e 12 gruppi terapeutici con lo psicoterapeuta
  • Percorso educativo: 12 incontri di gruppo con l'educatore
  • Percorso individuale: 12 colloqui con l'educatore
  • Percorso sociale: 3 incontri con la famiglia gestiti da una educatrice e un'assistente sociale
  • Percorso formativo: 12 focus group sulle competenze genitoriali con la psicoterapeuta
  • Percorso espressivo: 12 incontri di laboratorio teatrale sull'espressione emotiva con regista teatrale.

Verifiche

  • Somministrazione test sulle competenze genitoriali in ingresso, in itinere e in uscita;
  • Questionario di soddisfazione rivolto all'utente;
  • Questionario di soddisfazione rivolto ai familiari;

Ciao a tutti, sono Angela e faccio ormai parte di questa famiglia da più di 18 mesi.
La comunità Exodus di Cassino, la considero la mia seconda casa, è davvero un posto stupendo e non sto parlando solo dal punto di vista estetico. Indubbiamente, il verde che la circonda, la presenza di campetti sportivi, di una piscina, di una fattoria didattica, contribuiscono a rendere questo posto bellissimo, ma la sua vera bellezza è nell’amore con cui ogni educatore svolge il proprio lavoro.
Le attività come la musica ed il teatro, ti permettono di esternare tutte quelle emozioni spente da chissà quanto tempo, qui si ha la possibilità di costruire relazioni sane che ti aiutano a crescere, che ti mettono in gioco e ti consentono di riacquistare quella “fiducia” nel mondo ormai persa a causa della vita sbagliata condotta per tanto, troppo tempo.
Sono arrivata in Exodus dopo aver toccato il fondo, nel momento in cui avevo perso tutto e stavo rischiando di perdere la cosa più preziosa ed importante: la mia famiglia. Non potevo permettere alle sostanze di togliermi anche questo. Ho perso il lavoro, un ragazzo stupendo, le persone che mi volevano più bene, ma soprattutto avevo perso me stessa. Grazie agli educatori ed all’aiuto di professionisti come psicologi e psichiatri, ho cominciato a risalire la china, sono ritornata pian piano a sorridere e ad amare la vita come non avevo mai fatto prima.
Non è stato un percorso facile, anzi … Un ruolo fondamentale l’ha svolto prima di tutto il rapporto di fiducia costruito con gli educatori, perché prima di ogni altra cosa, è indispensabile fidarsi ed affidarsi all’equipe per buttare via tutte quelle maschere e ricominciare a costruire nuovamente se stessi.
A contribuire al raggiungimento di tanti traguardi, è stata anche l’attività svolta con il Mental Coach Franco De Rosa che, grazie al suo lavoro, è riuscito a farmi comprendere meglio me stessa spronandomi a guardarmi dentro con più attenzione. Mi sono messa in gioco, ho commesso molti errori ma sicuramente ne sono uscita più forte di prima. Ce ne è voluto di tempo per ammettere le mie fragilità, io che ho sempre pensato che esternare i propri limiti ti rendesse una persona debole. Oggi posso dire con certezza che solo essere consapevoli delle proprie debolezze ti fortifica e ti aiuta a migliorare davvero.
Il percorso è costituito da 4 fasi: accoglienza; consapevolezza; rafforzamento e reinserimento lavorativo.
Ci si sveglia alle ore 7, alle 7,30 c’è la colazione e subito dopo siamo tutti sui settori (lavanderia, orto, cucina, fattoria, esterni, pulizia della casa ….). Ognuno di noi impegna la propria giornata svolgendo delle mansioni scoprendo così l’amore per quello che si fa a prescindere dal settore di assegnazione. L’amore per gli animali e per tutto ciò che si coltiva, l’amore per la casa, per la cura del verde e per il cibo. L’amore per se stessi, soprattutto che si nutre della passione per il lavoro, delle attività educative e dello sport.
Molto importante nella crescita personale è infine la Parola: momento in cui educatori ed ospiti della casa si riuniscono per parlare di tutto ciò che ci riguarda esternando qualunque pensiero e problema. Questo momento di condivisione è caratterizzato dall’autenticità di chiunque ne faccia parte.
E’ una struttura questa, che ti offre la possibilità di rinascere se davvero sei intenzionato a farlo e se hai la giusta motivazione perché qui non avvengono miracoli, ma bisogna crederci e lottare con tutte le proprie forze per uscirne davvero migliore.

Lunedì, 07 Gennaio 2019 16:45

Inclusione sociale attraverso l'agricoltura

Nuovi corsi di formazione per gli ospiti di Exodus nel campo dell'agricoltura e della trasformazione dei prodotti agroalimentari finalizzati a promuovere l'inserimento lavorativo delle persone che completano il percorso di riabilitazione nella comunità di Cassino.

Nella cascina messa a disposizione quasi trent'anni fa dai monaci di Montecassino, l'attività agricola ha sempre occupato una buona parte delle giornate dei ragazzi consentendo loro di portare in tavola i prodotti dell'orto e del lavoro quotidiano. Oltre agli ortaggi e al piccolo frutteto, la cooperativa Exodus produce un ottimo miele.

Prodotti coltivati con tecniche biologiche da persone che si sono lasciati alle spalle storie di emarginazione e che oggi cercano riscatto nell'impegno a ricostruire un progetto di vita fondato su valori completamente diversi.

