La città educativa

Il Blog di Luigi Maccaro

Buon compleanno, Exodus Cassino! In evidenza

Sono passati quasi trent'anni ma lo spirito è sempre quello dei primi giorni: una fucina di idee ed iniziative tutte volte a sostenere giovani che nella vita hanno commesso errori molto gravi e che stanno provando a venirne fuori e a costruirsi un nuovo progetto di vita. Non solo, tante attività rivolte ai ragazzi "normali" affinché quegli errori imparino a non commetterli, alle famiglie e agli insegnanti perché sappiano essere adulti-educatori, testimoni credibili e punti di riferimento.

Una comunità di educatori, volontari, collaboratori che hanno scelto di rovinarsi un po' la vita per offrire un'opportunità educativa a questo territorio, una risposta pedagogica a problemi sociali importanti, una strada impossibile per casi disperati. è questo lo spirito trasmesso dal fondatore, don Antonio Mazzi, che a 90 anni tiene ancora quotidianamente il fiato sul collo dei suoi operatori perché si può fare sempre di più. Oltre 3mila ragazzi accolti in comunità in questi 27 anni, centinaia di incontri con le scuole, con le famiglie, con i gruppi di giovani che vengono a fare esperienze di condivisione. Tante storie che fanno da filo conduttore a questi anni ma che, allo stesso tempo, ci interrogano su quanto c'è ancora da fare. Prima erano gli occhi scavati dall'eroina e quelli delle mamme senza più lacrime. Oggi, oltre a quelli, ci sono gli occhi svampiti degli adolescenti che riempiono il vuoto interiore con alcol e canne, gli occhi distratti di giovani genitori che sfuggono la realtà perché in carriera e presi dalla propria adolescenza, gli occhi smarriti di chi ha subito violenze, gli occhi sfuggenti dei giocatori d'azzardo, gli occhi dei bambini che vengono a trovare i genitori chiedendosi perché non stanno a casa con loro.

Un concentrato di vita che ebbe inizio con la felice intuizione dell'allora Abate di Montecassino, don Bernardo D'Onorio che mise la Cascina di San Pasquale a disposizione dei ragazzi di don Antonio, complice l'entusiasmo di don Giuseppe che ancora oggi gongola perché "quella volta riuscì a confessare tutti i ragazzi della comunità!". Una presenza che vuole essere una testimonianza, un modo di essere, di cercare sé stessi, di dare senso alla propria esistenza, ma anche una spina nel fianco di questa società futile, ingiusta, violenta, esteriore che corre e lascia indietro i più fragili. Una realtà che desidera trasformarsi continuamente per non doversi chiudere ai bisogni educativi sempre nuovi che riscontriamo tra i giovani, che desidera lavorare in rete con altre organizzazioni e con le istituzioni perché la responsabilità del territorio che abitiamo deve essere un sentire condiviso, che desidera fare della sua storia un punto di partenza per nuove avventure educative sugli avamposti sociali sui quali siamo chiamati. E queste nuove avventure hanno nomi precisi: il "Villaggio delle aquile reali", il centro giovanile, l'oratorio moderno dove i ragazzi possano stare bene tra loro costruendo un progetto di vita sano, attraverso la musica, il teatro, l'arte, lo sport, il volontariato. L'"Università della Famiglia" per offrire opportunità di formazione e condivisione ai genitori in difficoltà attraverso laboratori, seminari, esperienze da vivere insieme fra genitori e figli e il progetto "Don Milani 2" per sostenere la funzione educativa della scuola e prevenire la dispersione scolastica. Sono avventure aperte a chiunque voglia coinvolgersi e spendere un po' del proprio tempo in favore dei ragazzi del nostro territorio.

Chi lavora tra gli adolescenti sa qual è l'urgenza di queste proposte, sa che un adolescente su tre ha provato droghe, sa che nessuno è al riparo dai pericoli dai quali siamo circondati. Gli spacciatori (di fumo, di alcol, di droghe, di scommesse) hanno sempre bisogno di vendere e di trovare nuovi clienti, il lavoro delle forze dell'ordine è intenso ma da solo non basta. Ci vuole un'opera di prevenzione che passa per il rafforzamento dei ragazzi, per la responsabilità dei genitori, per la funzione educativa della scuola. Mentre la politica mette la testa sotto la sabbia, a noi piace "aprire strade impossibili".


Si celebrerà sabato 28 ottobre la Giornata del Ringraziamento per la ricorrenza del 27° anniversario della Comunità Exodus di Cassino. Era il 1990 quando l'allora Abate di Montecassino, don Bernardo D'Onorio, celebrò la Messa con la quale si inaugurava al nuova avventura di don Antonio Mazzi nella nostra città. Ecco il programma della giornata:

ore 15.00 "Festa dell'Autunno" Attività e giochi per bambini, ragazzi e famiglie. Scuola calcio, volley, attività Campus. Inaugurazione della Casa sull'Albero.

ore 18.00 S. Messa celebrata da don Donato Ogliari, Abate di Montecassino

ore 19.00 Festa per il 27° anniversario della Comunità Exodus di Cassino. Torta e brindisi.

ore 20.30 Pizza e Musica a cura del Gruppo "Casa delle Arti"

Oggi nasce Exodus Ciociaria oggi 28ott1990

Letto 1027 volte Ultima modifica il Mercoledì, 01 Novembre 2017 14:40

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