Caro sindaco, paghi le fatture!

Lettera aperta della comunita'

Exodus Summer Camp

A Cassino dal 26 agosto al 2 settembre

Campi Scout

Arriva l'estate e la Cascina si riempie di zaini

MOVIDA

LETTERA AI RAGAZZI DI PIAZZA LABRIOLA

Slider

Come puoi sostenerci

 
 

Progetti

Scegli il progetto più vicino alla tua sensibilità, segui l'andamento della raccolta fondi, vieni a vederne la realizzazione!

 
 

Volontariato

Metti una parte del tuo tempo, delle tue competenze, della tua esperienza al servizio di tanti ragazzi che hanno bisgono di te!

 
 

5xmille

A te non costa nulla, neanche un centesimo! Per noi vale moltissimo, soignifica la possibilità di realizzare nuovi progetti...

 
 

Sponsorship

Molte aziende perseguono una politica di responsabilità sociale d'impresa attraverso il coinvolgimento in progetti sociali.

 
 
Giancarlo Benassi

Giancarlo Benassi

Martedì, 04 Luglio 2017 07:53

La piscina è una realtà: festeggiamo!!

Quando si attiva la solidarietà degli Amici di Exodus ogni obbiettivo, qualsiasi traguardo diventano possibili. Anche quelli che soltanto pochi mesi fa potevano semplicemente catalogarsi come SOGNI.
Come definire altrimenti la costruzione della piscina per i ragazzi speciali che da anni frequentano la nostra Comunità? Dove sino a ieri c’era terra e un pochino di erba ora c’è proprio una fresca e invitante piscina che ogni giorno tonifica e diverte i ragazzi con differenti abilità ed i bambini che frequentano il nostro richiestissimo Campus estivo. Viene da stropicciarsi gli occhi e pensare all’ illusione causata da un colpo di sole… ed invece è una meravigliosa e tangibile realtà resa possibile dalla generosità di Davide Papa e Danilo Zola, da sempre membri attivi della nostra grande Famiglia allargata e con un cuore davvero grande.
E’ stata una festa inaugurale piena di contenuti ma anche di assaggi sfiziosi allestiti in un grande buffet minuziosamente allestito dal settore cucina di Exodus e posto, ovviamente a bordo piscina.
Cari Davide e Danilo, per ringraziarvi definitivamente, oltre alle targhe ricevute durante la serata insieme ai nostri abbracci, ci basta invitarvi ad affacciarvi un qualsiasi giorno della settimana in Comunità perché possiate toccare con mano l’ entusiasmo e... l'impazienza con il quale i ragazzi fruiscono del relax e di quelle nuotate che sono divenute ormai un appuntamento irrinunciabile nelle loro calde giornate presso la Cascina di v. Vertelle.

Lunedì, 01 Maggio 2017 19:10

Primo Maggio in Fattoria

Il Primo Maggio è la festa dei convivi per eccellenza. Dove la famiglie si fermano per il meritato riposo intorno ad una tavola imbandita.

Se poi intorno a quella tavola c’è tanto verde, animali della fattoria, campi da gioco, laboratori creativi e tanta ospitalità, allora molto probabilmente quelle famiglie si sono fermate alla Cascina di Exodus in v. Vertelle a Cassino. 

Quando poi, a fine giornata, tutte quelle persone con tanti bambini felici al seguito nel salutarci inevitabilmente ci chiedono: “ma quando ci sarà il prossimo open day?” In tutti i ragazzi, i volontari e gli operatori della Comunità si accende quella gioia che solo la consapevolezza di un lavoro fatto bene e col cuore può regalare. E allora come per incanto tutta la stanchezza accumulata svanisce, e verrebbe la voglia di riavvolgere il nastro… e ricominciare di nuovo.

 Appuntamento allora al prossimo evento di Exodus, a partire dal 15 maggio: la MILLE GIOVANI PER LA PACE!!

