Adriana Letta

Adriana Letta

Venerdì, 02 Novembre 2018 11:50

Il Vescovo celebra la Messa di Tutti i Santi

Due novità per la comunità Exodus: il Diacono Francesco farà servizio di accompagnamento spirituale e presto una cappella stabile

In un giorno speciale, una celebrazione speciale si è svolta presso la comunità Exodus di Cassino alla vigilia della festa di Tutti i Santi, presieduta dal Vescovo diocesano mons. Gerardo Antonazzo. Accompagnato da Don Benedetto Minchella e dal Diacono Francesco Paolo Vennitti, egli ha voluto incontrare la comunità con i suoi ospiti abituali e gli operatori per additare loro tutti i Santi, i tanti nostri fratelli giunti in paradiso, di cui si celebrano in un’unica festa i meriti e la gloria e che insieme intercedono per noi.

In particolare Mons. Gerardo si è soffermato sulla prima lettura, la pagina dell’Apocalisse (Ap 7,2-4.9-14) in cui si parla di “una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua”, in vesti candide, e l’autore, S. Giovanni apostolo, ricorda la domanda fattagli da uno degli anziani e la risposta: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello». La “grande tribolazione”, ha spiegato Antonazzo, è certamente una grande sofferenza, che molte volte nella vita può venire da quelle cose da cui ci lasciamo dominare divenendone addirittura schiavi, perché qualcuno si fa manipolatore della nostra vita, che alla fine non ci appartiene più. Il Vescovo ha proseguito: ma si può tornare alla gioia e al candore primitivo dell’anima, si possono, cioè, “lavare le vesti” per farle tornare candide: l’unica via è Cristo, “il sangue dell’Agnello” e quello di coloro che danno e impegnano la loro vita ogni giorno per noi. Così le tribolazioni possono essere risanate e guarite, la nostra vita si può rigenerare, purificare, ripulire, tornando bianca come la veste che ci viene simbolicamente data il giorno del Battesimo e che tutti, in un modo o nell’altro, macchiamo. Ma possiamo sempre “rinascere”, grazie al perdono e alla misericordia di Dio, soprattutto accostandoci al sacramento della Riconciliazione. Il messaggio di Dio da queste letture non è astratto, anzi traccia un progetto di guarigione e risanamento dalle colpe che opprimono la nostra coscienza: è così che possiamo ricominciare a vivere e a guardare avanti con fiducia.

Con questa iniezione di fiducia e di speranza il Vescovo ha terminato la sua omelia e subito dopo c’è stato un momento toccante: come ha spiegato Don Benedetto, ognuno era chiamato a recarsi davanti all’altare, prendere uno dei lumini preparati, accenderlo ad un lume più grande sormontato dalla parola PAX e deporlo accanto ad esso. Un gesto semplice e significativo, iniziato dal Vescovo e proseguito da tutti gli altri, così che via via le fiammelle crescevano di numero e la loro luce, simbolo di vita nuova e positiva, aumentava.

Al termine della Messa, dopo la benedizione conclusiva, il Vescovo ha presentato il Diacono Francesco, che d’ora in poi aiuterà la comunità Exodus sul piano della istruzione religiosa e dell’accompagnamento spirituale, avendo di buon grado accettato l’impegno che il Vescovo gli ha proposto. Dal canto suo, il responsabile Exodus Cassino, Luigi Maccaro, ha voluto ringraziare Mons. Gerardo per l’affetto e la vicinanza che sempre dimostra per Exodus e ha voluto dare una notizia: finalmente la comunità riuscirà ad avere una cappella stabile presso la cascina di via S. Domenico Vertelle, il progetto prevede una base in cemento su cui verrà montata una struttura in legno e sarà una cappella fissa nel giardino, non più una sala o l’altra con frequenti cambi d’uso. Ed ha aggiunto: “Con la speranza che qualcuno ci faccia offerte per coprire le spese!…”. E a quel punto, sorpresa! il Vescovo dopo un istante ha detto: “In questi casi penso che debba essere il Vescovo a farsi avanti. Venendo qui pensavo proprio: chissà se hanno bisogno di qualche cosa…”. L’applauso è scoppiato fragoroso contagiando tutti i presenti. Bisogna festeggiare! Bisogna festeggiare! E fuori è comparso un piccolo invitante buffet per festeggiare e brindare alla nuova cappella di Exodus!

Adriana Letta

Lunedì, 13 Febbraio 2017 18:20

Debutta la Exodus Orchestra

La Exodus Orchestra ha debuttato martedì 10 gennaio nell’Aula Pacis a Cassino. Ed è stata una festa grande, un successo, una serata da ricordare. Sala strapiena di persone che si erano prenotate e avevano sfidato le gelide temperature esterne, ma dentro l’atmosfera era calda, accogliente, di amicizia vera. Non per niente era l’Associazione “Amici di Exodus“, capitanata dal prof. Ciro Attaianese e sostenuta da imprenditori e donatori, che aveva promosso il primo concerto della Exodus Orchestra, un’orchestra sognata, progettata, voluta ed ora, grazie alla sensibilità e disponibilità di molti amici, Docenti del Liceo Musicale di Castellammare di Stabia e loro alunni, diventava realtà.

