Comunità residenziale
(0 Voti)

Alternativa al carcere

Fin dai primi anni di attività Exodus ha scelto il Carcere come ambito d'impegno, luogo dove esercitare opera di ascolto ed accoglienza, aiuto e sostegno, promozione della solidarietà. In questi anni numerosi educatori e volontari si sono alternati in questa attività, principalmente attraverso colloqui di orientamento e sostegno con le persone detenute. Attualmente l'attività di ascolto in carcere avviene in collaborazione con moltissimi Istituti di pena in Italia (Milano, Firenze, Roma, Viterbo, Reggio Calabria, ecc.) nei quali gli educatori sono presenti per colloqui orientativi e di sostegno, con i detenuti che fanno richiesta e che sono interessati all'utilizzo di misure alternative. Da molti carceri del territorio nazionale riceviamo una fitta corrispondenza, curata dall'Assistente sociale del Centro di Ascolto.

I contatti con Exodus da parte del detenuto possono avvenire attraverso:

rapporto epistolare: molti detenuti ricevono le prime informazioni attraverso la corrispondenza con un educatore del Centro di Ascolto, che gli fornisce indicazioni su come è articolato il programma terapeutico, sulle modalità e requisiti per potervi accedere.

colloqui individuali con il detenuto. Il primo contatto della persona detenuta, avviene attraverso il colloquio da lei stessa richiesto, compilando l'apposito modulo (la domandina), durante il quale viene effettuata una prima raccolta di dati anamnestici, relativi anche alla situazione familiare, al vissuto rispetto alla tossicodipendenza, alla situazione giudiziaria presente e passata, allo stato di salute, agli eventuali percorsi terapeutici precedenti.
I colloqui continuano, possibilmente con cadenza settimanale, per un periodo variabile (2-3 mesi). Durante questo periodo l'educatore tesse una serie di relazioni importanti con i familiari dei detenuti, gli educatori del carcere, gli educatori del Ser.T. e dell'U.E.P.E., con gli avvocati difensori, al fine di individuare, anche con il loro contributo, il percorso più idoneo, tra quelli possibili.

L'impegno più importante che viene chiesto al detenuto è quello di scalare, laddove sussista, la terapia metadonica, in accordo con il personale medico, e di diminuire fino all'eliminazione, l'assunzione degli psicofarmaci, se non assunti dietro precisa prescrizione medica. Questo perché uno dei requisiti per l'ingresso in programma dal carcere è lo stato di astinenza. La verifica di tale impegno avviene attraverso il contatto con il personale medico dell'Istituto e del Ser.T. interno che gestisce lo scalaggio delle terapie farmacologiche. Per quanto riguarda le famiglie dei detenuti l'intervento è strutturato in colloqui e gruppi che vengono svolti periodicamente presso il Centro di Ascolto, offrendo in questo modo uno spazio di condivisione e di sostegno a chi, già segnato dall'esperienza della tossicodipendenza, si trova anche a vivere le preoccupazioni di un figlio, marito o parente recluso. Il coinvolgimento della famiglia nel processo di recupero è una risorsa preziosa da attivare per la buona riuscita del programma stesso.

 

Exodus Cassino - Centro di Ascolto

Via San Domenico Vertelle, 23 - 03043 Cassino (Fr) - Tel. 0776 311788, 327 5641545 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Letto 441 volte

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

Donazione on line

Un ringraziamento davvero speciale a...

Slider