Redazione

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Venerdì, 03 Agosto 2018 11:09

Campus sotto le stelle

Alle Famiglie dei bambini del Campus 

Cari Genitori,
per il secondo anno consecutivo abbiamo il piacere di riproporre una delle notti più attese dai bambini che hanno frequentato il Campus estivo l’anno scorso: la notte sotto le stelle. Sono invitati a vivere questa esperienza avventurosa ed indimenticabile i bambini del Campus estivo che durante l'anno scolastico precedente hanno frequentato dalla seconda elementare alla terza media.

Gli obiettivi educativi di questa esperienza riguardano lo sviluppo di una propria autonomia, la capacità di stare insieme ed inventare giochi partendo da mezzi semplici, rafforzare il rapporto con il gruppo dei pari e con gli adulti-educatori, vivere ed esprimere emozioni nuove.


La notte è prevista per giovedì 23 agosto con il seguente programma:

Alle 17:00, i bambini partecipanti, vengono accolti dagli animatori per la sistemazione nelle tende;
Alle 17:30, tutti si ritrovano insieme agli animatori per un momento di presentazione della serata, condivisione delle regole e tutto quanto necessario per vivere l’esperienza serenamente;
Alle 18:00 saranno suddivisi in gruppi per cominciare i laboratori: alcuni prepareranno le scenette per la serata, altri le canzoni, altri ancora collaboreranno per la preparazione della cena, del fuoco bivacco e dei materiali per la veglia alle stelle;
Alle 19:30 è prevista la cena (primo, secondo e contorno);
Alle 21:30 è previsto il “Fuoco di bivacco”: una festa intorno al fuoco con canti, scenette, danze e tutto quanto necessario per passare un’oretta in allegria;
Alle 22:30 inizia la Veglia alle Stelle, durante il quale gli animatori aiuteranno i bambini ad individuare le principali costellazioni ed utilizzare alcuni strumenti realizzati;
Alle 23:30, dopo un breve momento di restituzione e ringraziamento per la giornata vissuta, si va a dormire;

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Alle 07:00 è prevista la sveglia,le operazioni di lavaggio mattutino e la sistemazione dei propri zaini;
Alle 07:45 una breve attività fisica;
Alle 08:00 colazione;
Alle 08:30 si conclude l’esperienza;


* i bambini frequentanti il campus nella settimana dal 20/08 al 24/08 alla chiusura dell’esperienza si uniscono al gruppo del campus mentre per gli altri (che hanno partecipato al campus in settimane precedenti) i genitori dovranno venirli a prendere alle 08:30.

I materiali che i bambini dovrebbero portare, sin dalla mattina, sono i seguenti:
Occorrente per la notte: cambio per il giorno seguente, asciugamano, federa, sacco a pelo (oppure un copriletto ripiegato a fodero), pigiama, spazzolino, ecc., Torcia elettrica, Felpa con cappuccio


Chi desidera aderire a questa iniziativa può compilare il modulo di iscrizione da ritirare in segreteria. Per la partecipazione è prevista una quota di 5 euro per un contributo spese.

Ovviamente lo staff del campus resta a disposizione durante tutto il periodo per eventuali necessità ma vi chiediamo di rispettare questo momento di autonomia dei bambini.

 

