La città educativa

Il Blog di Luigi Maccaro

Lettera ai ragazzi di piazza Labriola (e di tutte le piazze) In evidenza

Niente prediche! Niente allarmi. Niente giudizi. Mi hanno chiesto di scrivere venti righe sul rapporto tra adolescenti, alcol e droghe. Ma non ho nessuna voglia di rivolgermi ad adulti che non considerano una priorità i temi educativi. Preferisco tentare una sfida rivolgendomi a voi che aspettate il fine settimana per immergervi in un mondo affascinante fatto di musica, amici, divertimento, sogni di gloria, ricerca di senso, sfide impossibili, prime esperienze amorose. Successi e fallimenti. Paure e sfide. Violenza e tenerezza. 

Mi rivolgo a te che stai leggendo perché qualcuno ti ha passato questa copia del giornale e perché forse, in fondo, sei curioso e vuoi capire qualcosa in più di quello che ti succede intorno ma soprattutto di quello che ti succede dentro.

Se hai un'età compresa fra i 12 e i 18 anni, non è passato tanto tempo da quando eri un bambino, eppure all'improvviso tutto è diventato profondamente diverso. Provi dei sentimenti nuovi, reagisci in maniera inaspettata, cambi d'umore improvvisamente, gli altri, gli adulti non ti capiscono, soprattutto tu non ti capisci. Il cambiamento mette paura e per non soffrire, per evitare di essere ferito, cominci a mettere su le tue belle maschere. La maschera di quello che la sa più lunga degli altri, di quello che se ne fotte delle prediche, di quello che "io non sarò mai come quello sfigato di mio padre", di quello che "ti faccio vedere io!".
Cerchi una compagnia di amici che la pensano come te, un gruppo che ti faccia sentire più forte: insieme possiamo sfidare il mondo. Come se il mondo stesse lì ad aspettare che tu lo sfidi! Ma la vera sfida è con te stesso, per vedere se sei all'altezza, se vieni rispettato, se vieni considerato, apprezzato, se sei degno di almeno 100 like. Quando sei col gruppo non ti fa paura niente.
E' questo il tempo in cui quasi tutti fanno le prime esperienze con il fumo, con l'alcol, con qualche cannetta… così per darsi un tono, per sentirsi integrati, per "atteggiarsi", per trasgredire, per poter dire a te stesso che non sei più un ragazzino. Fa male? "Figurati, smetto quando voglio".

Va bene tutto. Ma se ritieni di non essere più un ragazzino allora puoi rispondere a questa domanda: a che progetto di vita stai lavorando? Ho capito che non sei più un bambino ma chi o cosa vuoi essere? Sai, la tua identità non sboccerà all'improvviso come un fiore di buon mattino. Sarà il frutto delle scelte che fai adesso, in questi anni, in questo tempo. Che ti è stato regalato (non hai nessun merito ad essere in vita, giusto?) e del quale sei responsabile, tu e nessun altro. Non mi dire, per carità, che c'è la crisi, che la società è così, che la famiglia è così, che la scuola è così, che non ci sono le condizioni, perché - su questo sarai d'accordo con me - sarebbe un parlare da sfigati. Da gente che non è capace di essere protagonista della propria vita.

Quali priorità ti stai dando? Quali sono le cose più importanti per il tuo bene e per il tuo futuro? Cosa puoi fare adesso, appena finito di leggere questo scritto, per migliorare concretamente la tua vita? Non rimandare perché questo tempo poi non ti verrà restituito. Insegui i tuoi sogni ma impara a distinguere i sogni dalle illusioni. Preparati, studia, approfondisci, non per trovare un lavoro ma perché conoscendo il mondo e la storia dell'uomo conoscerai te stesso. Viaggia, anche da squattrinato, non per fare il turista ma perché incontrando luoghi e persone diversi da te potrai capire meglio come sei fatto. Impara a suonare uno strumento musicale, non per esibirti ma per la compagnia che quello strumento saprà darti nei momenti di solitudine. Cercati dei lavoretti estivi, per pagarti le vacanze, per capire il valore del sacrificio, della costanza, dell'obbedienza, della stanchezza, della soddisfazione. Leggi qualche libro per immergerti nei mondi dell'immaginazione, della riflessione, delle emozioni, vedrai che la tua testa funzionerà meglio! Fai volontariato: non serve andare in Africa, basta avere qualche attenzione verso un amico in difficoltà. Fai sport, imparerai a misurarti con i tuoi limiti.

Hai ragione, non hai proprio nulla da imparare da chi ti dice che fumare canne fa male, se quella stessa persona non è capace anche di mostrarti quanto è affascinante la vita. Bravo, diffida dei predicatori. Ma cerca un modo per essere felice. Cerca un senso, una direzione, un progetto, un cammino. Fai della tua vita un'avventura. E vedrai che all'improvviso diventerai grande e di conseguenza alcol, fumo e canne non avranno più nessun significato per te. Credi in te stesso, nelle amicizie profonde, nelle strade impossibili. Non domandarti cosa ti aspetta nel futuro ma rimboccati le maniche e comincia a costruirti il futuro che vuoi. Adesso.

Letto 12340 volte Ultima modifica il Lunedì, 17 Luglio 2017 09:44

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