Il sogno di Don Antonio Mazzi, presente all’evento, è di inserire pian piano tra gli orchestrali tanti ragazzi della comunità avviandoli alla Musica, perché “la musica è uno degli strumenti educativi più importanti del metodo che Exodus utilizza sia nel campo della prevenzione contro il disagio giovanile, sia nel campo del recupero di giovani con problemi di grave marginalità sociale”. Lo attesta convinto anche Luigi Maccaro, il responsabile della Comunità Exodus di Cassino. Aveva promesso, insieme agli organizzatori, una serata di bellezza, cultura e condivisione, di musica per “far sorridere, far divertire, far pensare”, “un’ora circa di divertimento e riflessione, ma sopratutto l’inizio di un lungo cammino in musica della comunità Exodus”.

E tale è stata la serata: affollata, colorata, gioiosa, bella, con buona musica, ma anche una forte condivisione della vita e del percorso compiuto da Exodus fin dal suo sorgere e poi a Cassino dal 1990 ad oggi. I due conduttori, Silvia Scafa e Andrea Pinchera, hanno presentato i brani musicali, diretti dal Maestro Antonio Lauritano, intervallati da racconti e testimonianze, stralci di vita vera che fanno la storia di Exodus, dal primo impatto che Don Mazzi ebbe con il degrado del Parco Lambro a Milano e che lo portò a dedicarsi ai ragazzi in situazioni critiche e dove c’è la “Casa-Madre” di Exodus, fino a innumerevoli esperienze, idee e progetti, che compongono la grande e multiforme esperienza che risponde alla vocazione educativa di Exodus e ne attesta tutta la validità.

Un racconto come un mosaico, iniziato da Don Mazzi e portato avanti dal Presidente dell’Associazione “Amici di Exodus” Ciro Attaianese, dai responsabili delle attività sportive che si praticano in comunità, dal referente di Cassino Luigi Maccaro, da alcuni musicisti, dal Sindaco di Cassino Carlo Maria D’Alessandro. Tante voci un solo racconto: come è più bella, piena e significativa la vita quando si sta insieme! Si è capaci di superare ogni sorta di difficoltà. Ovviamente, in questi discorsi neanche un’ombra di retorica o di seriosità (lontana mille miglia dallo spirito di Don Mazzi!), ma allegria, ironia, e la semplicità della vita vera. Così si è composto un quadro dei vari progetti realizzati o in corso di realizzazione: nell’atrio avevano allestito pannelli con fotografie delle tantissime iniziative intraprese. Era già quello uno spettacolo!

E naturalmente, non essendo in uso il compiacersi del già fatto e fermarvisi, il Fondatore di tanta Opera ha lanciato i nuovi progetti per il 2017: l’ampliamento dell’orchestra ai ragazzi della comunità, e l’istituzione di una vera Scuola di Musica! Gli “Amici di Exodus” sono avvisati!… D’altronde, non è di Don Mazzi la frase: “Apriamo strade impossibili“?

Splendida “irruzione” è stata quella fatta dal Coro di Exodus, i ragazzi con la maglietta rossa con il logo del Coro, che sul palco hanno saputo regalare a tutti il senso della gioia, del sorriso e soprattutto della fraternità. Premurosi nell’aiutarsi uno con l’altro a prendere posizione sul palco, troppo stretto anche con la pedana aggiunta, per un numero così elevato di artisti, con quanta serietà si impegnavano nel cantare e seguire le direttive del Maestro Bruno Galasso! e che esplosione di gioia spontanea e autentica quando alla fine sono scrosciati gli applausi del pubblico! Commovente per tutti. La vita prorompe in tutta la sua forza e bellezza da ogni parte, anche da dove non ci aspetteremmo, come dagli “scartini”, per dirla con Don Antonio, che sono “la simpatia di Dio”.

Tutto l’evento era ripreso accuratamente dalle telecamere del nuovo Exodus Tv Service (ultimo nato nella famiglia Exodus), il cui video sarà poi veicolato nei canali social (Youtube, Facebook, etc.) e in quelli tradizionali.

A ricordare a tutti i presenti la realtà, non fatta, purtroppo, solo di momenti così positivi e consolanti, è intervenuto Don Mazzi che, guardando tutti dritto negli occhi ha detto: mentre noi siamo qua, a pochi passi da qui c’è una piazza, a Cassino, dove i giovani si fanno del male. Questo per me è un pensiero insopportabile. Bisogna far qualcosa! Voi giovani, voi adulti, per dare senso alla vostra vita fate del volontariato, offrite una, due settimane o due anni della vostra vita in attività di volontariato con noi, in Italia o fuori. C’è tanto da fare!

Ruvido ma incisivo il suo invito ad uscire fuori dal proprio mondo e a spendersi per il bene degli altri, soprattutto di chi è meno fortunato. Chiesa in uscita, dice Papa Francesco, è lo stesso discorso e colpisce al cuore.

E ancora musica, gli ultimi brani quasi per stampare indelebilmente nel cuore le parole ascoltate e le cose belle e armoniose viste. Grazie, Don Mazzi! Grazie Exodus!

Adriana Letta

Donazione on line

Un ringraziamento davvero speciale a...

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