Domenica, 29 Luglio 2018 12:58

Sport Camp: per essere campioni nella vita

Sondaggio: quasi metà degli adolescenti non pratica nessuno sport

Ancora una festa dello sport utilizzato in chiave educativa nella Cascina di Exodus dove per cinque giorni centinaia di bambini e ragazzi hanno avuto la possibilità di avvicinarsi a tante discipline sportive affiancati da allenatori, educatori, studenti universitari.
Il progetto è nato proprio dai tirocinanti di Scienze motorie dell'Università di Cassino che durante le attività di tirocinio hanno scritto il progetto "Exodus Sport Camp", una serie di attività sportive realizzate con l'obiettivo di sensibilizzare le famiglie, le organizzazioni, le associazioni e le istituzioni sull’importanza di favorire lo sport come strumento di prevenzione del disagio, la presentazione organizzazioni e progetti che valorizzano lo sport e le attività sportive come contributo rilevante alla prevenzione dell’uso di droghe, la divulgazione di materiali informativi sul tema dello sport come prevenzione, il consolidamento della collaborazione tra Exodus e l'Università di Cassino - Scienze motorie per la diffusione di pratiche sportive contro il disagio, la promozione di stili di vita sani e l'approfondimento delle tecniche e delle metodologie finalizzate all'utilizzo dello sport in chiave preventiva.
Durante la settimana i partecipanti hanno potuto apprendere i fondamentali di alcune discipline sportive (calcio, volley, ginnastica, rugby, scherma, minigolf), hanno partecipato a tornei e anche a momenti di confronto sul valore educativo dello sport.
Fra i partecipanti è stato condotto anche un mini-sondaggio per testare il rapporto fra i ragazzi e la pratica sportiva, dal quale emerge che più del 40% dei ragazzi intervistati nella fascia d'età 8-14 anni non pratica alcuna attività sportiva, percentuale che supera il 50% nel caso delle ragazze. Troppo poco, secondo Daniele Masala, docente dell'Università di Cassino e Presidente del Comitato Italiano Sport contro Droga, che precisa: «Un adolescente, in questa fascia d’età, dovrebbe praticare almeno un‘ora al giorno di attività fisico-sportiva, che non significa necessariamente attività agonistica, ma può essere anche solo correre in un parco. Un esigenza connaturata alla specifica fase di sviluppo, ma che oggi diventa ancora più necessaria considerando sia lo stile di vita troppo sedentario dei nostri ragazzi, sia le abitudini alimentari spesso non corrette e sbilanciate in eccesso».
Il campione olimpionico ha accompagnato più volte gli studenti dell'Università in Cascina per seguire da vicino le attività di tirocinio e per portare la sua esperienza e le sue competenze.
Le giornate di sport hanno preso il via in occasione della Giornata mondiale di lotta alla droga che Exodus ha celebrato a Cassino proprio con una festa dello sport coinvolgendo giovani, famiglie, società sportive.
Secondo Luigi Maccaro, responsabile di Exodus a Cassino, la città di Cassino dovrebbe spendersi in un grande progetto educativo attraverso lo sport coinvolgendo scuole, associazioni e società sportive con un unico fine: «Bisogna costruire personalità sane e forti, aperte alla vita, protese verso traguardi positivi. Fra le molte attività formative possibili lo sport occupa un posto di primo piano, poiché può dare un aiuto validissimo nella costruzione di robuste ed equilibrate personalità giovanili rimuovendo quei fattori di vulnerabilità che ren­dono possibile la diffusione della droga».
Non ha fatto mancare il suo sostegno un'altra amica della Comunità Exodus di Cassino, la campionessa olimpionica di scherma Valentina Vezzali secondo cui «Si è trattato di una iniziativa eccellente. Il lavoro che fa Exodus sul territorio per la promozione dello sport fra i bambini ha un valore preventivo fortissimo ed io sarò sempre in prima fila per sostenerlo».
Il progetto è stato realizzato anche grazie ad un contributo della Regione Lazio.

Giovedì, 26 Luglio 2018 08:14

Un progetto educativo per l'estate

Un'avventura formativa fondata su sport, musica, teatro e voglia di stare insieme

Per il quarto anno consecutivo la sede di Cassino di Exodus ha aperto le sue porte a centinaia di ragazzi per i campus estivi, da metà giugno a metà settembre: giusto il periodo di chiusura delle scuole.

Quattro gruppi suddivisi per fasce d'età con attività che vanno dal gioco ai tornei sportivi, dalla musica al teatro, dalle marionette al volontariato, dalle passeggiate a cavallo alle gite didattiche, fino ad arrivare alle notti in tenda per i più grandi con fuoco di bivacco e veglia alle stelle.

Un'avventura educativa che coinvolge ogni anno circa 300 bambini e ragazzi fra i 5 e i 15 anni, una ventina di educatori oltre a studenti del Liceo delle Scienze umane in alternanza scuola-lavoro e tirocinanti dell'Università di Cassino di Scienze dell'educazione e Scienze motorie.

Insomma un grande progetto educativo nel quale tutte le attività programmate hanno una finalità formativa finalizzata allo sviluppo delle qualità personali.
Attraverso il gioco e l'avventura si impara ad avere una maggiore consapevolezza di sé, a gestire le emozioni e lo stress, a comunicare in maniera più efficace, a costruire relazioni significative, a sviluppare una maggiore empatia, un pensiero creativo, a prendere decisioni o a risolvere problemi.

