Redazione

Redazione

Si svolgerà a Cassino, il prossimo 4 marzo, una prima giornata di formazione per operatori di Centro d’ascolto, organizzata dalla Fondazione Exodus e condotta dagli operatori che da 30 anni si occupano di fragilità sociale, adolescenti e dipendenze.
A partire dalle 10 e fino alle 16, le attività formative verteranno sulla relazione d’aiuto, la presa in carico della persona, i rapporti con i servizi territoriali, gli aspetti sanitari e quelli giudiziari, il coinvolgimento della famiglia e l’orientamento verso i percorsi di assistenza.
Il corso sarà coordinato dal dott. Luigi Pietroluongo e vedrà la presenza di numerosi operatori del settore mentre i contenuti saranno presentati a partire dalla testimonianza di alcuni ospiti della comunità che hanno intrapreso il percorso di riabilitazione proprio partendo da una presa in carico da parte di un centro di ascolto.
Alla giornata parteciperanno anche volontari di Exodus provenienti da altre province del Lazio, tirocinanti dell’Università di Cassino ed è aperto ad aspiranti volontari della Comunità.
Una parte della giornata sarà dedicata anche alle varie modalità di ascolto oltre al colloquio: ascolto telefonico, corrispondenza dal carcere, contatti via chat o social network.
Gli interessati potranno prenotarsi via mail scrivendo all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Iscrizioni

Sei interessata/o a partecipare al corso di formazione? Compila questa scheda e sarai ricontattata/o al più presto. Grazie.

Martedì, 05 Febbraio 2019 22:51

Inclusione sociale attraverso l'agricoltura

Nuovi corsi di formazione per gli ospiti di Exodus nel campo dell'agricoltura e della trasformazione dei prodotti agroalimentari finalizzati a promuovere l'inserimento lavorativo delle persone che completano il percorso di riabilitazione nella comunità di Cassino.

Nella cascina messa a disposizione quasi trent'anni fa dai monaci di Montecassino, l'attività agricola ha sempre occupato una buona parte delle giornate dei ragazzi consentendo loro di portare in tavola i prodotti dell'orto e del lavoro quotidiano. Oltre agli ortaggi e al piccolo frutteto, la cooperativa Exodus produce un ottimo miele.

Prodotti coltivati con tecniche biologiche da persone che si sono lasciati alle spalle storie di emarginazione e che oggi cercano riscatto nell'impegno a ricostruire un progetto di vita fondato su valori completamente diversi.

Con il nuovo anno prende il via il progetto formativo "Natura Cura" grazie al contributo della Fondazione Nazionale delle Comunicazioni, rivolto agli ospiti della Comunità che prevede la presa in carico, l'orientamento e l'accompagnamento personalizzato per l'inclusione sociale attiva in ambito agricolo.

Le attività teoriche e pratiche verranno svolte, per 12 mesi, all'interno dell'azienda agricola annessa alla Cascina di via Vertelle e saranno orientate da un lato a garantire l'acquisizione di competenze relazionali nell'ambito di un progetto individualizzato, dall'altro ad accrescere le competenze tecniche in ambito agri-naturalistico: il lavoro in azienda agricola, il lavoro in serra, l'organizzazione dell'orto, l'utilizzo dei macchinari, i prodotti, la stagionalità, il raccolto, l'utilizzo del prodotto coltivato, la promozione e la commercializzazione.

Le azioni di orientamento vengono svolte in collaborazione con lo sportello di orientamento Porta Futuro Lazio della Regione mentre la parte formativa sarà curata dal coordinatore dell'azienda agricola Adriano Tonietti.

 

Martedì, 05 Febbraio 2019 10:06

12 settimane per cambiare strada

Proposta Percorsi Brevi a Tema in Comunità

Modulo n. 1

Competenze genitoriali

per persone con problemi di dipendenza comportamentale o da sostanze psicotrope e alcol

Obiettivi

  • misurare e valutare il progresso della capacità genitoriale basandosi sullo sviluppo della relazione genitore-figlio e sul benessere del bambino;
  • integrare il programma di riabilitazione dalla tossicodipendenza con attività volte a migliorare la capacità genitoriale;
  • promuovere e sostenere lo sviluppo delle famiglie coinvolte, in quanto la serenità della famiglia influenza direttamente la qualità della vita delle singole persone, la loro stabilità e il bene comune dell’intera società;
  • offrire ai frequentanti uno spazio e un tempo per riflettere sul proprio stile educativo, sull’essere padre ed essere madre, e sulle scelte da affrontare insieme;
  • offrire ai genitori che hanno vissuto esperienze traumatiche corsi di formazione e seminari finalizzati a migliorare lo svolgimento del loro compito educativo;

Durata

12 settimane residenziali presso la sede di cassino della Fondazione Exodus. Inizio previsto per il 1° marzo 2019.