Giovedì, 20 Aprile 2017 15:23

Pasquetta in Fattoria

Se l’Open Day “Famiglia in Fattoria” era stato un successo, possiamo affermare con assoluta certezza che il lunedì di pasquetta passato in nostra compagnia dalle centinaia di persone convenute nella Cascina di v. Vertelle ha addirittura superato le più rosee aspettative.

Decine di barbecue fumanti allegramente accesi nei tanti spazi verdi appositamente allestiti per l’occasione, profumi stuzzicanti nell’aria, che vedeva aleggiare anche tanti sorrisi insieme ai brindisi e alla convivialità, con bruschette e carne alla brace sulle tavole imbandite insieme alla fragrante pizza preparata al momento dai ragazzi della Comunità. Con la colonna sonora delle musiche di Exodus Radio mixate alle risate di tutti i bambini addirittura indecisi, per la felicità dei propri genitori, se divertirsi iniziando dal laboratorio di ceramica, dalla fattoria didattica, o saltare sulla carrozzella trainata dai pony piuttosto che correre nei campi di calcetto e di pallacanestro…E’ un dato di fatto che chiunque varchi il nostro cancello già dopo pochi minuti provi quel calore particolare che riesce a donare soltanto la piacevole sensazione di sentirsi accolto come amico prima ancora che come “ospite”. Come risultato tangibile chi si è affacciato nella nostra struttura per la prima volta non ha avuto alcuna difficoltà a comprendere perché per tante altre famiglie il venire da noi era ormai divenuta una piacevolissima consuetudine. Riproponendosi a sua volta di fare altrettanto.

Exodus Cassino, una realtà sempre più inclusiva tanto da far apparire ormai quasi obsoleta la definizione di “aperta al territorio”… essendone di fatto divenuta parte integrante.

Martedì, 18 Aprile 2017 08:51

Lavanda dei piedi a Montecassino

“Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e le vesti, sedette di nuovo e disse loro: sapete ciò che vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato infatti l’esempio perché come ho fatto io, lo facciate anche voi” (Giov. 13, 12-15).

Nel fare suo un gesto di ospitalità del mondo antico, in cui lo schiavo lavava i piedi del padrone, la moglie al proprio marito e il figlio al padre, Gesù compie un gesto quasi inaudito e rivoluzionario , che rappresenta il sapersi donare con abbandono e generosità verso tutti i fratelli e l’intera umanità.

Dopo migliaia di anni questo rito rimane uno dei momenti più toccanti e simbolicamente carico di significati nel percorso di avvicinamento alla santa Pasqua, che l’abate di Montecassino don Donato Ogliari ha officiato inginocchiandosi di fronte ai ragazzi della nostra Comunità appositamente invitati per l’occasione. Questo deve poter rappresentare un prezioso insegnamento per tutti noi: sapere abbracciare e tendere la mano al nostro prossimo con umiltà, con spirito di servizio, con generosità e con quella fraternità di chi non attende per le proprie azioni nulla in cambio. più semplicemente, un bellissimo e disinteressato gesto d’amore.

Nella Cascina di Exodus la graditissima visita dell’Istituto Superiore Saraceno Romegialli di Morbegno nell’ambito del progetto di alternanza scuola - lavoro.

Tre giorni di incontri e condivisione di lavori ed emozioni dalla fattoria all’orto, dal laboratorio teatrale alla web tv, tra partite di calcetto e momenti conviviali e soprattutto spazi di riflessione ed approfondimento insieme ai ragazzi della Comunità ed i loro educatori, in grado di portare all’abbattimento di pur comprensibili false convinzioni ed errati pregiudizi. Ma è francamente inutile scrivere ancora dilungandosi, quando tutto è reso perfettamente nella sua cifra più vera e genuina proprio dal flusso di ragionamenti e considerazioni fatto “ a briglia sciolta”  dagli studenti valtellinesi. Prego dunque, ascoltate il video del nostro servizio. E condividete con noi a fronte delle parole in libertà di questi giovani quella briciola di orgoglio per la sensazione di essere sulla strada giusta, pur nella consapevolezza del lungo cammino che ancora ci aspetta, ma che non può e non dovrà mai spaventare una Comunità nata proprio da una carovana e che dunque per definizione intrinseca è in marcia, sempre: verso il territorio, verso gli altri, verso la vita.
Sabato, 01 Aprile 2017 13:22

Ciò che fai, fallo bene

" In verità vi dico: ogni volta che avrete fatto qualcosa a uno dei miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me." (Mt 25,40).

