La città educativa

Il Blog di Luigi Maccaro

L’anno zero delle politiche giovanili

I ragazzi hanno voglia di essere protagonisti. Se non ci sono proposte sane, spesso diventano vittime di esperienze devianti.

Ad onore del vero bisogna riconoscere che nemmeno esiste una delega assessorile alle politiche giovanili, pertanto, essendo chiara la volontà di non mettere la questione tra le priorità di governo della città di Cassino, non avrebbe senso nemmeno provare a tracciarne un bilancio. Ed infatti il Sindaco, coerentemente, nella sua relazione di fine anno, non ha fatto nessun cenno all’argomento. 

A noi però la questione interessa non poco. E siccome è materia di competenza squisitamente comunale ci sembra giusto accendere qualche riflettore e, perché no, suonare un campanello d’allarme. D’altra parte considerare i giovani come motore di sviluppo sociale ed economico del territorio significherebbe dare concretezza ad un’azione amministrativa dai proclami altisonanti e dai risultati modesti. 

Non esiste nemmeno l’idea di avere uno o più Centri di Aggregazione Giovanile: luoghi di ritrovo per adolescenti dover poter sviluppare progetti culturali, musicali, sportivi, educativi e dove condividere esperienze positive. Poi ci lamentiamo che i ragazzi bivaccano con alcol e droghe in piazza Labriola ma non c’è nessuna proposta alternativa, né in centro, né nei quartieri periferici dove ci sarebbe ancora più bisogno. 

Non esiste ovviamente uno Sportello Informagiovani, presso il quale rivolgersi per ottenere informazioni relative alle opportunità esistenti per la formazione personale e professionale, per accedere alle opportunità promosse dalla Regione Lazio, dai Ministeri o dalla Comunità Europea. Basta andare sul sito dell’Agenzia Nazionale Giovani per averne un’idea. È vero che c’è internet ma i ragazzi hanno bisogno di un orientamento che li aiuti ad individuare e a cogliere le opportunità utili ad arricchire il loro progetto di vita. 

Non esiste un piano di promozione delle Culture Giovanili: arti visive, musicali, scritture creative, sperimentazioni urbane, coinvolgimento di scuole pubbliche e private e di associazioni culturali, insomma niente che possa offrire la possibilità di esprimersi e di ricercare una strada artistica al proprio sviluppo personale. Ma di cultura abbiamo già parlato e non resta altro che stendere pietosi veli. 

Non esiste un programma di sviluppo della Partecipazione Giovanile, ad esempio per incentivare il volontariato come strumento di cittadinanza attiva. Non esiste il Consiglio comunale dei Giovani, non esiste l’Albo né la Consulta delle associazioni giovanili. La “comunità” cittadina (espressione quanto mai abusata negli ultimi tempi!) non si invoca, si costruisce favorendo la collaborazione fra associazioni, gruppi e singoli con l’obiettivo educativo di rafforzare il senso di cittadinanza e di corresponsabilità del bene comune. Per i ragazzi è importante essere protagonisti della propria vita ma anche della propria città e dei suoi spazi: se ciò non avviene in positivo grazie alle proposte educative, avverrà in negativo a causa di disagio, devianze e spaccio. 

Non esiste, a proposito, un progetto di Prevenzione per affrontare in maniera decisa e concreta, con l’apporto operativo di associazioni e strutture specializzate, le principali problematiche di disagio adolescenziale e giovanile quali: l’abuso di alcool, l’abbandono scolastico, il bullismo, le dipendenze tecnologiche, le dipendenze da sostanze stupefacenti, i disturbi dei comportamenti alimentari, il doping, il gioco d’azzardo. Un progetto comunale all’interno del quale promuovere campagne di informazione per diffondere tra i giovani senso di responsabilità, autodeterminazione e consapevolezza dei rischi connessi a comportamenti devianti.

Dulcis in fundo, non si può non citare l’immenso patrimonio di intelligenza costituito dall’Università: quasi diecimila giovani, studenti, persone affamate di futuro e con una gran voglia di essere protagonisti, rispetto ai quali non si ha notizia di alcuna idea di coinvolgimento per lo sviluppo sociale ed economico della città. 

Insomma, anziché fare il solito piagnisteo della crisi economica, chi ha responsabilità amministrative, dovrebbe indicare strade, soluzioni anche creative, sostenere le progettualità esistenti e innovative. Anche, e soprattutto, date le contingenze, per avvicinare i giovani al mondo del lavoro, promuoverne l’autoimprenditorialità, stimolarne la formazione con particolare riguardo alle competenze trasversali. 

Di tutto questo non vi è traccia nella Relazione di fine anno del Sindaco ma nemmeno, presumibilmente, nella visione politica di questa maggioranza.

Letto 138 volte

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

Donazione on line

Un ringraziamento davvero speciale a...

Slider