Oltre alla piscina e alle attività più ludiche, quel che conta di più è l'attenzione degli animatori al percorso educativo dei bambini, alla condivisione con i genitori dell'osservazione del comportamento dei ragazzi, alla definizione di piccoli obiettivi che orientano i giovani al miglioramento personale.
Ad esempio con gli adolescenti, fra le altre cose, viene svolto un percorso di life coaching con appuntamenti settimanali finalizzati alla scoperta delle proprie risorse e potenzialità, alla conoscenza dei propri limiti, ai percorsi possibili di auto rafforzamento.

Ovviamente tutta l'avventura è aperta anche ai ragazzi "speciali", bambini e adolescenti con disabilità, problemi di autismo, difficoltà comportamentali e bisogni educativi speciali.

Nel corso dei mesi estivi, inoltre, sono tanti i gruppi scout e gli oratori che vengono a fare esperienze di condivisione con gli ospiti della comunità terapeutica, che danno una mano nella gestione dei campus, che usano la cascina di Exodus come base di partenza o di arrivo per trekking, routes o pellegrinaggi. Oltre 400 presenze compresi i gruppi che ad agosto fanno tappa da noi per arrivare all'incontro con i giovani che Papa Francesco terrà a Roma il 12 agosto.

"Da diversi anni - afferma Luigi Maccaro, responsabile della Comunità Exodus di Cassino - abbiamo aggiornato il progetto educativo rivolgendoci, secondo gli indirizzi del nostro fondatore, don Antonio Mazzi, ai ragazzi e alle famiglie normali. Se da un lato continuiamo ad assistere le persone in condizione di fragilità sociale, dall'altro lavoriamo per cercare, insieme alle famiglie e alle scuole del nostro territorio, quella dimensione di umanità che l'egoismo dei nostri tempi ci sta facendo smarrire. Il bisogno primario dell'uomo - continua Luigi Maccaro - è la relazione con gli altri uomini e tutti quelli che incontrano l'esperienza di Exodus, bambini o adulti che siano, sono invitati a riflettere su sé stessi e a ricercare uno star bene insieme agli altri fondato sull'essenzialità, l'ecologia, la condivisione, il godere di una vita buona fondata su cose semplici".

Un lavoro educativo senza interruzioni e che, al termine delle vacanze estive, riprenderà immediatamente con i progetti di prevenzione e di contrasto alla dispersione scolastica, con la presenza dell'unità mobile nei luoghi di aggregazione giovanile, con la formazione dei genitori attraverso l'Università della famiglia e con la formazione degli insegnanti che per il quarto anno consecutivo viene promossa in collaborazione con l'Università di Cassino.

Mentre le attività estive procedono a pieno ritmo, dietro le quinte si lavora per l'evento annuale che dal 1994 segna il ritmo della vita di Exodus a Cassino: la venticinquesima edizione del meeting Mille giovani per la pace che si terrà come sempre in Cascina nei giorni dal 31 agosto al 2 settembre. Tema della venticinquesima edizione: "Cosa resta dell'uomo".

Le foto del Campus 2018: https://flic.kr/s/aHsmdBVFr3

Altre foto di Exodus Cassino: https://www.flickr.com/photos/exoduscassino/albums

 
Giovedì, 07 Giugno 2018 13:30

Campus 2018: Informazioni utili

Eccovi alcune informazioni utili:


Lunedì Merenda1: Yoghurt alla frutta Pranzo: Pasta con sugo di polpette, polpette con piselli Merenda2: Ciambellone Martedì Merenda1: Focaccia Pranzo: Pasta al pesto, cotoletta con patate lesse Merenda2: Dolce fatto con i bambini Mercoledì Merenda1: Spiedino di frutta Pranzo: Pasta burro, salvia e parmigiano, prosciutto cotto e insalata di pomodori Merenda2: Frullato fresco Giovedì Merenda1: Anguria Pranzo: Pasta pomodorini e basilico, hamburgher e contorno dell'orto Merenda2: Gelato Venerdì Merenda1: Budino al cioccolato Pranzo: Pasta al tonno, bastoncini di pesce e contorno dell'orto Merenda2: Crostata di frutta
Costume, cappellino, ciabatte, braccioli (obbligatori fino a 6 anni), cuffia per la piscina, telo mare, crema solare, 1 cambio completo, laccetto per i capelli lunghi, repellente zanzare, abbigliamento comodo sportivo, scarpe da ginnastica e calzini, evitare i sandali, evitare materiale superfluo, ETICHETTARE TUTTO
Lunedì, 04 Giugno 2018 13:39