Destinatari

Persone con problemi di dipendenza in carico al proprio Ser.D. di competenza che hanno avviato un percorso di disintossicazione e che frequentano regolarmente i programmi proposti dal servizio  (scalaggio, percorso terapeutico, ecc.).

Il programma è aperto anche alle coppie di persone entrambe con problemi di dipendenza.

Alle attività prenderanno parte anche ospiti della Comunità tradizionale che hanno figli e sono interessati ad approfondire le loro competenze genitoriali.

Ammissione

I candidati dovranno essere inviati dal Ser.D. di appartenenza e sostenere alcuni colloqui di ammissione nell'ambito di una giornata di orientamento che si svolgerà mercoledì 20 febbraio.

Attività

  • Percorso motivazionale: 12 incontri di gruppo con il coach
  • Percorso terapeutico: 12 colloqui e 12 gruppi terapeutici con lo psicoterapeuta
  • Percorso educativo: 12 incontri di gruppo con l'educatore
  • Percorso individuale: 12 colloqui con l'educatore
  • Percorso sociale: 3 incontri con la famiglia gestiti da una educatrice e un'assistente sociale
  • Percorso formativo: 12 focus group sulle competenze genitoriali con la psicoterapeuta
  • Percorso espressivo: 12 incontri di laboratorio teatrale sull'espressione emotiva con regista teatrale.

Verifiche

  • Somministrazione test sulle competenze genitoriali in ingresso, in itinere e in uscita;
  • Questionario di soddisfazione rivolto all'utente;
  • Questionario di soddisfazione rivolto ai familiari;

Ciao a tutti, sono Angela e faccio ormai parte di questa famiglia da più di 18 mesi.
La comunità Exodus di Cassino, la considero la mia seconda casa, è davvero un posto stupendo e non sto parlando solo dal punto di vista estetico. Indubbiamente, il verde che la circonda, la presenza di campetti sportivi, di una piscina, di una fattoria didattica, contribuiscono a rendere questo posto bellissimo, ma la sua vera bellezza è nell’amore con cui ogni educatore svolge il proprio lavoro.
Le attività come la musica ed il teatro, ti permettono di esternare tutte quelle emozioni spente da chissà quanto tempo, qui si ha la possibilità di costruire relazioni sane che ti aiutano a crescere, che ti mettono in gioco e ti consentono di riacquistare quella “fiducia” nel mondo ormai persa a causa della vita sbagliata condotta per tanto, troppo tempo.
Sono arrivata in Exodus dopo aver toccato il fondo, nel momento in cui avevo perso tutto e stavo rischiando di perdere la cosa più preziosa ed importante: la mia famiglia. Non potevo permettere alle sostanze di togliermi anche questo. Ho perso il lavoro, un ragazzo stupendo, le persone che mi volevano più bene, ma soprattutto avevo perso me stessa. Grazie agli educatori ed all’aiuto di professionisti come psicologi e psichiatri, ho cominciato a risalire la china, sono ritornata pian piano a sorridere e ad amare la vita come non avevo mai fatto prima.
Non è stato un percorso facile, anzi … Un ruolo fondamentale l’ha svolto prima di tutto il rapporto di fiducia costruito con gli educatori, perché prima di ogni altra cosa, è indispensabile fidarsi ed affidarsi all’equipe per buttare via tutte quelle maschere e ricominciare a costruire nuovamente se stessi.
A contribuire al raggiungimento di tanti traguardi, è stata anche l’attività svolta con il Mental Coach Franco De Rosa che, grazie al suo lavoro, è riuscito a farmi comprendere meglio me stessa spronandomi a guardarmi dentro con più attenzione. Mi sono messa in gioco, ho commesso molti errori ma sicuramente ne sono uscita più forte di prima. Ce ne è voluto di tempo per ammettere le mie fragilità, io che ho sempre pensato che esternare i propri limiti ti rendesse una persona debole. Oggi posso dire con certezza che solo essere consapevoli delle proprie debolezze ti fortifica e ti aiuta a migliorare davvero.
Il percorso è costituito da 4 fasi: accoglienza; consapevolezza; rafforzamento e reinserimento lavorativo.
Ci si sveglia alle ore 7, alle 7,30 c’è la colazione e subito dopo siamo tutti sui settori (lavanderia, orto, cucina, fattoria, esterni, pulizia della casa ….). Ognuno di noi impegna la propria giornata svolgendo delle mansioni scoprendo così l’amore per quello che si fa a prescindere dal settore di assegnazione. L’amore per gli animali e per tutto ciò che si coltiva, l’amore per la casa, per la cura del verde e per il cibo. L’amore per se stessi, soprattutto che si nutre della passione per il lavoro, delle attività educative e dello sport.
Molto importante nella crescita personale è infine la Parola: momento in cui educatori ed ospiti della casa si riuniscono per parlare di tutto ciò che ci riguarda esternando qualunque pensiero e problema. Questo momento di condivisione è caratterizzato dall’autenticità di chiunque ne faccia parte.
E’ una struttura questa, che ti offre la possibilità di rinascere se davvero sei intenzionato a farlo e se hai la giusta motivazione perché qui non avvengono miracoli, ma bisogna crederci e lottare con tutte le proprie forze per uscirne davvero migliore.

