La città educativa

Il Blog di Luigi Maccaro

Le Comunità del Lazio con Nicola Zingaretti

Riportiamo integralmente l'intervento tenuto da Luigi Maccaro in occasione dell'incontro dell'Associazione delle Comunità del Lazio con il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

«Siamo le comunità di riabilitazione per i problemi di dipendenza da alcol,sostanze, e comportamenti compulsivi. Le uniche accreditate dalla Regione Lazio che rispettano requisiti di tipo strutturale e funzionale, giustamente, molto stringenti. Vogliamo distinguerci da altri enti che si occupano di dipendenze senza aver compiuto un percorso di autorizzazione e di accreditamento o da altre organizzazioni che addirittura operano senza autorizzazione accogliendo tossicodipendenti senza nessuna forma di collaborazione con i servizi sanitari preposti.
Siamo 13 comunità e siamo riunite nell'Associazione Comunità Terapeutiche Accreditate del Lazio. Associazione nata nel 2014 che mette a disposizione del Sistema Socio Sanitario Regionale di risposta al problema delle Dipendenze, circa 730 posti tra residenziali e semiresidenziali, e oltre 250 operatori qualificati e con la fornitura di otre 800 mila pasti l’anno
Qualcuno si domanda - non sempre in maniera disinteressata - se abbiano ancora senso le comunità. Nate dall'intuizione di grandi fondatori (siamo in casa di don Mario Picchi che è stato un pioniere in questo campo) che, prima che curare persone, avevano a cuore la loro dignità e per questo la presa in carico delle comunità è sempre stata globale, complessiva, estesa finanche alle famiglie di appartenenza.
Se un tempo questo approccio, poteva apparire in antitesi rispetto a quello medico o specialistico, oggi, grazie al superamento della dimensione volontaristica, alla professionalizzazione degli operatori e alla collaborazione sempre più intensa con la Regione e con le Asl, quella presa in carico, pur restando orientata alla riabilitazione complessiva della persona, affinché possa riprendere il giusto posto nella società, comprende anche tutti gli aspetti specialistici sono al servizio di questa prospettiva. Quello delle dipendenze è un problema multidimensionale e solo il contributo e la ricchezza apportata da molteplici approcci, sintetizzata nel lavoro di équipe, possono dare speranza di riuscita.
I "nostri" vengono da esperienze difficilissime: droga, carcere, prostituzione, violenza, abusi, depressione, ma nessuno, nessuno di loro ha scelto di essere tossicodipendente dalla sera alla mattina. Questi qui, quando erano bambini, erano bambini, poi il disagio interiore è stato affrontato male ed è diventato un percorso di devianza. A un certo punto hanno trovato qualcuno che gli ha detto: adesso fermati, stai con noi un periodo, rifletti sulla tua storia, costruiamo insieme un nuovo progetto per la tua vita, torna ad essere una risorsa e non più un peso per la società. Costruiamo un percorso per la tua salute che ti consenta di vivere secondo uno stile sano, non dannoso né per te, né per gli altri.
Per questo, quello che sta al centro di tutto è la relazione con la persona.

Poi, dentro la relazione ci sono tutti gli approcci specialistici che abbiamo a disposizione, compresa la psichiatria, ma dentro ad una rete di relazioni che costruisce la comunità, che è ricerca di senso per la vita di ciascuno e ricostruzione condivisa all'interno di una progettualità educativa. Condivisione nella quale gli operatori si mettono profondamente in gioco: a differenza dei servizi "a sportello", la comunità è efficace proprio perché la proposta avviene dentro ad una relazione.
E allora, certo! che hanno ancora senso le comunità, soprattutto e sempre più in un tempo in cui la deriva individualistica della società, queste relazioni le sottovaluta, le uccide, amplificando la solitudine, lo smarrimento delle persone ed il conseguente ricorrere a comportamenti devianti che riguardano ragazzi sempre più giovani (la metà dei nostri ragazzi è fra i 16 e i 24 anni), che è diventata ormai sempre polidipendenza (per questo non hanno più senso i servizi solo per i cocainomani o solo per gli alcolisti), che presenta un'alta incidenza di comorbilità psichiatrica, che si apre a nuove frontiere come il gioco d'azzardo, la dipendenza da psicofarmaci già in età adolescenziale, la dipendenza da tecnologia e molti altri comportamenti compulsivi.
Le comunità rappresentano dunque, oggi, più che mai, un avamposto sociale che, non solo prende in carico le persone e le loro famiglie, ma svolge un'attività di prevenzione, di reinserimento sociale e di stimolo o meglio, di pungolo, nei confronti della società intera affinché non abbassi la guardia di fronte a questa perdita di senso e di progettualità che riguarda, nella nostra regione, centinaia di giovani che non ce la fanno e che restano ai margini.
Questo lavoro, negli anni precedenti, ha rischiato seriamente di scomparire, anzi!, qualche comunità ha realmente chiuso i battenti nella nostra regione. Regione che ci stava portando al collasso economico: prima per i ritardi nei pagamenti (abbiamo avuto fatture che hanno aspettato anche 4 anni per essere pagate), poi per le tariffe mai adeguate che risalivano ai tempi della lira e che erano state quasi superate dalle tariffe per i canili municipali!!
Grazie al lavoro della Giunta Zingaretti i tempi di pagamento sono diventati normali e sostenibili.
Ma soprattutto grazie alla sensibilità di Zingaretti in prima persona, coadiuvato da Cristian Carrara e dal lavoro che abbiamo fatto insieme, di analisi dei costi di gestione, malgrado lo stato di deficit economico della sanità laziale, abbiamo ottenuto, dopo 14 anni, l'adeguamento delle tariffe.
Grazie a questa fiducia ricevuta, abbiamo rimesso in moto i nostri servizi, aumentandone la qualità.

Abbiamo rimesso in campo risorse e opportunità per i nostri territori. Abbiamo ridato dignità al lavoro dei nostri operatori. Abbiamo moltiplicato le opportunità a disposizione delle persone con problemi di dipendenza.

Questo però è un cammino che è appena iniziato!
Noi vogliamo continuare insieme il cammino virtuoso che abbiamo intrapreso con l'obiettivo di costruire un sistema di risposta regionale al problema delle dipendenze che sia un sistema eccellente e di riferimento per altri territori.
Richiediamo di farlo attraverso la costituzione di un Tavolo di confronto permanente sulle scelte da compiere che ci porti a costruire un Piano d'Azione Regionale, chiaro, trasparente, orientato all'efficienza, basato sulla pari dignità tra operatori del servizio pubblico e del privato sociale, fondato sulla valorizzazione delle esperienze esistenti, sulla formazione continua e che indichi di limitare gli invii fuori regione dei nostri ragazzi fintanto che i posti accreditati non siano occupati
Un Piano d'Azione capace anche di superare l'approccio un po' miope della presa in carico del problema anziché della persona.
Insomma Presidente, noi viviamo con le maniche rimboccate e non vogliamo tirarcele giù.
Anzi! Noi vogliamo assumerci fino in fondo la responsabilità di scegliere e di metterci la faccia per non tornare indietro e per continuare a camminare insieme verso una regione capace di risposte educative intelligenti ed efficaci ai problemi del disagio, delle devianze e delle dipendenze.

Per questo puoi contare su di noi.»

ACTA Lazio
Letto 839 volte Ultima modifica il Martedì, 27 Febbraio 2018 17:41

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