Con il nuovo anno prende il via il progetto formativo "Natura Cura" grazie al contributo della Fondazione Nazionale delle Comunicazioni, rivolto agli ospiti della Comunità che prevede la presa in carico, l'orientamento e l'accompagnamento personalizzato per l'inclusione sociale attiva in ambito agricolo.

Le attività teoriche e pratiche verranno svolte, per 12 mesi, all'interno dell'azienda agricola annessa alla Cascina di via Vertelle e saranno orientate da un lato a garantire l'acquisizione di competenze relazionali nell'ambito di un progetto individualizzato, dall'altro ad accrescere le competenze tecniche in ambito agri-naturalistico: il lavoro in azienda agricola, il lavoro in serra, l'organizzazione dell'orto, l'utilizzo dei macchinari, i prodotti, la stagionalità, il raccolto, l'utilizzo del prodotto coltivato, la promozione e la commercializzazione.

Le azioni di orientamento vengono svolte in collaborazione con lo sportello di orientamento Porta Futuro Lazio della Regione mentre la parte formativa sarà curata dal coordinatore dell'azienda agricola Adriano Tonietti.

 

Martedì, 18 Dicembre 2018 16:03

Calendario Exodus Cassino 2019

Pronto il Calendario Exodus 2019. Vieni a ritirarlo gratuitamente in Comunità.

Domenica, 02 Agosto 2015 12:51

"Maestra! Posso farle io?"

Enrico è un bambino di 12 anni, anche se definirlo bambino è un po' riduttivo. Enrico ormai è un piccolo uomo, che un po' la vita, un po' il suo carattere vivace, un po' le situazioni in cui si è ritrovato, alcune senza volerle, altre ricercandole, lo hanno reso così, un piccolo uomo. Troppo grande per l'età che ha, troppo piccolo per quello che fa. Quando c'hanno chiamato per parlarci di lui un po' ci siamo fermati a pensare, ma poco, quel tanto che bastava per armarci e partire; di lui avevamo solo una pagina e mezzo di relazione inviataci dai servizi sociali del suo comune che parlava di un bambino pluriripetente (2 volte bocciato in prima elementare), con un forte deficit di attenzione, problemi comportamentali e di condotta, il tutto all'interno di un quadro familiare non da cornice (genitori separati, precedenti penali, nuovi compagni). Il primo approccio con lui è stato più che positivo, a tratti sembrava quasi timido, impacciato, ma forse aspettava solo di testare il terreno ed entrare in simpatia con le persone con cui si relazionava. Sarebbe rimasto con noi solo nei mesi estivi di luglio e agosto così, per toglierlo dalla strada, dopo che ben due case famiglie lo avevano rifiutato a causa del suo comportamento. Facile passare del tempo con un ragazzino di 12 anni all'aperto e con tante attività da proporre, facile ma riduttivo.
Per quello ci chiedevamo in continuazione cosa avremmo potuto fare per lui, per la sua situazione e i suoi problemi. E così decidemmo di proporre ai servizi sociali che lo seguivano di provare con E. qualcosa di diverso, magari aiutarlo il pomeriggio nei compiti a casa, o magari seguirlo anche a scuola, nelle lunghe e faticose ore di lezioni, troppo pesanti per un bambino come lui, in una situazione in cui pensare di vederlo seduto al banco per più di mezzora era davvero una cosa impossibile. Tentammo e ottenemmo ciò e non fu affatto facile. Tolto l'entusiasmo della novità, giustificare agli occhi dei compagni la presenza di una "ragazza per me" a scuola tutti i giorni non è stato affatto facile. Ma tra un'operazione di matematica e un tiro al canestro, tra un dettato per migliorare l'ortografia e una caccia al tesoro alla ricerca del nascondiglio scelto per evitare la pagina di lettura, i mesi passavano e qualcosa in lui piano piano cambiava. Fu per questo che avamposti come sempre decidemmo quello che alcuni mesi fa sembrava impossibile, cioè di tentare di raggiungere un ulteriore obiettivo e cercare di non solo concludere l'anno scolastico nel migliore dei modi, ma addirittura di fare l'esame di idoneità che avrebbe permesso al bambino di frequentare per il prossimo settembre la prima media. Il sudore e l'impegno che è riuscito a metterci, alternato ai giorni in cui poca era la voglia anche solo di aprire libro, lo hanno aiutato a crescere e a migliorare, a piccole dosi, il suo comportamento.
Vedere l'agitazione nel giorno dell'esame, la felicità appena usciti dall'aula, l'imbarazzo mentre taglia la torta presa per festeggiarlo sono valsi tutto l'impegno e il sudore, le brutte parole e anche le mani addosso che a volte in questi mesi ci aveva regalato sfogando la sua rabbia e la sua frustrazione nel modo più facile, ma più sbagliato.
Il giorno più bello? Uno dei pochi in cui eravamo riusciti a restare in aula con il resto della classe, nonostante la lezione di grammatica; la maestra spiegava e mandava alla lavagna qualcuno ogni tanto per fargli fare delle frasi sulla nuova lezione; quando ho visto la sua mano alzata credevo chiedesse di uscire e invece "Maestra! Posso venire a farle io?" inutile dire che fu all'altezza della richiesta, inutile parlare della sua soddisfazione.

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