La città educativa

Il Blog di Luigi Maccaro

Luigi Maccaro

Luigi Maccaro

Giovedì, 26 Ottobre 2017 14:46

Buon compleanno, Exodus Cassino!

Sono passati quasi trent'anni ma lo spirito è sempre quello dei primi giorni: una fucina di idee ed iniziative tutte volte a sostenere giovani che nella vita hanno commesso errori molto gravi e che stanno provando a venirne fuori e a costruirsi un nuovo progetto di vita. Non solo, tante attività rivolte ai ragazzi "normali" affinché quegli errori imparino a non commetterli, alle famiglie e agli insegnanti perché sappiano essere adulti-educatori, testimoni credibili e punti di riferimento.

Una comunità di educatori, volontari, collaboratori che hanno scelto di rovinarsi un po' la vita per offrire un'opportunità educativa a questo territorio, una risposta pedagogica a problemi sociali importanti, una strada impossibile per casi disperati. è questo lo spirito trasmesso dal fondatore, don Antonio Mazzi, che a 90 anni tiene ancora quotidianamente il fiato sul collo dei suoi operatori perché si può fare sempre di più. Oltre 3mila ragazzi accolti in comunità in questi 27 anni, centinaia di incontri con le scuole, con le famiglie, con i gruppi di giovani che vengono a fare esperienze di condivisione. Tante storie che fanno da filo conduttore a questi anni ma che, allo stesso tempo, ci interrogano su quanto c'è ancora da fare. Prima erano gli occhi scavati dall'eroina e quelli delle mamme senza più lacrime. Oggi, oltre a quelli, ci sono gli occhi svampiti degli adolescenti che riempiono il vuoto interiore con alcol e canne, gli occhi distratti di giovani genitori che sfuggono la realtà perché in carriera e presi dalla propria adolescenza, gli occhi smarriti di chi ha subito violenze, gli occhi sfuggenti dei giocatori d'azzardo, gli occhi dei bambini che vengono a trovare i genitori chiedendosi perché non stanno a casa con loro.

Un concentrato di vita che ebbe inizio con la felice intuizione dell'allora Abate di Montecassino, don Bernardo D'Onorio che mise la Cascina di San Pasquale a disposizione dei ragazzi di don Antonio, complice l'entusiasmo di don Giuseppe che ancora oggi gongola perché "quella volta riuscì a confessare tutti i ragazzi della comunità!". Una presenza che vuole essere una testimonianza, un modo di essere, di cercare sé stessi, di dare senso alla propria esistenza, ma anche una spina nel fianco di questa società futile, ingiusta, violenta, esteriore che corre e lascia indietro i più fragili. Una realtà che desidera trasformarsi continuamente per non doversi chiudere ai bisogni educativi sempre nuovi che riscontriamo tra i giovani, che desidera lavorare in rete con altre organizzazioni e con le istituzioni perché la responsabilità del territorio che abitiamo deve essere un sentire condiviso, che desidera fare della sua storia un punto di partenza per nuove avventure educative sugli avamposti sociali sui quali siamo chiamati. E queste nuove avventure hanno nomi precisi: il "Villaggio delle aquile reali", il centro giovanile, l'oratorio moderno dove i ragazzi possano stare bene tra loro costruendo un progetto di vita sano, attraverso la musica, il teatro, l'arte, lo sport, il volontariato. L'"Università della Famiglia" per offrire opportunità di formazione e condivisione ai genitori in difficoltà attraverso laboratori, seminari, esperienze da vivere insieme fra genitori e figli e il progetto "Don Milani 2" per sostenere la funzione educativa della scuola e prevenire la dispersione scolastica. Sono avventure aperte a chiunque voglia coinvolgersi e spendere un po' del proprio tempo in favore dei ragazzi del nostro territorio.

Chi lavora tra gli adolescenti sa qual è l'urgenza di queste proposte, sa che un adolescente su tre ha provato droghe, sa che nessuno è al riparo dai pericoli dai quali siamo circondati. Gli spacciatori (di fumo, di alcol, di droghe, di scommesse) hanno sempre bisogno di vendere e di trovare nuovi clienti, il lavoro delle forze dell'ordine è intenso ma da solo non basta. Ci vuole un'opera di prevenzione che passa per il rafforzamento dei ragazzi, per la responsabilità dei genitori, per la funzione educativa della scuola. Mentre la politica mette la testa sotto la sabbia, a noi piace "aprire strade impossibili".


