La città educativa

Il Blog di Luigi Maccaro

Selfie: istantanee da una generazione 2.0

Prende il via anche a Cassino la ricerca nazionale sugli stili di vita degli adolescenti italiani promossa da Exodus

Si chiama “Selfie” e non è la classica foto in voga tra i giovanissimi, ma uno strumento di indagine che ha l’obiettivo di comprendere gli adolescenti di oggi. Nell'ambito del progetto Alisei, promosso da Exodus e dal Consorzio dei Servizi sociali, tra le varie azioni di prevenzione contro il disagio giovanile, c'è anche un lavoro di ricerca sugli stili di vita degli adolescenti del nostro territorio, con l'obiettivo di non riferirsi più solo ai dati nazionali, ma di creare una base di dati strettamente legata al nostro territorio, dalla quale ripartire per progettare strategie preventive non avulse dal contesto nel quale vengono applicate.

Uno strumento di indagine fondamentale per comprendere gli adolescenti di oggi attraverso le loro risposte che ci rendono la fotografia della generazione under 20 che ad oggi ha già coinvolto oltre 35 mila studenti di centinaia di scuole medie inferiori e superiori in varie province italiane, promosso dalla Fondazione Exodus a livello nazionale. 

Ma "Selfie – Istantanee dalla generazione 2.0" è anche un libro, edito da San Paolo Edizioni, scritto da Franco Taverna, che verrà presentato sabato 27 gennaio, nell'ambito degli incontri dell'Università della Famiglia, presso la Comunità Exodus.

«La cosa più bella di Selfie – ha detto don Mazzi – è che in molte scuole, dopo aver partecipato alla ricerca, i ragazzi hanno cominciato a confidarsi con i professori. Il progetto Selfie non nasce per fare concorrenza agli istituti di ricerca, ma per creare opportunità di dialogo all'interno della scuola, fra studenti, genitori ed insegnanti».

L'obiettivo è quello di consegnare nelle mani di docenti, famiglie e ragazzi una serie di riscontri concreti presi dalla vita reale degli adolescenti della loro scuola e di spunti di approfondimento per la pianificazione di interventi di miglioramento da realizzare proprio a partire dalle loro caratteristiche, dai loro punti di vista e dalle loro fragilità. E infatti Selfie racconta di ragazzi e ragazze che solo nel 41 per cento dei casi si confronta con un genitore perché preferisce farlo con un amico; che nel 40 per cento dei casi va male a scuola perché vive in un contesto monoparentale; che il 45 per cento dei ragazzi ha conosciuto persone tramite i social network; che il 65 per cento degli under 18 usa lo smartphone in classe anche se non potrebbe; che l'84 per cento dei bambini sotto i 10 anni ammette di aver iniziato a giocare d'azzardo – comprando un "Gratta e vinci" – grazie ai genitori.

Selfie è stato utilizzato in vari istituti italiani per conoscere i teenager di oggi attraverso le risposte che loro stessi hanno dato negli ambiti di indagine: i dati personali, il tempo libero, l'uso di smartphone e social network, il budget settimanale, il rapporto con il gioco d'azzardo, quali sono comportamenti a rischio, quale immagine hanno del proprio corpo e la loro relazione con il cibo e, infine, la realizzazione di sé.

Le scuole che vorranno aderire al progetto di ricerca dovranno mettere a disposizione uno o più computer connessi ad internet attraverso i quali gli studenti potranno accedere alla piattaforma on line di raccolta dati e rispondere al questionario. Una volta inseriti tutti i questionari, il sistema restituirà una fotografia molto realistica della condizione esistenziale degli adolescenti di quella scuola. Dunque non più dati generici e statistici ma informazioni precise sugli studenti di un determinato territorio. Insomma sui nostri figli.

Un altro strumento di prevenzione messo in campo per proteggere i giovani da devianze e dipendenze, ma soprattutto per alzare il livello del confronto fra gli studenti su temi importanti per la loro crescita. Il progetto di ricerca va ad arricchire l'articolata strategia degli interventi di prevenzione promossi da Exodus a Cassino di cui fanno parte l'Unità di Strada, l'Università della Famiglia, il Centro di ascolto psicopedagogico, le mattinate per le scuole in comunità ed i progetti di prevenzione alla dispersione scolastica, la Formazione Insegnanti attraverso l'Osservatorio sul Disagio giovanile promosso in collaborazione con Asl e Università di Cassino.

Letto 155 volte

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

Donazione on line

Un ringraziamento davvero speciale a...

Slider