Lunedì, 07 Gennaio 2019 16:45

Inclusione sociale attraverso l'agricoltura

Nuovi corsi di formazione per gli ospiti di Exodus nel campo dell'agricoltura e della trasformazione dei prodotti agroalimentari finalizzati a promuovere l'inserimento lavorativo delle persone che completano il percorso di riabilitazione nella comunità di Cassino.

Nella cascina messa a disposizione quasi trent'anni fa dai monaci di Montecassino, l'attività agricola ha sempre occupato una buona parte delle giornate dei ragazzi consentendo loro di portare in tavola i prodotti dell'orto e del lavoro quotidiano. Oltre agli ortaggi e al piccolo frutteto, la cooperativa Exodus produce un ottimo miele.

Prodotti coltivati con tecniche biologiche da persone che si sono lasciati alle spalle storie di emarginazione e che oggi cercano riscatto nell'impegno a ricostruire un progetto di vita fondato su valori completamente diversi.

Con il nuovo anno prende il via il progetto formativo "Natura Cura" grazie al contributo della Fondazione Nazionale delle Comunicazioni, rivolto agli ospiti della Comunità che prevede la presa in carico, l'orientamento e l'accompagnamento personalizzato per l'inclusione sociale attiva in ambito agricolo.

Le attività teoriche e pratiche verranno svolte, per 12 mesi, all'interno dell'azienda agricola annessa alla Cascina di via Vertelle e saranno orientate da un lato a garantire l'acquisizione di competenze relazionali nell'ambito di un progetto individualizzato, dall'altro ad accrescere le competenze tecniche in ambito agri-naturalistico: il lavoro in azienda agricola, il lavoro in serra, l'organizzazione dell'orto, l'utilizzo dei macchinari, i prodotti, la stagionalità, il raccolto, l'utilizzo del prodotto coltivato, la promozione e la commercializzazione.

Le azioni di orientamento vengono svolte in collaborazione con lo sportello di orientamento Porta Futuro Lazio della Regione mentre la parte formativa sarà curata dal coordinatore dell'azienda agricola Adriano Tonietti.

 

Martedì, 18 Dicembre 2018 16:03

Calendario Exodus Cassino 2019

Pronto il Calendario Exodus 2019. Vieni a ritirarlo gratuitamente in Comunità.

Domenica, 02 Agosto 2015 12:51

"Maestra! Posso farle io?"