Si celebrerà sabato 28 ottobre la Giornata del Ringraziamento per la ricorrenza del 27° anniversario della Comunità Exodus di Cassino. Era il 1990 quando l'allora Abate di Montecassino, don Bernardo D'Onorio, celebrò la Messa con la quale si inaugurava al nuova avventura di don Antonio Mazzi nella nostra città. Ecco il programma della giornata:

ore 15.00 "Festa dell'Autunno" Attività e giochi per bambini, ragazzi e famiglie. Scuola calcio, volley, attività Campus. Inaugurazione della Casa sull'Albero.

ore 18.00 S. Messa celebrata da don Donato Ogliari, Abate di Montecassino

ore 19.00 Festa per il 27° anniversario della Comunità Exodus di Cassino. Torta e brindisi.

ore 20.30 Pizza e Musica a cura del Gruppo "Casa delle Arti"

Oggi nasce Exodus Ciociaria oggi 28ott1990

La richiesta di un Consiglio comunale ad hoc sulla lotta alla droga da parte di Danilo Picano, non può lasciarci indifferenti. Magari siamo di fronte ai primi passi di una presa di coscienza da parte delle istituzioni che è tornato il tempo di alzare la guardia sull'argomento. D'altra parte forse ci si rende conto che nessuna azione di prevenzione può avere successo se non fa parte di una strategia che coinvolge tutti i settori della comunità cittadina. Scuole, famiglie, associazioni, movimenti, sindacati, imprese, chiesa locale, forze dell'ordine: se tutti avremo la capacità di mettere al centro dell'agenda politica il benessere dei nostri ragazzi, e quindi il futuro della nostra città, allora forse avremo una qualche speranza di "lasciare il mondo un po' migliore di come l'abbiamo trovato".

Ma questo significa rimboccarsi le maniche e cacciare la testa da sotto la sabbia. Smetterla di dare il patrocinio alla festa della birra e concentrarsi su cose più educative. Mettersi subito in moto per sottrarre spazi agli spacciatori occupando permanentemente le piazze con sport, musica, volontariato, cultura, ambiente, aggregazione sociale. Avere il coraggio di spostare risorse, promuovere l'iniziativa privata, affidare gli spazi verdi, rendere la vita difficile ai venditori di fumo (bar e sale slot).

Da vent'anni chiediamo al Comune che si faccia carico di aprire un centro di aggregazione giovanile (ce ne vorrebbe uno in ogni quartiere), come è possibile che si trovano centinaia di migliaia di euro per pagare qualunque cosa e non si trovano ventimila euro per pagare un paio di educatori di strada? Ci sono tanti spazi (case cantoniere, ex Onmi, villa comunale, parco Baden Powell, Colonia solare, Teatro Manzoni, scuole ed ex scuole, impianti sportivi e l'elenco sarebbe ancora lungo) che sono abbandonati oppure assegnati ad imprese che devono fare profitto. Potrebbero essere utilizzati da associazioni e cooperative capaci di promuovere aggregazione sociale e percorsi di reinserimento lavorativo (per prevenire la recidiva). Come si fa ad assegnare la gestione di un campo sportivo e poi non chiedere in cambio un monte ore di promozione sportiva fra i giovani? Come si fa ad assegnare un Teatro senza chiedere in cambio un'attività gratuita di educazione alle arti espressive, che, oltretutto, significa creare nuovo pubblico per gli spettacoli?

La politica non è all'altezza di queste cose. Gli amministratori hanno altre priorità: i debiti, la prossima campagna elettorale, i giochi di potere tra partiti, le correnti. Dei giovani di questa città, inclusi i diecimila studenti universitari, non frega niente a nessuno. Abbiamo la stupida convinzione che ai nostri figli non succederà mai quello che è successo ad Alatri ad Emanuele Morganti. Invece oggi i nostri figli sono fragili e basta un soffio di vento per fargli cambiare direzione. L'ho già detto: chi si assume la responsabilità di fare l'amministratore, dovrebbe rimettere in ordine le priorità, guardare in faccia le migliaia di ragazzi che ogni mattina entrano a scuola e che ogni sera campeggiano nelle piazze o sui muretti dei quartieri e domandarsi che cosa offre questa città al loro futuro. Niente.

