La città educativa

Il Blog di Luigi Maccaro

Per allontanare i ragazzi dalle droghe non servono ordinanze ma opportunità In evidenza

Ne avevamo parlato più volte, durante la "Mille giovani per la pace", con gli amici responsabili delle società sportive più attenti a questi temi e ieri ci siamo ritrovati per una Festa dello Sport, nel quartiere San Bartolomeo, grazie ad un progetto di formazione realizzato insieme all'Università proprio sull'utilizzo dello sport come strumento di prevenzione al disagio giovanile. A fine corso, grazie alla collaborazione della Parrocchia di San Bartolomeo e all'Associazione "Il ponte per l'isola", abbiamo deciso di fare un'esperienza sul campo con gli studenti.

Obiettivo: coinvolgere bambini e ragazzi del quartiere in un pomeriggio di festa dove conoscersi meglio, provare sport vecchi come il calcio e nuovi come il rugby, sperimentarsi nelle gare di atletica e prendere contatto con società sportive per fare esperienze nuove.

Oltre duecento i ragazzi presenti che hanno trasformato un campo polveroso (!) in un oratorio moderno, a base di sport, che si è concluso con il regalo di palloni al parroco, Padre Aurelio, che ha preso l'impegno di avviare un'attività sportiva più strutturata. A lui le società sportive presenti hanno garantito massima collaborazione. Fra queste il C.U.S. Cassino, A.S.D. Cassino Volley, A.S.D. Karate Shotokan Cassino, A.S.D. Briganti Cassino Rugby e, ovviamente, A.S.D. Exodus Cassino.

Insomma, senza spendere un centesimo, abbiamo tolto dai marciapiedi un po' di ragazzi per un pomeriggio. Adesso però ci siamo assunti una responsabilità di fronte alle aspettative dei ragazzi del quartiere e dobbiamo aiutare il parroco ad avviare il centro sportivo della parrocchia, perché lo sport può cambiare il volto di un quartiere e magari i palazzoni saranno meno grigi grazie alle grida festanti di ragazzi che inseguono un pallone.

Credo che in un momento così delicato per i giovani, nel quale droghe di ogni genere sono sempre più abbondantemente disponibili, il movimento sportivo della nostra città, possa e debba farsi carico di queste responsabilità, perché i momenti aggregativi che riesce ad esprimere possono essere l’ancora di salvezza per molti ragazzi.

Forse, dico forse, l'Amministrazione comunale, oltre a produrre inutili ordinanze anti-movida, anti-prostituzione, anti-clochard, anti-azzardo, anti-nonsochealtro, potrebbe farsi promotrice di un progetto educativo di comunità (parola tanto abusata!) basato sullo sport, capace di svolgere un'azione preventiva efficace nei confronti del disagio sociale e specialmente giovanile, aggregando il mondo sportivo cittadino, così vivo e certamente disponibile a spendersi per vivacizzare le troppe adolescenze addormentate sui muretti dei quartieri.

Il coinvolgimento dei docenti e degli studenti del corso di laurea in scienze motorie, ovviamente, sarebbe indispensabile! Si potrebbe così diffondere un'idea forte dello sport e delle sue potenzialità educative, si potrebbero moltiplicare e decentralizzare le manifestazione sportive tradizionali, generando momenti di unione e di solidarietà. Si potrebbero organizzare momenti formativi dedicati agli allenatori e valorizzare le esperienze più belle, e sono tante, di coinvolgimento nelle attività sportive di persone e realtà deboli o svantaggiate.

Insomma, un campo sportivo ed un pallone possono salvare più ragazzi di un posto di polizia. Alle forze dell'ordine la repressione, alla politica la prevenzione. Forza Padre Aurelio, non sei solo! Forse…

Letto 1046 volte Ultima modifica il Venerdì, 27 Ottobre 2017 15:17

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