Essere Volontario: parte la formazione

Aperte le iscrizioni per il nuovo appuntamento formativo organizzato dalla Fondazione Exodus e rivolto ai Volontari della Comunità di don Mazzi che si trova a Cassino. Il corso si svolgerà venerdì 8 e sabato 9 giugno, la partecipazione è gratuita e sarà animato da educatori di "lungo corso" con una significativa esperienza nel lavoro con soggetti in condizione di fragilità sociale. L'attività di volontariato in Exodus può essere fondamentalmente di due tipi: "diretta", ovvero a contatto con bambini, adolescenti, ragazzi, ospiti della comunità o ragazzi disabili, oppure "indiretta", nelle attività a supporto del settore Accoglienza: amministrazione, comunicazione, ufficio stampa, organizzazione di eventi di sensibilizzazione e fundraising. Per essere ammessi al corso è sufficiente avere compiuto 18 anni ed inviare il proprio curriculum vitae all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. confermando la propria disponibilità. Responsabile del corso è Adriano Tonietti.

Date:

  • venerdi 8 giugno, dalle 15.00 alle 20.00
  • sabato 9 giugno, dalle 9.00 alle 13.00

1° Modulo Presentazione

Contestualizzazione del servizio, documenti di base, il metodo educativo di Exodus, la figura del volontario, la normativa. 



2° Modulo Motivazione 

Perché voglio fare volontariato? Perché in Exodus? Rispondiamo guardandoci allo specchio. Cosa cerco?

3° Modulo Motivazione ed esperienza 

Coinvolgimento pieno di tutti

4° Modulo Consapevolezza del ruolo 

Attivita’ sulla leadership e la predisposizione al ruolo

5° Modulo Presentazione settori

Comunità, Campus estivi, Fattoria didattica, Eventi, Unità di strada, Amministrazione

6° Modulo Lavorare con un progetto 


Progettare e realizzare attività educative

7° Modulo La Parola

Momento di confronto assembleare

Al termine del corso, per chi scegliere di svolgere un'attività, la formazione continua con un appuntamento mensile di verifica e riprogrammazione delle attività.

Mercoledì, 18 Maggio 2016 11:25

Lo Staff di Prevenzione

Psicoterapeuta
Educatrice
Assistente sociale
Sociologo, Life coach
Venerdì, 18 Maggio 2018 07:59

Proposte Anno scolastico 2018/2019

Nel corso del prossimo Anno scolastico 2018/2019, la Fondazione Exodus propone alle scuole le seguenti attività:

Studenti

  1. Percorsi di Alternanza scuola-lavoro (life skills, soft skills, etc.)
  2. Sportello di Ascolto psicopedagogico
  3. Orientamento personalizzato

Insegnanti

  1. Formazione istituzionale: IV edizione del Corso di formazione sul disagio giovanile realizzato in collaborazione conl'Università degli Studi di Cassino e il Dipartimento di salute mentale e patologie da dipendenza della ASL di Frosinone. Prossimamente programma e modalità di iscrizione su questo sito. Per saperne di più, visitare le pagine dell'Osservatorio Disagio.
  2. Formazione su richiesta: gestione dei gruppi, mediazione scuola-famiglia, piani educativi personalizzati, didattica inclusiva,
  3. Consulenza psicopedagogica, didattica e metodologica per casi specifici
  4. Partnership Scuola-Famiglia: percorso di costruzione di progetti di corresponsabilità e coeducazione

Famiglie

  1. Università della Famiglia: incontri a cadenza mensile sui temi della genitorialità che si terranno per il 2° anno presso la sede di Cassino della Fondazione Exodus. Per saperne di più, visitare le pagine dell'Università della Famiglia
  2. Essere padri oggi: modulo in 4 incontri di life coaching
  3. Seminari formativi a tema su richiesta delle singole scuole da tenersi presso l'Istituto scolastico.
  4. Incontri di condivisione e formazione per piccoli gruppi
  5. Partnership Scuola-Famiglia: percorso di costruzione di progetti di corresponsabilità e coeducazione

 Esperti

  • Marisa Del Maestro Psicoterapeuta
  • Luigi Maccaro Educatore

 

