La città educativa

Il Blog di Luigi Maccaro

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Luigi Maccaro ospite di Helga Cossu negli studi di SkyTg24 per l'approfondimento sul tema Luigi Maccaro ospite di Helga Cossu negli studi di SkyTg24 per l'approfondimento sul tema

Il ritorno dell'eroina e la fuga degli adulti Featured

Sempre più frequenti i ritrovamenti di siringhe generano allarme sicurezza ma c'è un allarme educativo che nessuno ascolta.

Ci eravamo disabituati anche ai decessi per overdose ed invece la realtà è che le nostre strade sono sempre più ricche di eroina a basso costo. I ritrovamenti sempre più frequenti di siringhe, finanche nei pressi delle scuole, ci parlano di un problema di cui per troppi anni non abbiamo voluto più occuparci. Anche la Asl di Frosinone, per mancanza di personale, ha dovuto chiudere tutti gli sportelli di ascolto C.I.C. per gli studenti nelle scuole superiori. Pressoché azzerati gli interventi di prevenzione, ecco i risultati. Oggi l'eroina si trova anche a 5 euro il grammo poiché la concentrazione del principio attivo è bassa, 10/15%, il resto è composto da sostanze da "taglio" pericolose e dannose che aumentano la dipendenza psicologica. E sempre più spesso la prima dose è gratis perché l'obiettivo degli spacciatori è "fidelizzare" il consumatore che è sempre più giovane. Dato che l'offerta di sostanze, in primo luogo la cannabis, è sempre più alta, disponibile e a basso costo, come è possibile fare qualcosa per ridurre la domanda da parte dei ragazzi? Perché così tanti ragazzi si lasciano intrappolare da questa giostra mortale?

Bisogna che ci mettiamo di fronte non tanto alla diffusione delle sostanze, a quello ci pensano già le forze dell'ordine, quanto piuttosto alla mancanza di benessere interiore e di progettualità dei ragazzi. La cannabis, l'eroina e tutto il resto vanno a riempire un vuoto che i ragazzi non sanno colmare di esperienze positive, le sostanze sono un antidolorifico a quel senso di incapacità di realizzarsi pienamente, le prime trasgressioni sono una ricerca di auto affermazione, di riconoscimento che non arriva dalla società adulta. Insomma siamo di fronte ad un problema educativo del quale è difficile occuparsi perché non si ha voglia di sottrarre tempo al lavoro, ai ritmi che la vita ci impone, ma anche alle stupidaggini che questo nostro tempo ci offre. Viviamo un'ansia di affermazione personale che non ci permette di capire che le priorità sono altre e che i nostri figli, per cercare la loro affermazione, hanno bisogno di testimonianze autentiche ed autorevoli. Hanno bisogno di vedere padri, madri, insegnanti, sacerdoti, allenatori, adulti capaci di spendersi in progetti che danno senso alla loro vita.

La superficialità nella quale siamo immersi uccide tutto e ci porta a banalizzare tutto: i rapporti non sono più importanti delle cose che possediamo, il progetto di vita si basa sui gratta e vinci, le cose da fare travolgono le relazioni e la relazione autentica con gli altri è l'unica cosa di cui, soprattutto i ragazzi, hanno veramente fame. Allora dobbiamo costruire contesti nei quali l'amicizia e la progettualità diventino per i nostri figli il terreno sul quale crescere. Lo possiamo fare nelle nostre famiglie, nelle nostre scuole, nei nostri quartieri, perfino nei nostri luoghi di lavoro. Prima di tutto dobbiamo cambiare noi, essere capaci di testimoniare uno stile di vita diverso e poi proporre un protagonismo nuovo ai ragazzi. Non essere quel branco di adulti sfigati, pessimisti, un po' loschi, strafottenti, convinti che il mondo sia marcio, che la politica sia tutta uguale, incollati ai nostri schermi come se la vita fosse quella. E' chiaro che i ragazzi cercheranno altro e saranno disposti a correre rischi piuttosto che avere questa come prospettiva di vita. Non possiamo chiedere ai nostri figli di essere quello che non riusciamo ed essere noi così come non possiamo chiedere alla Questura di affrontare problemi che non vogliamo affrontare noi. Bisogna che i luoghi educativi, la famiglia, la scuola, la parrocchia, le associazioni siano più consapevoli dell'importanza del ruolo che rivestono nella crescita dei ragazzi. Non significa affatto parlare ai ragazzi dei pericoli delle droghe, significa costruire contesti dove le relazioni siano autentiche, intense, dove il vuoto interiore degli adolescenti possa essere colmato dalle amicizie, dove la paura di non farcela non si trasformi in mancanza di autostima ma in possibilità di farcela insieme agli altri. Significa uscire dal registro formale dei rapporti, nel caso degli insegnanti o degli allenatori ed entrare in rapporti più autentici che ci permettono di guadagnare autorevolezza e di conquistarci la fiducia dei ragazzi.

Tutti gli adolescenti sono tentati dal paese dei balocchi e tutti prima o poi incontreranno il gatto e la volpe sulla loro strada ma la capacità di resistere e di fare altre scelte dipenderà dal lavoro educativo svolto dagli adulti. Per questo abbiamo inventato l'Università della Famiglia e per questo vogliamo riflettere, confrontarci e formarci per affrontare questa sfida educativa. Al ritorno dell'eroina proviamo a rispondere con il ritorno dell'educazione!

Letto 50 volte Last modified on Mercoledì, 29 Novembre 2017 11:53
Luigi Maccaro

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