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L'Osservatorio Disagio di Unicas, Exodus, Alle e Comune di Cassino lancia la formazione docenti In evidenza

CASSINO - «Desidero sottolineare il pregio, non scontato, di questa capacità di mettersi insieme fra istituzioni importanti come la Asl, Exodus, il Comune e l'Università, per cercare le giuste sinergie affinché problemi complessi come quelli legati al mondo dell'adolescenza, e qui parlo soprattutto come genitore, possano avere risposte adeguate, al passo con i tempi e soprattutto frutto della condivisione di esperienze e competenze diverse ma finalizzate ad un unico obiettivo: la promozione del benessere dei nostri giovani». Così il rettore Giovanni Betta, che ieri pomeriggio ha presenziato, presso la Sala Consiglio del Rettorato, alla presentazione del Corso di Formazione per docenti proposto dall’Osservatorio Disagio Dipendenze istituito nel 2014 con protocollo d’intesa tra l’Ateneo, l’Asl di Frosinone, il Comune di Cassino e la Fondazione Exodus con lo scopo di svolgere funzione di Ricerca e Formazione.

All’incontro erano presenti la professoressa Alessandra Zanon, responsabile dell’Osservatorio, la dottoressa Marisa Del Maestro che per Exodus gestisce tutta l’area prevenzione e il rapporto con le scuole, ma anche diversi operatori sociali e numerosi insegnanti degli istituti superiori di Cassino. L’obiettivo del corso è contrastare il disagio giovanile, le fragilità e le vulnerabilità dei ragazzi dando rilevanza agli aspetti educativi della professionalità docente al fine di valorizzare il loro coinvolgimento in percorsi specifici di prevenzione e promozione del benessere. Ogni giorno, infatti, gli insegnanti si trovano in relazione con giovani più esposti al disagio e spesso trovano da soli gli strumenti per non farsene travolgere, altre volte hanno bisogno d’aiuto. Da qui l’idea di realizzare un percorso formativo proprio per gli insegnanti, che ieri hanno partecipato numerosi.

La dottoressa Marina Zainni, del Dipartimento Salute Mentale e Patologie da Dipendenza, portando i saluti del dottor Nando Ferrauti, ha detto: «Il percorso elaborato, oltre ad essere di alto profilo copre anche tutto lo spettro dei bisogni formativi in materia di disagio giovanile; disturbi legati al disagio, alle devianze ed alle patologie psichiche dei giovani in età scolare. Contiamo di offrire agli insegnanti del nostro territorio un’opportunità di confronto e di crescita al fine di rispondere meglio alla responsabilità educativa alla quale tutti siamo chiamati».

Luigi Maccaro, responsabile di Exodus, ha posto l’accento sulle difficoltà comunicative fra il mondo degli adulti e quello degli adolescenti: «Noi adulti non possiamo più contare su quell'autorevolezza che prima ci era data dal ruolo di genitori, insegnanti, educatori. Per questo dobbiamo giocarci tutto all'interno di relazioni efficaci, rendendo testimonianza, non solo a parole, degli stili di vita sani che vogliamo promuovere, senza doppiezze né ambiguità. Ma la relazione non si può costruire se non si diventa capaci di comunicazione con il mondo giovanile che è lontanissimo dal nostro sentire e soprattutto dal nostro ragionare. Serve empatia, capacità di ascolto, disponibilità a mettersi in discussione, voglia di crescere insieme ai ragazzi senza ritenersi arrivati da nessuna parte».

Gli incontri formativi avranno cadenza quindicinale e si svolgeranno in Ateneo. Al termine, verrà organizzato un convegno pubblico.

Letto 1305 volte Ultima modifica il Venerdì, 09 Marzo 2018 12:01
Redazione

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