Villaggio delle aquile reali

Proposta per una gita scolastica eccezionale

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Nasce a Cassino il Villaggio delle aquile reali

Conoscendo questa probabile prospettiva, in alcuni istituti, per “queste classi”, sono state abolite le gite scolastiche.
Eppure vi sono notevoli opportunità educative che possono essere messe in gioco proprio per questi studenti più problematici e solo in un contesto estraneo al rigido schema istituzionale. Meglio poi se si ha la possibilità di sperimentare una “uscita” dalla scuola che comprenda anche una o più notti, in un contesto assolutamente controllato ma lontano dalle quotidiane abitudini, dove sia possibile mettere allo scoperto le vere caratteristiche dei ragazzi, individuare e saper apprezzare i limiti e le risorse di ciascuno, dove innescare semplici meccanismi di solidarietà.
Sono queste le ragioni che hanno sostenuto il progetto del villaggio delle aquile reali, attivo per il momento solo nella provincia di Verona, che ha esattamente la finalità di promuovere esperienze educative per i giovani adolescenti usando gli ingredienti di don Bosco: gioco, sport, oratorio, amicizia, avventura, insieme con la residenzialità e (nel caso fosse necessario) con alcuni elementi di studio derivanti dalla visita di una città, sono previsti questi ingredienti.
Sport: lo sport è riconosciuto come vero spazio di crescita, di sviluppo e di socializzazione per la persona. A maggior ragione per l’età dell’adolescenza, se si propone un’attività ludica e sportiva ben equilibrata, che non discrimini e non selezioni, offrendo a tutti una possibilità di incontro-confronto. Il confronto con l’altro e la sana competizione portano alla capacità di porsi obiettivi diversi potenzialmente raggiungibili attraverso il processo del tentativo ed errore: prova-errore-taratura dell’obiettivo sulle potenzialità reali-nuovo tentativo-traguardo raggiunto. Il raggiungimento di obiettivi via via più difficili rende l’adolescente consapevole dell’enorme potenzialità psicofisica del proprio corpo. La consapevolezza di potenzialità differenti rende la competizione ricca di talenti e il confronto con l’altro sprona al miglioramento senza prevaricazione.
Sopravvivenza: la sperimentazione di se stessi in situazioni difficili o non usuali, guidate e motivate da buoni consigli e insegnamenti, in condizioni di estrema sicurezza, permette una rapida acquisizione e valorizzazione delle potenzialità fisiche e psicologiche che, sommandosi alla fatica quotidiana della conoscenza di stessi. Contribuisce alla crescita dell’autostima e della motivazione personale.
Musica: è ampiamente dimostrato che il potere di socializzazione che l’elemento musicale ha in sé è di gran lunga superiore a quello della normale comunicazione verbale. Uomini che cantano e suonano insieme si aprono interiormente e “si sentono” reciprocamente in sintonia, sviluppando naturalmente un clima di tolleranza e di accettazione che supera la diversità. Nella normale conversazione ciò non accade.
Teatro: aiuta a parlare con la gente e con se stessi: per fare la parte e poi uscire dalla parte. Indossare delle maschere “esterne” aiuta a togliersi le maschere “interne”.
Attività di gruppo: esercita a vivere la cultura della comprensione dell’altro e della reciprocità in un orizzonte di rigenerazione dei talenti personali e comunitari.

Letto 159 volte Ultima modifica il Martedì, 30 Gennaio 2018 16:45

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