Redazione

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Domenica, 02 Agosto 2015 12:51

"Maestra! Posso farle io?"

Enrico è un bambino di 12 anni, anche se definirlo bambino è un po' riduttivo. Enrico ormai è un piccolo uomo, che un po' la vita, un po' il suo carattere vivace, un po' le situazioni in cui si è ritrovato, alcune senza volerle, altre ricercandole, lo hanno reso così, un piccolo uomo. Troppo grande per l'età che ha, troppo piccolo per quello che fa. Quando c'hanno chiamato per parlarci di lui un po' ci siamo fermati a pensare, ma poco, quel tanto che bastava per armarci e partire; di lui avevamo solo una pagina e mezzo di relazione inviataci dai servizi sociali del suo comune che parlava di un bambino pluriripetente (2 volte bocciato in prima elementare), con un forte deficit di attenzione, problemi comportamentali e di condotta, il tutto all'interno di un quadro familiare non da cornice (genitori separati, precedenti penali, nuovi compagni). Il primo approccio con lui è stato più che positivo, a tratti sembrava quasi timido, impacciato, ma forse aspettava solo di testare il terreno ed entrare in simpatia con le persone con cui si relazionava. Sarebbe rimasto con noi solo nei mesi estivi di luglio e agosto così, per toglierlo dalla strada, dopo che ben due case famiglie lo avevano rifiutato a causa del suo comportamento. Facile passare del tempo con un ragazzino di 12 anni all'aperto e con tante attività da proporre, facile ma riduttivo.
Per quello ci chiedevamo in continuazione cosa avremmo potuto fare per lui, per la sua situazione e i suoi problemi. E così decidemmo di proporre ai servizi sociali che lo seguivano di provare con E. qualcosa di diverso, magari aiutarlo il pomeriggio nei compiti a casa, o magari seguirlo anche a scuola, nelle lunghe e faticose ore di lezioni, troppo pesanti per un bambino come lui, in una situazione in cui pensare di vederlo seduto al banco per più di mezzora era davvero una cosa impossibile. Tentammo e ottenemmo ciò e non fu affatto facile. Tolto l'entusiasmo della novità, giustificare agli occhi dei compagni la presenza di una "ragazza per me" a scuola tutti i giorni non è stato affatto facile. Ma tra un'operazione di matematica e un tiro al canestro, tra un dettato per migliorare l'ortografia e una caccia al tesoro alla ricerca del nascondiglio scelto per evitare la pagina di lettura, i mesi passavano e qualcosa in lui piano piano cambiava. Fu per questo che avamposti come sempre decidemmo quello che alcuni mesi fa sembrava impossibile, cioè di tentare di raggiungere un ulteriore obiettivo e cercare di non solo concludere l'anno scolastico nel migliore dei modi, ma addirittura di fare l'esame di idoneità che avrebbe permesso al bambino di frequentare per il prossimo settembre la prima media. Il sudore e l'impegno che è riuscito a metterci, alternato ai giorni in cui poca era la voglia anche solo di aprire libro, lo hanno aiutato a crescere e a migliorare, a piccole dosi, il suo comportamento.
Vedere l'agitazione nel giorno dell'esame, la felicità appena usciti dall'aula, l'imbarazzo mentre taglia la torta presa per festeggiarlo sono valsi tutto l'impegno e il sudore, le brutte parole e anche le mani addosso che a volte in questi mesi ci aveva regalato sfogando la sua rabbia e la sua frustrazione nel modo più facile, ma più sbagliato.
Il giorno più bello? Uno dei pochi in cui eravamo riusciti a restare in aula con il resto della classe, nonostante la lezione di grammatica; la maestra spiegava e mandava alla lavagna qualcuno ogni tanto per fargli fare delle frasi sulla nuova lezione; quando ho visto la sua mano alzata credevo chiedesse di uscire e invece "Maestra! Posso venire a farle io?" inutile dire che fu all'altezza della richiesta, inutile parlare della sua soddisfazione.

Martedì, 01 Marzo 2016 12:20

Io ce l'ho fatta...