Si è svolto alla Comunità di recupero Exodus di Cassino il secondo dei cinque incontri di formazione e discernimento, organizzati dall'OFS d'Italia, per avvicinare e sensibilizzare i francescani secolari e i giovani francescani al tema del volontariato e della missione. "Ciò che fai fallo bene" è il titolo di quest'esperienza che pone ogni partecipante a confronto con se stesso e con la sua vita, a partire da quella di altri fratelli che, per motivazioni diverse, non hanno avuto sempre opportunità positive.

Nel caso specifico i laici francescani che hanno preso parte a questo percorso di formazione hanno vissuto a stretto contatto, nella quotidianità, con i fratelli che stanno seguendo il percorso di recupero dalle loro dipendenze. Già la struttura della Comunità, architettonicamente parlando, presentandosi senza barriere, ha lasciato percepire una forte apertura verso il mondo esterno: un modus di recupero non chiuso in schemi precostituiti e in pareti di muratura dalle cui finestre si intravedevano un mondo e una società lontane, ma piuttosto un recupero calato nel mondo, dove l'altro è tuo prossimo, inteso come tuo vicino, pronto a tenderti la mano in qualsiasi momento.

OLTRE PREGIUDIZI E BARRIERE

Anche l'approccio con i ragazzi, la condivisione del loro lavoro quotidiano, l'interazione con i loro tempi in Comunità, scanditi da incontri serrati e ben definiti, è stato affascinante ed educativo per diversi motivi, in quanto da parte loro non si è percepita la durezza e l'impegno del percorso che stanno seguendo. Colpiva positivamente che diverse persone, ciascuna con le sue mansioni (del tutto abituate ad una vita molto libertina e caratterizzata da una condotta disordinata, eppur sottoposte a regole molto rigide senza far trasparire peso e fatica) erano animate da un forte desiderio di fare spazio a Dio nella loro vita, attraverso la preghiera personale e comunitaria. Vivere a stretto contatto con esperienze del genere  permette di sperimentare che a volte basta molto poco per intraprendere strade sbagliate, e che la presenza di un amico con cui condividere la quotidianità, i suoi aspetti positivi e negativi, è molto preziosa.

Ciò che la vita a volte riserva è davvero fantastico: pur facendo un camino di fede spesso si è condizionati dal pregiudizio nei confronti di chi, per vari motivi, ha avuto opportunità diverse e per certi versi meno positive. Ma il vivere spalla a spalla nella quotidianità la loro vita e sperimentare l'essere fratelli in quanto figli di un unico Padre, libera mente e cuore da schemi e stereotipi, e fa cadere quelle barriere che ostacolano il naturale e indispensabile relazionarsi con l'altro.