 

Intervista raccolta da Katia Valente

Si incontrano più mondi nel mondo di Exodus. Storie che abitano lì per scrivere nuove storie. Per lasciarsi alle spalle l’errore, il marcio, la tentazione maligna e devastatrice. Si incontrano “uomini” in cammino. Ma si sentono pure le voci festose dei bambini, degli studenti, dei visitatori o di chi varca quel cancello, sempre aperto, anche solo per un caffè al bar. Perché non esiste barriera, al contrario, si coltiva una moltiplicazione di esistenze ed esperienze. Perché il piccolo che sorride al giovane ospite è una mano tesa per uscire dal tunnel, una speranza che illumina il buio. Quegli schiamazzi sono l’alba di una nuova vita ed eliminano le differenze.
C’è Luigi Maccaro, 48 anni, laurea in scienze dell’Educazione a vestire i panni del responsabile della comunità di Cassino da 18 anni. Padre di tre bambini, moglie avvocato, Luigi incontra Exodus nel 1990, da volontario, grazie agli scout di cui fa parte sin da bambino. È uno di loro, incontrarlo nei prati, nel campi da gioco o da coltivazione significa non percepire differenze. Perché entrare in un posto così solare ti fa sentire giovane, anche solo da visitatore.
Arriva lì prestissimo, pranza con i ragazzi ed esce la sera. Non ha neppure un ufficio. Preferisce lavorare nella sala riunione dove poter incontrare gli operatori, e non solo loro.
Ma chi è quest’uomo che ha voluto trasformare un luogo “tremebondo” agli occhi della gente, un rifugio di peccatori, in un ambiente aperto, dove non esistono mura ma solo i campi sterminati dell’accoglienza e dell’amicizia?
Luigi si afferma, pure, come presidente dell’agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze di Roma, contribuisce alla nascita di alcune importanti reti come il Forum Nazionale dei Giovani, Comunitalia e l’Associazione delle comunità terapeutiche del Lazio.
In Fondazione Exodus è anche responsabile della comunicazione ed è membro del direttivo nazionale.
Ma soprattutto guida una squadra di educatori che ha rivoluzionato il progetto educativo di Exodus: da luogo di sofferenza, di cura, di reclusione, gravato da un pregiudizio negativo generale a luogo di aggregazione per giovani, di formazione, di promozione di stili di vita sani e punto di riferimento educativo del territorio, partner di istituzioni, scuole e famiglie che hanno a cuore il bene dei giovani.
Spina nel fianco della politica, non perde mai occasione per pungolare gli amministratori «sulla mancanza di politiche giovanili, sulla inadeguatezza delle politiche sociali, sulla incapacità delle istituzioni di valorizzare il terzo settore come risorsa con cui fare squadra».
Com’è la tua giornata tipo?
«Sveglia fra le 6 e le 6.30, mezz’ora di lettura o di camminata, preparo la colazione per tutti e porto i bambini a scuola. In comunità dalle 8.30 alle 18 (se tutto va bene) pranzo incluso, tra questioni amministrati- ve, progetti, coordinamento dell’équipe e colloqui. Serate e weekend rigorosamente in famiglia».
Dopo tanti anni di lavoro tra i giovani difficili, come vedi il futuro?
«Mi preoccupa la paura che hanno gli adulti di educare, tutti presi da sé stessi, si ricordano dei giovani spesso quando è ormai troppo tardi. D’altra parte i ragazzi hanno sempre meno banchi di prova e occasioni di confronto, anche duro, per questo sono più fragili e più facilmente vittime di disagio e comportamenti devianti. L’educazione deve tornare a essere una preoccupazione prioritaria di questa società».
Tutti i giorni hai davanti agli occhi gli effetti della droga e quanto è difficile rimettersi in carreggiata. Abitiamo in una città dove lo spaccio è dilagante, che messaggio senti di indirizzare a chi fa uso di droghe, in particolare ai ragazzini “prede” predilette di altrettanti baby pusher?
«Ai ragazzini, pusher o drogati, le “mele marce”, ho poco da dire: se vogliono cambiare vita, noi ci siamo per costruire insieme un progetto educativo personalizzato. Ma a me interessano di più le “mele sane” affinché non marciscano. In una città come Cassino, degradata e degradante, dal punto di vista sociale, culturale e ambientale, dico agli adulti, alle famiglie, alle scuole, alle associazioni, alle parrocchie, alle imprese: non perdiamo altro tempo, costruiamo insieme una città educativa dove i sogni dei ragazzi possano diventare realtà anziché andare in fumo sul tavolino di un bar».
