La Comunità
(0 Voti)

Ho parecchi ricordi della mia infanzia, ma ho sempre sentito di essere diversa dalle altre bambine. Non è scritto nel nostro destino che da grandi potremmo diventare "drogati" ma sicuramente nel mio caso non c'era alternativa. Comunque fino ai miei 18 anni la mia vita è stata quasi normale , un padre severo e geloso che mi permetteva poco di uscire. Ma dopo un po' ho avuto il coraggio di ribellarmi e da lì non si è capito più nulla. Ho conosciuto il classico ragazzo ricco di buona famiglia, con un'azienda da portare avanti (lui aveva 28 anni ) e che faceva uso di cocaina. Fui io a chiedergli di provarla e mi resi conto da subito che era qualcosa di pericoloso perché mi piaceva . La mia vita cambiò radicalmente: abitudini, amicizie, modo di vestire...

M'innamorai di quest'uomo perdutamente fino ad annullarmi, a perdere la mia dignità , non solo di donna, ma proprio di essere umano, a non avere più rispetto per me stessa. Usando cocaina ti senti invincibile, non hai paura di niente e tutte le paure e le inibizioni cadono. Sono stata con lui quasi dieci anni , ma dopo tradimenti, umiliazioni e maltrattamenti trovai coraggio di tornare dai miei genitori, con la speranza che lui mi fermasse. Cosi non fu, e allora iniziai a vivere peggio di come avevo già vissuto. Cambiavo uomo come cambiavo abito, mi drogavo e non pensavo ad altro. Dopo 13 anni di tossicodipendenza e la morte di mio padre, una sera feci il giro di tutti gli spacciatori, ne comprai tanta e alle sei di mattina dissi a me stessa: o muori o ti arrestano oppure proviamo la comunità. Non sapevo cosa fosse, come era gestita ma in casa trovai un libro di Don Antonio Mazzi (e non ho mai saputo come ci sia finito) allora ebbi il coraggio di chiedere aiuto ad un amico di famiglia maresciallo di carabinieri. Lui mi accompagnò nella sede della Fondazione Exodus della mia città dove mi trovai davanti come responsabile un amico di scuola – la mia vergogna fu tanta. Ma erano 2 settimane che non mangiavo, non dormivo... stavo finendo di distruggermi con le mie mani.

Sono stata per 2 anni in una sede Exodus a 700 km da casa e l'unica persona che mi è stata sempre vicino è stata mia madre (una mamma straordinaria con la forza e il coraggio da vendere) . E' stata a prova più dura di tutta la mia vita!! Io non mi sentivo "DROGATA" come chi poteva usare la siringa, perciò è stata un pochino più dura perche non è stato facile piegarmi. Nel corso di questo percorso gli educatori hanno subito notato in me un atteggiamento sbagliato, diverso verso il sesso maschile. Ma per me era normale... abbracciare un ragazzo o farmi abbracciare. Era come se quell'abbraccio riempisse un vuoto.... Cosi iniziai delle sedute con una psicologa,e con la quale fu subito installato un rapporto speciale. Ogni volta che avevo un incontro con lei, ne uscivo sempre stanca, spossata. Ricordo ancora quel giorno che iniziai ad avere dei flash mentre parlavo con lei. Io sono una persona gioiosa, solare, allegra e all'uscita dell'incontro iniziarono ad affiorare nella mia mente ricordi terribili che la mia mente aveva rimosso e la cocaina congelato. All'età di 10 anni circa ho subito una violenza sessuale. C'era quest'uomo che si faceva toccare e la cosa è andata avanti fino a 17 anni circa. Quell'uomo era mio padre. Diceva che lo faceva per il mio bene per insegnarmi cosa fosse il sesso . Una bambina a 10 anni può non credere a suo padre? Perciò la mia crescita è stata deviata in maniera drastica, per me voler bene e fare sesso era la stessa cosa. Naturalmente diventando grande ne approfittavo per fare quello che volevo e da questo parte tutta la mia vita, la droga...

Presa coscienza che non ero io quella sbagliata, terminai il percorso comunitario e fui portata nella sede della mia città per gli ultimi mesi del cammino che si chiama reinserimento. Avevo paura , il pregiudizio della gente mi terrorizzava. Ma piano piano ho continuato ad essere più decisa che mai e a camminare a testa alta. Sono orgogliosa di me, fiera e la mia autostima è a 1000 . Sono consapevole, che ci sarà sempre qualche idiota ma io vado avanti per la mia strada. Adesso da quasi nove anni ho un lavoro che amo e che mi sono guadagnata solo perche me lo merito. Senza scendere a compromessi e a dover svendere la mia persona. Ho comunque un matrimonio fallito alle spalle (durato sette anni), purtroppo dovuto sempre alla droga. Ho cercato di aiutarlo ma non puoi aiutare nessuno che non ha intenzione di accettare il tuo aiuto. Adesso sono felice, sono serena e non è poco. Bisogna avere coraggio... sempre! Tutto si può cambiare. Dobbiamo credere sempre in noi stessi e nelle nostre capacità.

Io ce l'ho fatta....

Letto 59 volte Ultima modifica il Mercoledì, 07 Novembre 2018 12:58

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

Donazione on line

Un ringraziamento davvero speciale a...

Slider