Cogliere la presenza di Dio nella propria vita, ogni giorno, non è poi tanto difficile. Il segreto sta nell'essere attenti alla Sua presenza e ai Suoi continui interventi. Proprio in questo momento Dio parla ai cuori di ciascun uomo affinché essi possano sentire l'esigenza di unirsi ed amarsi. Basta osservare alcuni dettagli che a volte sembrano coincidenze. Il percorso formativo nazionale dell'OFS, in questo periodo, pone l'attenzione sull'importanza del fratello, dal più vicino al più lontano, sia in termini di distanza fisica che di cuore. La liturgia attraverso il  Vangelo di Matteo propone il discorso della montagna, dove Gesù pone lo sguardo sull'amore verso il prossimo, chiunque esso sia, l'amore per l'altro a volte inteso anche come altro da sé. Il Papa nel suo messaggio per la Quaresima 2017 ha proposto al popolo di Dio l'attenzione sull'altro come dono, attraverso la parabola dell'uomo ricco e del povero Lazzaro (cfr. Lc 16,19-31). L'Ordine Francescano Secolare, attraverso questo percorso formativo di cinque incontri, offre come opportunità da vivere l'esperienza diretta con la vita di altri fratelli per sperimentarne la meraviglia, ma soprattutto per capire chela giusta relazione con le persone consiste nel riconoscerne con gratitudine il valore. L'altro, inteso come diverso e anche disagiato, non diventa un fastidioso ingombro, ma un appello a convertirsi e a cambiare vita.

Come non accorgersi dell'invito di Dio a cominciare a fare sul serio al fine di essere tutti uniti per l'edificazione del Suo regno, per la creazione un mondo migliore, con la riscoperta di essere tutti uguali, tutti meritevoli delle stesse opportunità, tutti con le mani tese verso chi non ha saputo cogliere le diverse opportunità ricevute o, magari, non ne ha avuto la possibilità? In questo il grande maestro, oltre a Gesù, è sicuramente Francesco, che ha fatto della sua esperienza di vita non "l'essere per gli altri" ma "l'essere con gli altri", percorrendo insieme, fianco a fianco, la strada della vita.

UN SEME E UN RICHIAMO DI BENE

"Abbiamo deciso: su questo prato costruiremo una cappella che intitoleremo a san Francesco e santa Chiara": queste le parole di saluto rivolte da Luigi Maccaro  al piccolo gruppo di partecipanti al corso di formazione al volontariato e di discernimento alla missione che ha vissuto il secondo incontro proprio a cassino, nella sede della Comunità gestita da Exodus.

Il week-end di formazione e di incontro si è concluso con questa bella iniziativa, che la Comunità vuole affrontare per permettere a tutti coloro che transitano in quell'incantevole posto di poter vivere anche un momento di riflessione e di preghiera.

L'incontro con gli operatori e gli ospiti della Comunità è stato davvero molto intenso per i francescani presenti al corso. Ma, a quanto pare, anche per i "ragazzi" della Comunità è stato un incontro che ha risvegliato un desiderio di spiritualità. Dal semplice celebrare le Lodi mattutine di sabato e domenica e andare nella meravigliosa abbazia di Montecassino per la celebrazione eucaristica dei partecipanti al corso, è nata la richiesta da parte degli ospiti di poter celebrare le Lodi mattutine almeno il giorno di domenica ogni settimana. E il responsabile della Comunità ha subito colto il segno di un desiderio di spiritualità con l'annuncio di voler costruire una cappella da intitolare proprio a Chiara e Francesco.

"Tornerete quando l'avremo costruita e troveremo un sacerdote per celebrare una Messa insieme!", così ha richiesto ancora Luigi Maccaro, responsabile della Comunità Exodus che nei primi due incontri del corso "Ciò che fai, fallo bene" ha accompagnato nella riflessione e nella formazione i francescani.

E' stata dunque subito aperta una raccolta di fondi per costruire la cappella cui l'OFS d'Italia desidera aderire e pubblicizzare.

Per contribuire è sufficiente fare un versamento alle coordinate IT10 LO52 9774 370C 0039 918 nella Banca Popolare del Frusinate - filiale di Cassino con la causale "Realizzazione Cappella". E' anche possibile utilizzare PayPal o le carte di credito andando direttamente sul sito www.exoduscassino.it/donazioni.

"Ci auguriamo che tutto l'OFS d'Italia senta proprio questo mandato di aiutare la costruzione della cappella", dicono i partecipanti al corso. 

Ancora un'occasione per vivere concretamente la solidarietà nei confronti di chi si trova in un tempo di fatica ma sta davvero affrontando i propri "mostri" per riprendere in mano la propria dignità. L'OFS e la Gifra sapranno ascoltare questo richiamo di bene.