Non so se si avrà il coraggio di convocare un consiglio comunale straordinario sul tema delle droghe, dei giovani, dei loro bisogni e del nostro ruolo di adulti-educatori. Non se se servirà a qualcosa. So che quando l'Osservatorio sul disagio che abbiamo costituito insieme all'Università, alla ASL e al Comune ha organizzato un corso di formazione per insegnanti di 50 ore sul disagio giovanile, si sono iscritti in 320! Ma l'Amministrazione comunale ci ha snobbati. So che ormai al nostro centro di ascolto si rivolgono quasi solo ragazzi di 17-18 anni. So che molti di loro cominciano a fare uso di alcol e droghe a 12 anni. So che l'altro giorno al Mennea Day (evento sportivo!) mi è toccato intervenire con dei ragazzi che fumavano hashish sotto gli occhi imbarazzati di qualche professore.

So che qualche amministratore intelligente potrebbe disobbedire agli ordini di scuderia, liberarsi dalle appartenenze ideologiche, convocare un Tavolo di lavoro con tutti gli attori sociali interessati, pubblici e privati, e dare vita a quello che potrebbe chiamarsi Piano locale di lotta alla droga. Saremmo tutti in prima linea al suo fianco e con le maniche rimboccate.
Ho sognato per un momento, torno alla realtà e so che questo è impossibile e che i piccoli risultati che si possono ottenere sono quelli che partono dal basso, dai cittadini che si organizzano da soli. L'educazione dei giovani è cosa per gente di poco conto. I potenti hanno altro a cui pensare.

 

Ogni sabato mattina sul quotidiano L'inchiesta, la rubrica "La città educativa"

Cari Amici, vi alleghiamo la lettera che abbiamo scritto al Sindaco di Cassino per sollecitarlo al pagamento delle fatture della Cooperativa Exodus per lavori di manutenzione effettuati ormai più di un anno fa. I contatti avuti finora purtroppo non hanno dato alcun risultato, per questo abbiamo deciso di rendere pubblica la questione. Capiamo le difficoltà economiche in cui si trova il Comune ma la Comunità vive anche grazie alle attività di autofinanziamento e proprio grazie a queste attività riesce ad attivare tanti progetti di prevenzione rivolti ai giovani e alle famiglie. Non pagare 70.000€ di fatture a Exodus, significa togliere ossigeno ad una realtà che nella nostra città è un motore di coesione sociale, aggregazione giovanile, sostegno alle famiglie. Vi ringraziamo si da ora per l'adesione a questo appello che potrete firmare in fondo a questa lettera.

Grazie!

Ing. Carlo Maria D'Alessandro

Sindaco di Cassino

e p.c. ai membri del Consiglio Comunale

Egregio Signor Sindaco,

le scrivo a nome dei ragazzi, degli educatori, dei volontari e degli Amici della Comunità Exodus per sollecitarle il pagamento dei lavori che la nostra cooperativa ha svolto su richiesta del Comune di Cassino.

Come le è noto, dal 2013, il Settore Manutenzioni del Comune di Cassino, ha interpellato la nostra cooperativa "Exodus Cassino" per lo svolgimento di attività di cura del verde, assistenza alle manutenzioni, piccoli traslochi ed altro con l'obiettivo promuovere la professionalizzazione e l'inserimento socio lavorativo di persone che hanno concluso il loro percorso di riabilitazione dalle dipendenze.

Volentieri abbiamo accolto questo invito e ci siamo organizzati predisponendo tutto quanto necessario allo svolgimento di queste attività (assunzioni, assicurazioni, mezzi, attrezzature, ecc.). In 3 anni abbiamo realizzato oltre 20 programmi di reinserimento con persone che, avendo finito la comunità e passando per questo "allenamento" al lavoro, hanno poi trovato collocazione in contesti lavorativi simili.