Enrico è un bambino di 12 anni, anche se definirlo bambino è un po' riduttivo. Enrico ormai è un piccolo uomo, che un po' la vita, un po' il suo carattere vivace, un po' le situazioni in cui si è ritrovato, alcune senza volerle, altre ricercandole, lo hanno reso così, un piccolo uomo. Troppo grande per l'età che ha, troppo piccolo per quello che fa. Quando c'hanno chiamato per parlarci di lui un po' ci siamo fermati a pensare, ma poco, quel tanto che bastava per armarci e partire; di lui avevamo solo una pagina e mezzo di relazione inviataci dai servizi sociali del suo comune che parlava di un bambino pluriripetente (2 volte bocciato in prima elementare), con un forte deficit di attenzione, problemi comportamentali e di condotta, il tutto all'interno di un quadro familiare non da cornice (genitori separati, precedenti penali, nuovi compagni). Il primo approccio con lui è stato più che positivo, a tratti sembrava quasi timido, impacciato, ma forse aspettava solo di testare il terreno ed entrare in simpatia con le persone con cui si relazionava. Sarebbe rimasto con noi solo nei mesi estivi di luglio e agosto così, per toglierlo dalla strada, dopo che ben due case famiglie lo avevano rifiutato a causa del suo comportamento. Facile passare del tempo con un ragazzino di 12 anni all'aperto e con tante attività da proporre, facile ma riduttivo.
Per quello ci chiedevamo in continuazione cosa avremmo potuto fare per lui, per la sua situazione e i suoi problemi. E così decidemmo di proporre ai servizi sociali che lo seguivano di provare con E. qualcosa di diverso, magari aiutarlo il pomeriggio nei compiti a casa, o magari seguirlo anche a scuola, nelle lunghe e faticose ore di lezioni, troppo pesanti per un bambino come lui, in una situazione in cui pensare di vederlo seduto al banco per più di mezzora era davvero una cosa impossibile. Tentammo e ottenemmo ciò e non fu affatto facile. Tolto l'entusiasmo della novità, giustificare agli occhi dei compagni la presenza di una "ragazza per me" a scuola tutti i giorni non è stato affatto facile. Ma tra un'operazione di matematica e un tiro al canestro, tra un dettato per migliorare l'ortografia e una caccia al tesoro alla ricerca del nascondiglio scelto per evitare la pagina di lettura, i mesi passavano e qualcosa in lui piano piano cambiava. Fu per questo che avamposti come sempre decidemmo quello che alcuni mesi fa sembrava impossibile, cioè di tentare di raggiungere un ulteriore obiettivo e cercare di non solo concludere l'anno scolastico nel migliore dei modi, ma addirittura di fare l'esame di idoneità che avrebbe permesso al bambino di frequentare per il prossimo settembre la prima media. Il sudore e l'impegno che è riuscito a metterci, alternato ai giorni in cui poca era la voglia anche solo di aprire libro, lo hanno aiutato a crescere e a migliorare, a piccole dosi, il suo comportamento.
Vedere l'agitazione nel giorno dell'esame, la felicità appena usciti dall'aula, l'imbarazzo mentre taglia la torta presa per festeggiarlo sono valsi tutto l'impegno e il sudore, le brutte parole e anche le mani addosso che a volte in questi mesi ci aveva regalato sfogando la sua rabbia e la sua frustrazione nel modo più facile, ma più sbagliato.
Il giorno più bello? Uno dei pochi in cui eravamo riusciti a restare in aula con il resto della classe, nonostante la lezione di grammatica; la maestra spiegava e mandava alla lavagna qualcuno ogni tanto per fargli fare delle frasi sulla nuova lezione; quando ho visto la sua mano alzata credevo chiedesse di uscire e invece "Maestra! Posso venire a farle io?" inutile dire che fu all'altezza della richiesta, inutile parlare della sua soddisfazione.

Martedì, 01 Marzo 2016 12:20

Io ce l'ho fatta...

Ho parecchi ricordi della mia infanzia, ma ho sempre sentito di essere diversa dalle altre bambine. Non è scritto nel nostro destino che da grandi potremmo diventare "drogati" ma sicuramente nel mio caso non c'era alternativa. Comunque fino ai miei 18 anni la mia vita è stata quasi normale , un padre severo e geloso che mi permetteva poco di uscire. Ma dopo un po' ho avuto il coraggio di ribellarmi e da lì non si è capito più nulla. Ho conosciuto il classico ragazzo ricco di buona famiglia, con un'azienda da portare avanti (lui aveva 28 anni ) e che faceva uso di cocaina. Fui io a chiedergli di provarla e mi resi conto da subito che era qualcosa di pericoloso perché mi piaceva . La mia vita cambiò radicalmente: abitudini, amicizie, modo di vestire...