Ho parecchi ricordi della mia infanzia, ma ho sempre sentito di essere diversa dalle altre bambine. Non è scritto nel nostro destino che da grandi potremmo diventare "drogati" ma sicuramente nel mio caso non c'era alternativa. Comunque fino ai miei 18 anni la mia vita è stata quasi normale , un padre severo e geloso che mi permetteva poco di uscire. Ma dopo un po' ho avuto il coraggio di ribellarmi e da lì non si è capito più nulla. Ho conosciuto il classico ragazzo ricco di buona famiglia, con un'azienda da portare avanti (lui aveva 28 anni ) e che faceva uso di cocaina. Fui io a chiedergli di provarla e mi resi conto da subito che era qualcosa di pericoloso perché mi piaceva . La mia vita cambiò radicalmente: abitudini, amicizie, modo di vestire...

M'innamorai di quest'uomo perdutamente fino ad annullarmi, a perdere la mia dignità , non solo di donna, ma proprio di essere umano, a non avere più rispetto per me stessa. Usando cocaina ti senti invincibile, non hai paura di niente e tutte le paure e le inibizioni cadono. Sono stata con lui quasi dieci anni , ma dopo tradimenti, umiliazioni e maltrattamenti trovai coraggio di tornare dai miei genitori, con la speranza che lui mi fermasse. Cosi non fu, e allora iniziai a vivere peggio di come avevo già vissuto. Cambiavo uomo come cambiavo abito, mi drogavo e non pensavo ad altro. Dopo 13 anni di tossicodipendenza e la morte di mio padre, una sera feci il giro di tutti gli spacciatori, ne comprai tanta e alle sei di mattina dissi a me stessa: o muori o ti arrestano oppure proviamo la comunità. Non sapevo cosa fosse, come era gestita ma in casa trovai un libro di Don Antonio Mazzi (e non ho mai saputo come ci sia finito) allora ebbi il coraggio di chiedere aiuto ad un amico di famiglia maresciallo di carabinieri. Lui mi accompagnò nella sede della Fondazione Exodus della mia città dove mi trovai davanti come responsabile un amico di scuola – la mia vergogna fu tanta. Ma erano 2 settimane che non mangiavo, non dormivo... stavo finendo di distruggermi con le mie mani.

Sono stata per 2 anni in una sede Exodus a 700 km da casa e l'unica persona che mi è stata sempre vicino è stata mia madre (una mamma straordinaria con la forza e il coraggio da vendere) . E' stata a prova più dura di tutta la mia vita!! Io non mi sentivo "DROGATA" come chi poteva usare la siringa, perciò è stata un pochino più dura perche non è stato facile piegarmi. Nel corso di questo percorso gli educatori hanno subito notato in me un atteggiamento sbagliato, diverso verso il sesso maschile. Ma per me era normale... abbracciare un ragazzo o farmi abbracciare. Era come se quell'abbraccio riempisse un vuoto.... Cosi iniziai delle sedute con una psicologa,e con la quale fu subito installato un rapporto speciale. Ogni volta che avevo un incontro con lei, ne uscivo sempre stanca, spossata. Ricordo ancora quel giorno che iniziai ad avere dei flash mentre parlavo con lei. Io sono una persona gioiosa, solare, allegra e all'uscita dell'incontro iniziarono ad affiorare nella mia mente ricordi terribili che la mia mente aveva rimosso e la cocaina congelato. All'età di 10 anni circa ho subito una violenza sessuale. C'era quest'uomo che si faceva toccare e la cosa è andata avanti fino a 17 anni circa. Quell'uomo era mio padre. Diceva che lo faceva per il mio bene per insegnarmi cosa fosse il sesso . Una bambina a 10 anni può non credere a suo padre? Perciò la mia crescita è stata deviata in maniera drastica, per me voler bene e fare sesso era la stessa cosa. Naturalmente diventando grande ne approfittavo per fare quello che volevo e da questo parte tutta la mia vita, la droga...