Dall'estate del 2016 si è interrotto il flusso dei pagamenti delle fatture emesse dalla Cooperativa nei confronti del Comune. A febbraio del 2017, in occasione di un nostro incontro in Università, le comunicai che dal 1° marzo avremmo interrotto ogni attività lavorativa in favore dell'Amministrazione comunale. In aprile ci siamo incontrati ancora e lei mi disse di rivolgermi al Dirigente preposto. Con il quale non siamo riusciti a trovare nessuna soluzione al problema: vari incontri si sono conclusi con il suo invito a intraprendere "le azioni che riteniamo più opportune".

A questo punto, prima di intraprendere le vie legali, le chiedo ancora una volta di assumere un impegno chiaro e concreto di fronte a questa situazione che rappresenta per Exodus un momento di grave sofferenza:

  • in primo luogo perché siamo fortemente esposti con le banche e stiamo andando avanti grazie ai prestiti che riceviamo dalla sede centrale di Milano della Fondazione Exodus;
  • in secondo luogo perché vorremmo onorare i nostri impegni con i dipendenti della cooperativa che, lo ricordiamo, sono ragazzi che hanno completato il loro percorso di recupero e stanno faticosamente cercando di riconquistare una propria dignità anche attraverso il lavoro;

Centinaia di famiglie del territorio ci chiedono di incrementare le nostre attività di accoglienza, di prevenzione nelle scuole, di formazione genitori, di ascolto del disagio adolescenziale di fronte all'enorme diffusione dell'uso di alcol e droghe tra i minorenni della nostra città.

Per questo vorremmo destinare una parte dei soldi che il Comune di Cassino ci deve pagare, per la realizzazione del progetto "Il Villaggio delle Aquile reali", finalizzato a far vivere esperienze educative dal carattere fortemente preventivo agli adolescenti in difficoltà.

Le ricordo che l'ammontare del debito del Comune di Cassino nei confronti di Exodus è di circa settantamila euro. La informo inoltre che è stata consegnata ormai da 2 mesi, al Dirigente preposto, una relazione dettagliata, corredata da fotografie, relativa ai lavori svolti e non pagati. Speriamo, vivamente, di non dover ricorrere alle vie legali, nella speranza di poter avviare un percorso di collaborazione con l'Amministrazione comunale che lei, in questo momento, rappresenta. L'occasione è gradita per porgerle cordiali saluti.

Cassino, 25 luglio 2017

Il Responsabile della Comunità
Luigi Maccaro

Sottoscrivi l'Appello di Exodus al Sindaco di Cassino

Aiutaci a convincere il Sindaco di Cassino affinché si adoperi per il pagamento delle fatture emesse dalla Cooperativa sociale Exodus Cassino, per i lavori svolti secondo le richieste ricevute dal Settore Manutenzioni. Finora hanno sottoscritto l'appello 239 persone.

Giovedì, 28 Luglio 2016 21:30

Ecco perché dico no alla cannabis libera

Leggo da più parti interventi favorevoli alla legalizzazione delle droghe leggere. Mi stupisce leggerli e sentirli provenire da persone che spesso stimo ed alle quali riconosco l’onestà delle proprie opinioni. Ma anni vissuti in prima linea contro le droghe e poi le altre dipendenze emerse in questi anni, le centinaia di battaglie combattute per strappare vite alla morte interiore e spesso anche quella fisica determinate dalla droga, mi impongono di dire alcune cose.

Niente prediche! Niente allarmi. Niente giudizi. Mi hanno chiesto di scrivere venti righe sul rapporto tra adolescenti, alcol e droghe. Ma non ho nessuna voglia di rivolgermi ad adulti che non considerano una priorità i temi educativi. Preferisco tentare una sfida rivolgendomi a voi che aspettate il fine settimana per immergervi in un mondo affascinante fatto di musica, amici, divertimento, sogni di gloria, ricerca di senso, sfide impossibili, prime esperienze amorose. Successi e fallimenti. Paure e sfide. Violenza e tenerezza. 

Venerdì, 31 Marzo 2017 07:48

In troppi hanno rinunciato al proprio ruolo

Come adulti e come educatori abbiamo il dovere di interrogarci sulle cause del barbaro omicidio di Emanuele per capire dove affondano le radici di tanta violenza, di tanta incapacità di percepire un ragazzo di vent'anni come un proprio simile da non ferire in nome del vincolo di appartenenza alla medesima umanità. Credo che all'origine di tutto ci sia sempre la rinuncia da parte del mondo adulto ad occuparsi dell'educazione dei giovani.

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