M'innamorai di quest'uomo perdutamente fino ad annullarmi, a perdere la mia dignità , non solo di donna, ma proprio di essere umano, a non avere più rispetto per me stessa. Usando cocaina ti senti invincibile, non hai paura di niente e tutte le paure e le inibizioni cadono. Sono stata con lui quasi dieci anni , ma dopo tradimenti, umiliazioni e maltrattamenti trovai coraggio di tornare dai miei genitori, con la speranza che lui mi fermasse. Cosi non fu, e allora iniziai a vivere peggio di come avevo già vissuto. Cambiavo uomo come cambiavo abito, mi drogavo e non pensavo ad altro. Dopo 13 anni di tossicodipendenza e la morte di mio padre, una sera feci il giro di tutti gli spacciatori, ne comprai tanta e alle sei di mattina dissi a me stessa: o muori o ti arrestano oppure proviamo la comunità. Non sapevo cosa fosse, come era gestita ma in casa trovai un libro di Don Antonio Mazzi (e non ho mai saputo come ci sia finito) allora ebbi il coraggio di chiedere aiuto ad un amico di famiglia maresciallo di carabinieri. Lui mi accompagnò nella sede della Fondazione Exodus della mia città dove mi trovai davanti come responsabile un amico di scuola – la mia vergogna fu tanta. Ma erano 2 settimane che non mangiavo, non dormivo... stavo finendo di distruggermi con le mie mani.

Sono stata per 2 anni in una sede Exodus a 700 km da casa e l'unica persona che mi è stata sempre vicino è stata mia madre (una mamma straordinaria con la forza e il coraggio da vendere) . E' stata a prova più dura di tutta la mia vita!! Io non mi sentivo "DROGATA" come chi poteva usare la siringa, perciò è stata un pochino più dura perche non è stato facile piegarmi. Nel corso di questo percorso gli educatori hanno subito notato in me un atteggiamento sbagliato, diverso verso il sesso maschile. Ma per me era normale... abbracciare un ragazzo o farmi abbracciare. Era come se quell'abbraccio riempisse un vuoto.... Cosi iniziai delle sedute con una psicologa,e con la quale fu subito installato un rapporto speciale. Ogni volta che avevo un incontro con lei, ne uscivo sempre stanca, spossata. Ricordo ancora quel giorno che iniziai ad avere dei flash mentre parlavo con lei. Io sono una persona gioiosa, solare, allegra e all'uscita dell'incontro iniziarono ad affiorare nella mia mente ricordi terribili che la mia mente aveva rimosso e la cocaina congelato. All'età di 10 anni circa ho subito una violenza sessuale. C'era quest'uomo che si faceva toccare e la cosa è andata avanti fino a 17 anni circa. Quell'uomo era mio padre. Diceva che lo faceva per il mio bene per insegnarmi cosa fosse il sesso . Una bambina a 10 anni può non credere a suo padre? Perciò la mia crescita è stata deviata in maniera drastica, per me voler bene e fare sesso era la stessa cosa. Naturalmente diventando grande ne approfittavo per fare quello che volevo e da questo parte tutta la mia vita, la droga...

Presa coscienza che non ero io quella sbagliata, terminai il percorso comunitario e fui portata nella sede della mia città per gli ultimi mesi del cammino che si chiama reinserimento. Avevo paura , il pregiudizio della gente mi terrorizzava. Ma piano piano ho continuato ad essere più decisa che mai e a camminare a testa alta. Sono orgogliosa di me, fiera e la mia autostima è a 1000 . Sono consapevole, che ci sarà sempre qualche idiota ma io vado avanti per la mia strada. Adesso da quasi nove anni ho un lavoro che amo e che mi sono guadagnata solo perche me lo merito. Senza scendere a compromessi e a dover svendere la mia persona. Ho comunque un matrimonio fallito alle spalle (durato sette anni), purtroppo dovuto sempre alla droga. Ho cercato di aiutarlo ma non puoi aiutare nessuno che non ha intenzione di accettare il tuo aiuto. Adesso sono felice, sono serena e non è poco. Bisogna avere coraggio... sempre! Tutto si può cambiare. Dobbiamo credere sempre in noi stessi e nelle nostre capacità.

Io ce l'ho fatta....

Sabato, 20 Ottobre 2018 14:48

Corsera 20/10/2018

Antonio Mariozzi sul Corriere della Sera ed. Roma racconta dell'inziativa della Comunità Exodus di Cassino tesa a contrastare l'apertura indiscriminata di negozi di Cannabis in città.

Mercoledì, 29 Agosto 2018 10:02

Corso di Volley

Pagina 1 di 17

Donazione on line

Un ringraziamento davvero speciale a...

Slider