Presa coscienza che non ero io quella sbagliata, terminai il percorso comunitario e fui portata nella sede della mia città per gli ultimi mesi del cammino che si chiama reinserimento. Avevo paura , il pregiudizio della gente mi terrorizzava. Ma piano piano ho continuato ad essere più decisa che mai e a camminare a testa alta. Sono orgogliosa di me, fiera e la mia autostima è a 1000 . Sono consapevole, che ci sarà sempre qualche idiota ma io vado avanti per la mia strada. Adesso da quasi nove anni ho un lavoro che amo e che mi sono guadagnata solo perche me lo merito. Senza scendere a compromessi e a dover svendere la mia persona. Ho comunque un matrimonio fallito alle spalle (durato sette anni), purtroppo dovuto sempre alla droga. Ho cercato di aiutarlo ma non puoi aiutare nessuno che non ha intenzione di accettare il tuo aiuto. Adesso sono felice, sono serena e non è poco. Bisogna avere coraggio... sempre! Tutto si può cambiare. Dobbiamo credere sempre in noi stessi e nelle nostre capacità.

Io ce l'ho fatta....

Sabato, 20 Ottobre 2018 14:48

Corsera 20/10/2018

Antonio Mariozzi sul Corriere della Sera ed. Roma racconta dell'inziativa della Comunità Exodus di Cassino tesa a contrastare l'apertura indiscriminata di negozi di Cannabis in città.

Mercoledì, 29 Agosto 2018 10:02

Corso di Volley

Mercoledì, 29 Agosto 2018 09:34

Scuola Calcio 3° anno

Martedì, 28 Agosto 2018 08:22

Le proposte di Exodus per l'autunno

Richiesta informazioni per attività invernali

Vorrei avere maggiori informazioni in merito alle seguenti attività:

Lunedì, 27 Agosto 2018 21:31

Festa di fine Campus

Sono stati tre mesi ricchi di gioia, di emozioni, di sorprese, di musica, di sport, di giochi e di avventure. Vogliamo fare festa insieme a voi, insieme ai bambini e alle famiglie per salutare questa estate che ci ha dato tanto e che vorremmo non finisse mai! Per questo vi aspettiamo alla Festa di fine Campus che durerà ben 3 giorni con spettacoli, pizza e panini da gustare all'aperto ma soprattutto con le canzoni del campus da cantare insieme ai bambini che ancora una volta saranno protagonisti.


Osserva la musica, Ascolta la danza - mercoledì 5 settembre ore 20.30

Il Gruppo Nuove Direzioni presenta lo spettacolo "Osserva la musica, ascolta la danza". In collaborazione con la Compagnia Attori per caso e ASD Gymniche. Con la partecipazione delle ballerine professioniste Simona Di Nardo e Mara Capirci.


Tammurriata Mea - giovedì 6 settembre ore 20.30

Tammurriata Mea nasce dalla passione per le canzoni napoletane: un mondo pieno di vita, ritmo e melodia in cui sei amici musicisti provenienti da diverse esperienze musicali, che si ritrovano a Sant’Elia Fiumerapido (FR), hanno deciso di tuffarsi all’inizio del 2018, per dare corpo finalmente, tutti insieme, a tantissime idee stratificate negli anni.

Coniugare queste melodie scolpite nella pietra da oltre cent'anni con ritmi e stili moderni lasciandoli fluire con la massima libertà creativa è la linea guida.
Nasce così una selezione di brani in continua evoluzione, che vanno dai più tradizionali di fine Ottocento, fino a quelli più recenti di autori come Gragnaniello, passando per l'immancabile Carosone, interpretati con arrangiamenti, ora trascinanti e divertenti, ora struggenti.

La band, che ha esordito il 1° Maggio 2018 a Sant’Elia Fiumerapido in una piazza gremita di amici e amanti della buona musica, è formata da: Carla Mazzarella – voce soprano; Andrea Lanni – voce; Gianluca Lescarini – chitarra elettrica & voce; Mirko Valle – chitarra acustica; Toti Antonio Musto – basso; Elvis D'Amico - batteria


In viaggio con i bambini del campus - venerdì 7 settembre ore 17.30

I bambini salutano l'estate con un omaggio al "Piccolo Principe" e con "Le avventure di Ankio".


Stand gastronomici - tutte le sere

Tutte le sere sarà possibile cenare in Cascina durante gli spettacoli con panini, pizza e altre sorprese..

 

 

Giovedì, 23 Agosto 2018 12:20

Le Comunità Exodus

Brochure di tutte le Comunità di Exodus

Giovedì, 23 Agosto 2018 12:12

Exodus Cassino

Sede di Cassino

Domenica, 01 Gennaio 2012 11:52

Bilancio 2009-2011

Bilancio di missione 2009-2011

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