La città educativa

Il Blog di Luigi Maccaro

A Natale non ti azzardare! I dati sulle slot machine della nostra città

Durante le feste, complice la tredicesima, cresce il gioco d'azzardo che diventa sempre più patologico.

Il comune di Cassino ha una popolazione di 36.460 abitanti con un reddito pro-capite pari a 18.443 euro. Di questi, ben 1.276 euro, in media per ogni abitante, sono stati spesi nel 2016 in gioco d'azzardo, per un totale di 46,55 milioni di euro. Utilizzando i 440 apparecchi - videolottery e new slot - presenti anche nelle tabaccherie. Questi i dati sul gioco d'azzardo legalizzato, forniti dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato. Sul gioco d'azzardo illegale fate voi le moltiplicazioni che la fantasia vi suggerisce: il doppio? il triplo? chissà. Quello che sappiamo con certezza è invece la dannosità di questo pseudo divertimento, la dipendenza che crea, al pari delle droghe, rovina persone e famiglie. L'ultimo che abbiamo avuto in comunità con questo problema si era giocato 350 mila euro in scommesse sportive rimettendoci l'appartamento nel centro di Roma che aveva ricevuto in eredità. L'ultima mamma che abbiamo avuto in comunità, in cura per sei mesi, oggi sta bene ma si tiene alla larga pure dal tabaccaio sotto casa e le sigarette preferisce farsele comprare. Però, sempre nel 2016, lo Stato ha avuto un introito fiscale derivante dal gioco d'azzardo di circa 10 miliardi di euro, e quindi, va bene che la gente si rovini.

Alcuni sindaci eroici però, si espongono ai ricorsi amministrativi per proteggere i propri concittadini e non sono pochi. A Torino ad esempio Il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza del Tar del Piemonte che ha riconosciuto come legittima l’ordinanza del Sindaco Appendino (la numero 56 del 2016, per gli amministratori che «studiano») che disciplina l’orario di funzionamento delle slot machine. Una misura - si legge nella motivazione - che appare ragionevole poiché «alla stregua di bilanciamento degli opposti interessi, prevalgono in sede cautelare le esigenze di tutela delle fasce più esposte alle cosiddette ludopatie che, peraltro, appaiono ragionevolmente e proporzionalmente tutelate dai provvedimenti impugnati». Nella città di Bergamo ad esempio, il sindaco Gori ha imposto il divieto di gioco d'azzardo dalle 7.30 alle 9.30, dalle 12.00 alle 14.00 e dalle 19.00 alle 21.00. Naturalmente dalle nostre parti, al di là dei facili proclami, non succede assolutamente niente e data la vicinanza di alcune sale slot a scuole e parrocchie, sono convinto che non ci si stia preoccupando nemmeno di far rispettare quanto prevede in materia il nuovo Regolamento di polizia urbana approvato dalla precedente Giunta Petrarcone.

La devastante deriva dell’azzardo legale va fermata, partendo dai territori. L’antieconomia dell’azzardo legale trae un profitto predatorio dalle comunità, consumando risorse, logorando legami, mettendo in dubbio relazioni di fiducia e reciprocità. La società civile è la prima vittima di questo business, con conseguenze sul welfare tutte ancora da quantificare, ma non difficili da prevedere. 

Bisogna decidere da che parte stare: noi cittadini, scegliendo responsabilmente esercizi commerciali che rispettano leggi e regolamenti, voi amministratori approvando regolamenti fortemente penalizzanti verso i gestori che utilizzano slot machine spesso in barba alle normative. Insieme, enti locali, scuole e organizzazioni del terzo settore, costruendo strategie di prevenzione condivise con azioni formative sugli adulti ed educative sui giovani.

è come con la droga: è facile dire che è un problema enorme e difficile da risolvere, ma tu da che parte stai? C'è un'etica della responsabilità che ci interroga e di fronte alla quale non dovremmo girarci dall'altra parte, soprattutto chi ha il potere di compiere gesti altamente significativi, come ad esempio, i sindaci. Chi ha il potere di passare dalle parole ai fatti e invece non lo fa. L'ultimo ragazzo accolto per dipendenza da gioco ha 19 anni, non è di Cassino ovviamente, e non ci sono servizi pubblici che pagano per il suo ricovero in comunità. Come al solito, di fronte ai danni provocati dallo Stato, sugli avamposti c'è il volontariato.

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