Contribuisci alla realizzazione della Cappellina

Cappellina

100€
Raccolti
20.000€
Obiettivo
1% Raccolta completata
1
Donatori
156
Giorni rimanenti
Sabato, 25 Febbraio 2017 17:41

Ricostruire, viaggio nella fragilità

“RICOSTRUIRE è il mio viaggio nella fragilità. Ne ho osservato le sfumature, colto e trascritto alcuni frammenti, è una metafora di questa fine di anni '10”.

Anni in cui la natura ha mostrato il suo lato oscuro, anni di terrorismo che ha colpito la metro e gli aeroporti di Bruxelles, anni in cui il sogno europeo sembra aver invertito la marcia: non attrae ma respinge. Il crollo di queste sicurezze si trasmette anche nelle relazioni fra le persone, nell'amore, nella percezione della vita che sembra soffrire dello stesso identico male: la fragilità.

“Le canzoni di RICOSTRUIRE sono impronte lasciate in un cammino introspettivo e la voce che le ha cantate riflette lo spirito di questo percorso: è una voce delicata, mai piena, spesso spinta ai limiti ma che spero riuscirà a proteggere e a consegnare integre le emozioni che l'hanno ispirata.
Accanto alla parola ho cercato una musica che fosse sempre carica di energia. Un'energia calma, questa volta, misurata.

Nei miei dischi precedenti ho raccontato storie del secondo dopoguerra e degli italiani nelle miniere del Belgio: storie con un fascino inespresso che ho sentito di dover raccontare. 
Per RICOSTRUIRE ho scelto un'altra strada: ho voluto fortemente che la canzone fosse al centro.

Alla fine delle registrazioni di RICOSTRUIRE, e solo poco prima di mandare il disco in stampa, ho capito che la destinazione del percorso che avevo intrapreso è la consapevolezza di voler RICOSTRUIRE. Dopo ogni inciampo.”

Dopo due dischi molto apprezzati dalla critica, entrambi finalisti al Premio Tenco, concerti in tutto il mondo, Giacomo Lariccia con RICOSTRUIRE compie il suo viaggio immobile. 
La leggerezza e la positività restano sullo sfondo e lasciano il posto ad una ricerca interiore.

La sezione ritmica è stata registrata negli Artwin Studio di Carnières da Mika e Greg Chainis, il pianoforte negli Ibo Studios di Roma, gli altri strumenti negli Jati Studio di Bruxelles da Marco Locurcio.
Testi e Musica: Giacomo Lariccia, produzione artistica: Giacomo Lariccia e Marco Locurcio, arrangiamenti: Marco Locurcio, Grafica: Francesco Pirozzi, dipinti di Micael Schepens, stylist: Michela Scavuzzo

Musicisti: Giacomo Lariccia: voce, chitarre acustiche ed elettriche, Marco Locurcio: basso e chitarra elettrici, synth, organo, violoncello, violino, tromba, voci, Jennifer Scavuzzo: voci, Fabio Locurcio: batteria e percussioni, Alessandro Gwis: piano, Nicolas Kummert: sassofono

Per info: 0032 485 31 50 40

Le canzoni dell'album RICOSTRUIRE

Ottobre La relazione fra un uomo e una donna, l'autunno di un amore minacciato da ciò che impedisce di guardare oltre i propri desideri. “Solo se lo vuoi il cielo si libera. Solo se lo vuoi il cielo risplenderà per noi.”

Ricostruire L'imperfezione della nostra conoscenza, la confusione con la quale spesso ci confrontiamo, la difficoltà di accettare e capire la vita. 
“Quante volte dovrò ancora ricominciare? Quanto ancora dovrò tutto ricostruire?”