Negli ultimi anni Exodus sta promuovendo tante iniziative nel campo della prevenzione, in particolare nella formazione degli adulti...
«Siamo arrivati alla terza edizione del corso di formazione sul disagio giovanile coinvolgendo oltre 600 insegnanti, in collaborazione con l’Università di Cassino e la Asl di Frosinone. Poi abbiamo lanciato l’Università della Famiglia: incontri formativi ogni ultimo sabato del mese e centro di consulenza per i problemi con gli adolescenti. Dobbiamo promuovere la responsabilità educativa degli adulti in tutti i contesti, è il primo impegno per contenere la diffusione del disagio giovanile».
E con i ragazzi?
«Il primo impegno l’abbiamo messo nel cambiare noi stessi: in una città quasi senza oratori né centri giovanili, abbiamo trasformato la comunità in un luogo dove i ragazzi del territorio possono fare sport, musica, teatro, comunicazione. Poi ospitiamo tante gite scolastiche per proporre percorsi di prevenzione e confronto con gli studenti.
Ultimamente anche esperienze residenziali grazie al progetto “Villaggio delle aquile reali” sostenuto dall’Associazione Amici di Exodus. Nei mesi estivi poi facciamo campi educativi con centinaia di adolescenti provenienti da tutta Italia. Infine l’Unità mobile nei contesti di aggregazione giovanile, servizio sostenuto dalla Regione Lazio in collaborazione con la Asl di Frosinone».
I tuoi figli e, in generale, i bambini con quali occhi vedono questa esperienza?
«Per loro Exodus è il posto più bello di Cassino perché vivono tutto come un gioco ma, nel frattempo, imparano a non giudicare le persone per le loro disabilità o le loro storie. Vivono ogni occasione come un’avventura e sperimentano l’autonomia».
Invece con l’Amministrazione comunale i rapporti sono pessimi...
«Già. Il consigliere delegato alla manutenzione, Franco Evangelista, ha chiamato la nostra cooperativa per svolgere lavori di manutenzione, tutti i giorni, per otto mesi, senza predisporre atti amministrativi necessari al pagamento di quei lavori. Ben 160 giornate di lavoro senza ricevere un centesimo. Una vicenda dolorosa e umiliante soprattutto per la sufficienza, anzi, l’indifferenza con la quale siamo stati trattati dal sindaco e dall’assessore Leone. Già abbiamo ottenuto dal giudice un primo decreto ingiuntivo. La vicenda non potrà che proseguire per le vie legali».
Oggi Exodus come si sostiene?
«In parte con le rette della Asl perché siamo un ente accreditato, in parte con le attività e i laboratori, la vendita di prodotti come il miele o la ceramica e, in parte, con le donazioni come ad esempio il 5xmille. Nelle varie attività lavorano 20 dipendenti e 10 collaboratori. Stipendi modesti, purtroppo, ma grande senso di appartenenza e spirito di collaborazione. Prima le cose andavano meglio, avevamo il laboratorio di falegnameria e gestivamo il parcheggio di Montecassino, poi abbiamo dovuto stringere la cinghia».
La politica quanto ti tenta?
«Se fare politica non significasse gestire il potere ma mettersi al servizio della collettività sarebbe un’avventura interessante: ascoltare i bisogni, immaginare i cambiamenti possibili, costruire percorsi di condivisione. Purtroppo le dinamiche sono ben altre e la logica del potere non mi appartiene. Preferisco servire il territorio in cui vivo attraverso il mio lavoro o il volontariato».
La comunità ospita eventi politici, per schieramento oppure c’è un’altra logica?
«Ospitiamo eventi politici come ospitiamo eventi di altro tipo: matrimoni, compleanni, comunioni, corsi di formazione, ecc. Per l’uso della “location” si fa un’offerta alla Comunità. Gli eventi politici ci interessano perché ci danno la possibilità di sensibilizzare i candidati sui problemi sociali di cui ci occupiamo. Ma i risultati, devo dire, non sono esaltanti. Detto questo, che io sia di centrosinistra, non è un mistero per nessuno».

intervista2 min

5xmille exodus min 

 

Il volontariato e tutti i corpi intermedi hanno il compito di rigenerare la società, umanizzandola, perché fanno incontrare e confrontare le persone.

