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Il Blog di Luigi Maccaro

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La Famiglia al centro di tutto tranne che della politica Featured

La lettera pastorale di Mons. Antonazzo sul valore della famiglia è uno spunto per riflettere sull'assenza di politiche locali capaci di sostenerla.

"La gioia di fare famiglia": sul titolo siamo tutti d'accordo ma è sul sottotitolo che cominciano i problemi. "La famiglia nel vivere quotidiano" è invece una corsa ad ostacoli per la sopravvivenza. Non meraviglia la completa assenza di politiche specifiche per la promozione della famiglia nella città di Cassino, se non per il fatto che, soprattutto certi politici di centrodestra, si riempiono la bocca della parola "famiglia" in campagna elettorale salvo poi, quando diventano amministratori, pensare a tutt'altro. Sono convinto che la maggior parte di loro ancora confonda le politiche per la famiglia con le politiche sociali: se studiassero un po' capirebbero che sono ben altra cosa e che riguardano l'attività di tutti gli assessorati, dal primo all'ultimo.
Quello che meraviglia è l'indifferenza, se non l'opposizione, nei confronti di certe istanze come la pista ciclabile, l'isola pedonale, la necessità di rendere fruibili luoghi come la villa comunale e ormai anche il parco Baden Powell, posti sporchi e sempre più frequentati da spacciatori.
Le cose che si potrebbero fare sono tantissime: una Consulta delle Famiglie, una politica fiscale commisurata al numero dei figli, campus estivi, centri di aggregazione giovanile nei quartieri periferici, scuole aperte nel pomeriggio, politiche di conciliazione e di pari opportunità (penso alle famiglie, come la mia, che, avendo tre figli nella stessa scuola, uno va a scuola il sabato e due restano a casa), politiche di sicurezza urbana che si affianchino al lavoro delle forze dell'ordine, aree attrezzate per bambini e famiglie, piscina comunale o convenzione con quelle private esistenti, eventi culturali per famiglie durante tutto l'anno e tariffe agevolate per gli under 18, eventi di quartiere, corsi di formazione pre-matrimoniale sulle responsabilità educative per le coppie che non scelgono il matrimonio religioso, politiche di housing sociale che sostituiscano il sistema delle case popolari. Invece niente. Un'amministrazione sull'orlo del fallimento, tenuta in piedi solo per non sfigurare nella prossima campagna elettorale, coperta di tanti debiti da far venire i brividi, non può far altro che inaugurare qualche aiuola risistemata da imprenditori di buon cuore. Piuttosto il patrocinio e l'intera giunta schierata in pompa magna al festival della birra, dove mancava solo il gonfalone cittadino a celebrare la vocazione commerciale di questa città a fronte dell'ostruzionismo pretestuoso andato in scena per un gruppo di famiglie che volevano consentire ai loro bambini di esporre quattro bancarelle di scambio giochi usati. Meno male che l'Associazione La Famiglia non si perde d'animo e si organizza per fare lo stesso i suoi eventi.
Provo a parlare di cose serie: la Famiglia è un fattore di crescita sociale ed economica! Le politiche schiave dei bilanci non produrranno mai niente. La vera qualità dei politici sta nella capacità di fare le cose malgrado questi bilanci grazie ad una visione più ampia capace di includere le reti di cittadini e organismi che generano benessere sociale, valore, sviluppo, innovazione. Qui non serve una cultura diversa, servono persone che una cultura del progresso sociale ce l'abbiano, al posto di manichini cooptati e telecomandati. Serve una cultura delle relazioni capace di produrre scambi che non mirano al benessere economico individuale, un modello perdente che abbiamo sotto gli occhi da trent'anni, ma che mirano invece a produrre coesione sociale, un clima di fiducia, di condivisione di storia e di valori, un clima di reciprocità da alimentare continuamente. A partire dalla Famiglia, organizzazione sociale di base, che deve sentirsi parte di una famiglia più grande, di un progetto più ampio del quale è corresponsabile.
Promuovere uno sviluppo fondato su politiche capaci di dare valore al capitale relazionale, significa cambiare visione, adottare strumenti nuovi, non limitarsi a spostare voci di bilancio, bensì promuovere reti di sistema, individuando e aggregando quei nodi della rete che sono capaci di generare benessere sociale ed economico. Non se ne può più della finta "politica del fare", i cittadini vogliono "fare insieme": questo è l'ingrediente fondamentale del progresso collettivo che sarà direttamente proporzionale all'intensità degli scambi relazionali che animano la nostra comunità. è un cambio di paradigma importante rispetto al quale la fortuna di avere l'Università sul nostro territorio può rappresentare il vero motore rigenerativo. Una piccola testimonianza proviamo a darla oggi pomeriggio con l'inaugurazione dell'Università della Famiglia, alle 15, in Cascina, alla presenza di don Antonio Mazzi, massimo esempio del saper "fare insieme".

Letto 49 volte Last modified on Martedì, 21 Novembre 2017 21:57
Luigi Maccaro

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