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L'intervento residenziale per adolescenti dipendenti

La particolarità dei destinatari (minori/adolescenti e giovani tossicodipendenti della fascia di età 14-24 anni) ci ha spinto a definire due diverse fasi di intervento residenziale, seppur in stretto collegamento fra loro. Ciò partendo dal fatto che gli adolescenti ed i giovani tossicodipendenti non sono sempre motivati ad intraprendere un percorso lungo di cura e riabilitazione e che tale percorso va costruito insieme per tappe e per obiettivi progressivi, tollerando anche l’eventualità da parte dei ragazzi di ripetuti drop out e di nuove successive possibilità di richiesta d’aiuto. In tal senso l’intera progettualità prevede:

  1. una fase di pre-accoglienza, finalizzata a conoscere l’utente, la sua famiglia e valutare l’idoneità all’inserimento;
  2. una fase di accoglienza, con un programma di tipo breve e strategico, finalizzata alla disintossicazione, alla valutazione, alla motivazione al trattamento e all’orientamento terapeutico futuro;
  3. una fase terapeutica, di medio-lungo periodo finalizzata alla risoluzione delle problematiche collegate alla tossicodipendenza e per il reinserimento, scolastico/lavorativo e familiare.

Destinatari e modalità di accesso

La Comunità accoglie minori e adolescenti (14-24 anni), sia maschi che femmine, esclusivamente su presentazione ed invio da parte dei Servizi per le Dipendenze. Si accolgono persone anche in trattamento sostitutivo e con un programma a scalare.

Al Ser.D. viene chiesta in prima istanza una relazione di presentazione che descriva la situazione, riporti i dati anamnestici generali, gli elementi valutativi e diagnostici, i punti di forza e di debolezza del ragazzo, la situazione familiare, gli obiettivi terapeutico/riabilitativi che si intendono raggiungere con l’inserimento, nonché, in relazione agli obiettivi, se si prevede un inserimento per un programma di breve termine (fase di accoglienza), o un inserimento di medio - lungo termine di tipo terapeutico comunitario.

A seguito della lettura in équipe della relazione, vengono effettuati alcuni colloqui (2-3) con l’obiettivo di rinforzare la motivazione, conoscere la storia e presentare la struttura. Durante tale fase sono previsti anche dei colloqui di conoscenza con i genitori, colloqui obbligatori nel caso di minori.

Si accolgono anche:

  • casi di minori inviati dalla giustizia minorile con condanna relativa a reati collegati alla tossicodipendenza, nell’unica condizione giuridica di sospensione pena con messa alla prova in comunità.
  • minori tossicodipendenti affidati dal Tribunale del Minori al Servizio Tutela minori territoriale per un collocamento obbligatorio in comunità.

Il metodo 

  1. accoglienza;
  2. disintossicazione e scalaggio farmaci;
  3. valutazione multidimensionale e multiprofessionale, sia del singolo che della famiglia;
  4. costruzione di un progetto specialistico personalizzato;
  5. orientamento terapeutico, ancorato alla valutazione e restituzione del programma terapeutico riabilitativo idoneo al caso (al soggetto, alla famiglia, ai Servizi);
  6. incentivazione della motivazione al cambiamento e alla compliance terapeutica;
  7. trattamento terapeutico dell’utente e della famiglia;
  8. Reinserimento.

Il Reinserimento dei giovani

Il reinserimento dei "giovani", in realtà, accompagna il percorso terapeutico del giovane dall’inizio e ne costituisce parte essenziale. Ha la finalità di sviluppare azioni di sostegno al processo “permanente” di crescita e autonomia dei ragazzi, avviando fin da subito azioni di formazione, indirizzo, orientamento prima e, successivamente, di scambio attivo con la rete territoriale tra i giovani e le varie opportunità che offre il territorio stesso.

La comunità terapeutica residenziale è quindi attrezzata alla gestione di questi aspetti, sia con progetti e dispositivi specifici, sia con personale ad hoc (volontari, maestri d'arte, insegnanti, ecc.), che si occupa delle azioni di formazione, indirizzo e scambio col territorio, anche nella logica della socializzazione e del radicamento in gruppi e stili di vita alternativi a quelli di provenienza, legati al mondo delle sostanze. Le azioni di formazione e orientamento messe in campo per questo particolare target, prevedono l’impiego di strumenti formativi e di attività in linea con le caratteristiche peculiari dei minori/adolescenti tossicodipendenti.

Particolare impegno è dedicato a:

  • recupero dell’obbligo e/o alla ripresa del percorso di studi interrotto in relazione all’esperienza di tossicodipendenza, sia con insegnanti volontari all’interno della struttura, che nelle scuole del territorio.
  • avvio di attività di formazione lavorativa, prima internamente e poi all’esterno, con l’ausilio di borse-lavoro, nell’ottica di un pieno reinserimento anche occupazionale.
  • sviluppo di collaborazioni con Associazioni e Gruppi giovanili, parrocchiali e sportivi presenti a livello territoriale per accompagnare e completare un processo di cambiamento, dopo un intervento specialistico di trattamento dell’uso delle sostanze.

 

 

 

 

 

Letto 204 volte Ultima modifica il Venerdì, 04 Gennaio 2019 15:50
Francesca Nardone

Educatrice, Responsabile del Programma Giovani (14-24 anni). francesca.nardone@exoduscassino.it

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