Il tempo della crisi economica diventa inevitabilmente un tempo di crisi sociale nel quale, non solo le persone e le famiglie ma anche gli enti, le istituzioni, le organizzazioni, tendono a ripiegarsi su sé stesse e a proteggere il proprio spazio.
Negli anni '90 era in voga l'imperativo "fare rete" e le maggiori risorse economiche erogate consentivano la costruzione di partenariati ampi nei quali ciascuno poteva fare la sua parte in collaborazione con altri, secondo le competenze e le peculiarità di ciascuno.
Penso, tanto per fare un esempio, al progetto "Cantieri aperti", promosso dalla Provincia di Frosinone, per l'animazione educativa dei quartieri a rischio, contro il disagio giovanile: un intervento a tappeto nelle periferie più disagiate del nostro territorio che vedeva fianco a fianco Provincia, Asl, Comuni, Associazioni, Cooperative e cittadini. O al progetto "Nautilus" per il reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati dove, oltre ai suddetti partner, rivestivano un ruolo importante le associazioni datoriali, le imprese, i sindacati, gli enti di formazione professionale. Interventi almeno triennali capaci di cambiare concretamente la vita di molti.
Oggi invece, nella povertà economica ma soprattutto culturale, sempre crescente, questa idea di collaborazione, di fare squadra, di operare in sinergia, sembra andare scomparendo.
Qualcuno, solo perché ha vinto le elezioni, pensa di poter bastare a sé stesso ma i problemi sono talmente articolati e complessi che nessuno ha il potere di poterli affrontare da solo. Oggi le difficoltà delle persone sono sempre multidimensionali, hanno aspetti economici, culturali, educativi, medici, psicologici, sociali e per questo vanno affrontati in un'ottica multidisciplinare integrando competenze ed esperienze. A maggior ragione quando vengono meno le risorse e quindi i servizi pubblici arrancano, c'è bisogno di dare vita, concretezza a quella logica di sussidiarietà che restituisce senso al tema dell'appartenenza sociale e civile.
Oggi le persone sono sempre più arrabbiate e rancorose non solo perché sono più povere economicamente ma anche perché sono più povere di relazioni, perché sono più sole. La perdita del lavoro ti manda nell'angoscia anche perché non sai a chi chiedere aiuto, diversamente da un tempo in cui la dimensione familiare era molto più ampia. Invece è attraverso il dialogo e la condivisione che si possono trovare soluzioni, anche perché, e questo lo sa bene chi ha la fortuna di farne esperienza, le opportunità, quando si incontrano, non si sommano bensì si moltiplicano. Il Terzo settore, le organizzazioni della società civile, che costruiscono coesione sociale per vocazione sono la chiave di volta per questo cambiamento e chi anima pro tempore le istituzioni non può evitare questo bagno di realtà che gli consentirebbe di uscire dai cartelloni elettorali e diventare protagonista del cambiamento.
Lo sforzo costante di Exodus di aprirsi al territorio, alle famiglie, alle associazioni, alle scuole (altro che starsene "chiusi in un recinto" come qualche sciocco amministratore ci ha accusato di fare) va proprio in questa direzione. Come va in questa direzione la giornata che abbiamo realizzato ieri con decine di operatori provenienti dai servizi per le dipendenze delle Asl della provincia ma venuti anche da altri territori come Roma e Avezzano: nessuno ha bacchette magiche né ricette infallibili mentre insieme possiamo confrontarci sull'analisi dei problemi e provare strade nuove, coniugando approcci diversi e misurando i risultati del nostro operato. Anzi, rendicontando i risultati ottenuti e cercando le ragioni degli sbagli anziché sottovalutarli o nasconderli.
Un esempio di cittadinanza attiva che rifugge le logiche autarchiche e individualiste contribuendo a mettere in moto una circolarità che genera capitale sociale a beneficio della collettività.
Ma una politica che divide il mondo in amici e nemici, potrà mai essere motore di questa società circolare? Ovviamente no. Tocca quindi alle organizzazioni di cittadini tornare ad aprirsi, a collaborare, ad incontrarsi, a costruire progetti non basati su un finanziamento ma su una visione, su un orizzonte comune che rischiamo di smarrire.

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