Quanta strada Quanta strada è una canzone sul distacco dalla vita. Come quando si osserva il panorama dalla cima di un monte: la vita come un libro concluso, il tramonto di una giornata. 
“Adesso che in questo cammino hai detto: vado avanti ma non temere, prima che scenderà il buio io ti vorrò vedere”.

La mano di un vecchio La mano di un vecchio “si apre in un gesto che non conosceva ed in quel frammento di vita appare il volto di un bambino”. Un gesto semplice che racchiude passato, presente e futuro: “ciò che è stato e ciò che sarà”.

Come sabbia Non si può cambiare il mondo se prima non si cambia se stessi.
“Non c'è rivoluzione più grande e più efficace di quella che puoi fare dentro di te. 
La vita scorre via come sabbia tra le dita, se stringo il pugno non ne resterà.”.

Amore e variabili Un amore che cresce e cambia come cambia la vita: un equilibrio instabile che deve essere sempre ricercato per “variar le distanze facendo attenzione a non rompere il filo” per “cambiare purché nulla crolli fuori e dentro di noi”.

Celeste Secondo Giacomo De Benedetti, autore di un libro sul rastrellamento del Ghetto di Roma, Celeste era il nome della donna che la sera del 15 ottobre 43 provò ad avvisare gli abitanti. Nel libro “16 Ottobre 1943” viene descritta brevemente la figura di questa moderna Cassandra, purtroppo inascoltata.

Senza farci del male Riconoscere che il limite più grande all'amore siamo noi stessi: “io ti amo come posso, ti amo come riesco, perché son solo un uomo, perché son solo io”.

Fiore d'inverno Una canzone dedicata al mio secondo figlio Noam.
“Fiore d’inverno, fiore coraggioso, che questa vita resti sempre un bel gioco”.

Luce La paura di perdere la strada e la richiesta di aiuto, per illuminarla. 
“Questa corsa che corriamo non prevede alcuna sosta, ma è nell'essere qui ora il senso di questa bellezza”.

Solo una canzone La canzone, anche quando parla di temi importanti, non ha grandi pretese e vola nelle nostre vite accompagnandoci negli anni. Questa, in particolare, termina con un consiglio: “per vivere felice non ti prendere sul serio”.

Chi è Giacomo Lariccia: biografia

Giacomo Lariccia è un cantautore che lascia l’Italia e trova l’America in Europa…

2000-2005 Il conservatorio a Bruxelles
Dopo aver percorso in autostop le autostrade del nord, chitarra in spalla, Giacomo Lariccia si innamora, alla fine, di Bruxelles e del Jazz. Pochi giorni dopo la laurea in Scienze della comunicazione (ottenuta a Roma nel luglio 2000 con una tesi sui “Formati di compressione della musica su internet”, 110/110) si candida ad entrare al conservatorio reale di Bruxelles nel corso di chitarra jazz.

2008 – SPELLBOUND

Finito il conservatorio (2005) incide il suo primo disco: Spellbound (Label Travers) che esce nel dicembre 2008. Il disco viene accolto calorosamente dalla stampa e riceve anche la prima pagina dell’inserto della cultura del quotidiano Le soir. Questo disco lo porta a collaborare con musicisti di ogni confine e provenienza e con essi viaggia e suona, percorrendo questa volta, il sud: Tunisia, Israele, Barhain, Italia, Spagna…

Dopo anni di note, assoli bislacchi e “cravatte stonate”, Giacomo scopre la potenza della parola. Il suono della chitarra può colpire le sensazioni ma la parola può toccare nel profondo, commuovere e divertire, creare un mondo alternativo e criticare quello in cui viviamo. Giacomo Lariccia si innamora della canzone in tutte le sue forme e decide di dedicarsi completamente ad essa.

Nei suoi brani percorre i binari della memoria e gioca con personaggi inventati e storie sconosciute. Uno di questi, per un caso fortuito, finisce nelle mani di un produttore che, a sua insaputa, lo iscrive al primo concorso di canzoni dal quale esce vincitore (Biella Festival 2009) e insieme cento ammiratori produce nel 2011 il suo primo disco da cantastorie: Colpo di sole.

2011 – COLPO DI SOLE

Colpo di sole è stato giudicato fra le quattro migliori opere prime dalla giuria del Premio Tenco 2012 ed è stato finalista del Premio De Andrè nel 2012 e 2013. Riceve inoltre numerose critiche positive da parte della stampa specializzata.

Colpo di sole è accolto positivamente anche in Belgio. Giacomo Lariccia viene chiamato diverse volte, con il suo gruppo e in solo, a suonare in diverse trasmissioni radiofoniche della RTBF, la radio nazionale Belga.

Nel 2012/2013 Giacomo Lariccia inizia a farsi conoscere anche in Italia: viene invitato a suonare in diversi festival e viene accolto da articoli sulla stampa locale e nazionale, servizi televisivi e radiofonici. Il videoclip “Povera Italia” che ripropone la questione della fuga dei talenti suscita molto interesse (TG1, TG2, TG3).

Nel dicembre 2013 viene nominato dalla rivista di affari europei Gli Euros fra i dieci italiani più influenti di Bruxelles.

2014 – SEMPRE AVANTI

Il 2014 è l’anno del terzo disco: Sempre avanti che si aggiudicherà il secondo posto al Premio Tenco 2014 nella categoria “Miglior canzone”, il premio Miglior Testo a Botteghe D'autore e molte altre finali di concorsi di canzoni d'autore.

Il brano “Piuttosto”, che ironizza sulle ultime tendenze della lingua italiana, viene notato dall'Accademia della Crusca che ne sposa la causa e lo ripropone diverse volte sulle proprie reti sociali. Nel 2015 Giacomo Lariccia viene invitato a tenere una lezione/concerto all'università di Firenze nel corso di linguistica.

Il disco Sempre avanti è stato presentato in anteprima nel teatro dell’Istituto Italiano di Cultura a Bruxelles successivamente in festival e teatri in Europa (Italia, Belgio, Germania, Francia, Svizzera, UK, Lussemburgo), Sud America (Colombia) e Medio Oriente (Israele). Viene trasmesso in radio e televisione in Italia (da L'Eredità di Fabrizio Frizzi, a trasmissioni di Radio Rai, Radio DJ, Radio Capital e fino ai telegiornali italiani) Belgio, Germania, Australia.

Rapporto 2016

Scopri i numeri delle attività della sede di Cassino della Fondazione Exodus.

Incontri di prevenzione

Giornate scuola genitori

Visite Scuole in Comunità

Partecipanti giornate di formazione

Cosa facciamo

Centro di Ascolto

Disagio scolastico e adolescenziale, Problemi di dipendenza da alcol, droghe, gioco d'azzardo.

Comunità & Centro diurno

Programmi educativi e terapeutici, residenziali e semiresidenziali. Progetto Ragazzi "Speciali" .

Cooperativa di lavoro

Laboratori sociali, formazione professionale, reinserimento sociale e lavorativo. Autosostentamento.

Progetti di Prevenzione

DonMilani2 (dispersione scolastica), Alisei2 (disagio, devianze, dipendenze), Unità di strada (dipendenze).

La Casa delle Arti

Exodus Orchestra, Exodus Social Band, Laboratorio di Teatro, Laboratorio di Ceramica, Exodus WebTV.

Centro sportivo

Scuola Calcio, Palestra di Scherma, Basket, Volley, Exodus Runners Team, Mountain bike, Impianti sportivi.

Fattoria didattica

Apicoltura, Forno, Orto, Vivaio, Compleanni in fattoria, Campus Bimbi, Corsi di formazione.

Ospitalità

Foresteria per gruppi, esperienze di condivisione, giornate di prevenzione per le scuole, Incontri formativi.

Convento di Pastena

Alternativa al carcere per minori. Campi estivi di lavoro per la ristrutturazione del convento.

Dicono di noi...

Slider

iscriviti alla newsletter